<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465</id><updated>2011-10-23T17:50:23.720+02:00</updated><title type='text'>Campoleone</title><subtitle type='html'>Quaderni per il federalismo militante</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>66</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-3121904378431500226</id><published>2011-10-23T17:35:00.000+02:00</published><updated>2011-10-23T17:39:26.500+02:00</updated><title type='text'>Congresso regionale MFE Lazio</title><content type='html'>Comunicazione inviata ai delegati del congresso regionale MFE Lazio previsto per venerdì 14 ottobre in Roma. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;improrogabili impegni istituzionali mi trattengono qui alle pendici "de li Castelli". Prego di volere presentare le mie giustificazioni a tutti i  federalisti che si riuniranno per il congresso regionale Lazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’occasione vorrei però condividere con voi qualche riflessione, tanto di ordine politico che organizzativo, ma andiamo per ordine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi economico finanziaria su scala globale sta mettendo drammaticamente in evidenza l’intrinseca debolezza del sistema comunitario; una tecnostruttura priva ormai di qualsiasi capacità propulsiva. Sessanta anni di integrazione europea hanno segnato sviluppo, crescita economica e benessere diffuso, in un clima di sostanziale pacificazione, ma i risultati raggiunti non sembrano più sufficienti a fare argine alle sfide del futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando persino il Brasile si dichiara pronto a venire in soccorso alle debolezze strutturali dell’Unione monetaria o, per contrasti tra gli atteggiamenti enfaticamente dirigisti dell’accoppiata franco/tedesca con la truppa sparsa di tutti gli altri stati membri, si rimanda il previsto Consiglio europeo (senza alcuna ripercussione negativa sugli indici di borsa), vuol dire che ci troviamo di fronte all’orlo del baratro, dove nulla è più escluso, nemmeno la dissoluzione dell’Euro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale prospettiva, anche il ruolo dei federalisti trova soventi contraddizioni che si palesano in inconcludenti atteggiamenti riformistici. L’idea che sia possibile superare la crisi economica con soluzioni tecnico finanziarie, è una pura illusione;  soluzioni, tra l’atro, sempre più incomprensibili al cittadino medio. L’opinione pubblica europea si sta progressivamente allontanando da quella sorta ci ceca fiducia europeista che ha alimento il processo di integrazione a carattere puramente funzionalista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur in presenza delle non democraticità del sistema comunitario, gli europei, nella buona maggioranza, hanno riposto sempre speranza nel processo di integrazione nella misura in cui, solo funzionalmente, tale prospettiva garantiva un netto miglioramento delle condizioni economiche generali, ed in particolari di quelle dei lavoratori e del ceto medio. La crisi economica globale ha messo in crisi tale elemento di consenso, e con esso lo stesso approccio funzionalista che ha, di fatto, esaurito la sua spinta propulsiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la recente iniziativa del MFE sull’ICE, in tema di piano europeo di sviluppo, mostra tutta la sua inadeguatezza. Essa non introduce alcun elemento nuovo nel dibattito politico. Tutti parlano di piano di sviluppo, e da anni, ad iniziare da Barroso che ritiene di essere già egli stesso il miglior governo a cui l’Europa possa aspirare. Vista l’inconcludenza degli stati nazionali, ostaggi persino del recente veto slovacco sull’ampliamento del fondo salva stati, anche il Presidente della Commissione appare un illuminato statista.  Non solo. L’iniziativa prospettata, tutta in punta di un indigeribile dirigismo finanziario, sostiene l’introduzione di nuove tasse (la carbon e quella sulle transazioni finanziarie – tra l’altro di dubbia applicazione entrambe) non sostitutive, ma aggiuntive ad un opprimente sistema fiscale che sta raggiungendo livelli intollerabili per qualsiasi competitiva economia di mercato.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stati europei, oggi come mai in passato, hanno la responsabilità storica, di costruire una compiuta Federazione europea, ponendo senza ambiguità la questione della fondazione dello Stato sovrannazionale dotato di proprio bilancio. Tale bilancio andrà alimentato certo di risorse proprie, ma con un sistema di tassazione in parte sostitutivo di quello nazionale. I grandi settori di intervento, dove sicuramente è possibile ottenere economie di scala, sono quella della politica di difesa, della ricerca scientifica (di base ed applicata), delle politica energetica e delle grandi reti infrastrutturali. In parole povere, è la questione tutta politica della cessione di poteri sovrani alla nuova struttura continentale che i federalisti dovrebbero tentare di imporre nel dibattito in corso, anche attraverso l’uso di iniziative a valore tattico, non altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale prospettiva, la definizione di un nucleo di avanguardia degli stati su cui far gravare la responsabilità storica del destino del vecchio continente è assolutamente emergente. Non c’è alternativa ad un nuovo percorso che conduca alla costruzione di una piccola Federazione, nella più grande Unione, con la definizione di nuovi trattati ponte che possano regolare la vita delle due strutture sovrannazionali. Forse un obiettivo al momento impossibile? Forse nella vecchia e cara Europa si è ormai chiusa la finestra di opportunità per la creazione della Federazione?  Forse, forse, ma il ruolo di un movimento di avanguardia non può fossilizzarsi in un inconcludente europeismo di maniera che può interessare solo il ruolo e il prestigio di chi lo propugna. Un vecchio adagio recita: il cane con l’osso in bocca non solo non morde, ma non abbaia nemmeno. Temi di grande complessità, che sicuramente non possono trovare adeguata rappresentazione in queste poche righe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma passiamo agli aspetti organizzativi, anche se su questi non vorrei tediarvi eccessivamente. Mi pare abbastanza evidente che a scapito del Centro regionale Lazio del MFE (organizzazione eminentemente politica) ci sia l’intenzione di riproporre un approccio tutto aziendalista al federalismo. Il documento fatto circolare recentemente è lì a dimostrarlo. Progetti, flussi finanziari, militanti da pagare adeguatamente alle responsabilità richieste, promesse non mantenute, conflitti, consenso basato sull’interesse e non sull’intima convinzione. Questa deriva, già conosciuta negli anni passati, e di cui faccio fatica a parlare in quanto mi ha visto inconsapevole protagonista, l’abbiamo già vista e rivista. Per carità, anche io riconosco le mie colpe, ma sbagliare è umano, certo, ma perseverare no, è diabolico.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ciò si aggiunga che a livello regionale e nazionale tale nascente sovrastruttura in pieno stile non profit (di qui l’originale convocazione di un congresso politico in seconda), potrebbe essere utilizzata a fini di puro collateralismo politico all’interno del centro sinistra e del Partito democratico in particolare, anche nella prospettiva di una o più presenze federaliste alle prossimi scadenze elettorali. Interessi e protagonisti non lasciano presagire altro. Tentativo legittimo, ci mancherebbe, ma che avendo già fallito nel passato non potrà che trovare la mia ferma e decisa opposizione all’interno del nostro Movimento. Mi si potrà obiettare che sto pensando male, certo, potrei anche sbagliarmi . Anzi, spero vivamente che le mie siano preoccupazioni infondate. Ma come ci ricordava spesso il divo  Giulio, a pensar male si commette peccato, ma quasi sempre ci si azzecca. Ed io sono, notoriamente, un incallito peccatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella speranza che i lavori del congresso del MFE Lazio possano svolgersi illuminati dalla mite saggezza dei vecchi e dalla incorrotta volontà dei giovani, un caro saluto e a presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-3121904378431500226?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/3121904378431500226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=3121904378431500226' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3121904378431500226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3121904378431500226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2011/10/congresso-regionale-mfe-lazio.html' title='Congresso regionale MFE Lazio'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-7371078517239609575</id><published>2011-05-01T13:44:00.000+02:00</published><updated>2011-05-01T13:45:33.651+02:00</updated><title type='text'>Lettera al segretario del MFE, Franco Spoltore</title><content type='html'>Caro Franco,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in vista degli adempimenti previsti in occasione del prossimo comitato centrale, credo sia opportuno rendere pubblica la mia intenzione di non essere più presente all'interno della Direzione nazionale. Già ben prima del Congresso di Gorizia avevo accennato della cosa ad alcuni amici federalisti. Sono convinto che anche tu concorderai con l'opportunità del mio proposito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A giustificazione di ciò potrei portare le difficoltà oggettive che avrò nei prossimi mesi per poter dedicare tempo nelle trasferte milanesi. Per certo sarò molto impegnato tanto sul piano familiare, che su quello professionale ed amministrativo, senza tralasciare un nuovo fronte di impegno umano nel volontariato sociale, che ho intrapreso da alcuni anni, e che mi sta sempre più assorbendo. Tutto ciò sarà pur vero, ma quando si fa trenta è sempre possibile far trentuno. Vedrai che a qualche "zingarata meneghina" non mancherò di certo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per venire al concreto, credo si sia esaurita una fase del mio impegno militante. Per tanti anni ho dovuto fronteggiare, quale esponete di Alternativa europea, tanto gli organi istituzionali, prima l'Ufficio del Dibattito e poi la Direzione (a cui in verità avevo già preso parte nei primi anni novanta). Non di rado mi sono sobbarcato doppi viaggi nelle terre padane, anche a distanza di pochi giorni, per raggiungere prima gli amici in Direzione e poi i militanti di AE a Pavia, Milano e dintorni. Non so se abbia agito sempre per il meglio, ma sono certo che se siamo giunti alla "Svolta di Gorizia" - un sorta di ritorno al futuro per un militante ormai organicamente albertiniano, quale io mi considero -  ci sia anche il mio piccolo granellino di sabbia, e questo mi basta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo, sono convinto che l'esempio sia sempre la migliore forma di comunicazione. Nel Movimento non ci sono cariche e potere a  cui ambire, ma solo responsabilità che, se, quando e nel caso, doversi assumere. Se è questo l'assunto in cui realmente crediamo non bisogna mai aver timore di abbandonare gli incarichi e, con essi, il profilo del proprio contributo. Per alcuni anni, dopo il Congresso di Salerno, non mi sono neanche ripresentato per il Comitato Centrale, per l'intimo bisogno che avvertivo di respirare aria nuova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò non vuol certo dire che intenda ridurre, o peggio, abbandonare il mio impegno militante, anzi. L'intenzione è proprio quella opposta. Ho la necessità di sentirmi libero di poter incrociare le vele del mio vascello nei freschi zefiri del mare aperto, lavorando sul campo nelle nuove attività che dovremmo iniziare da qui a pochi mesi.  E' necessario che abbandoni le estenuanti bonacce di un perdurante, e per molti versi ormai stucchevole, confronto congressuale che alcuni si ostinano a voler continuare a tenere aperto. E' un piano su cui, ti confesso, non trovo proprio più alcun interesse o stimolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con Gorizia si è chiusa una fase nella vita delle nostra organizzazione in cui alcuni di noi hanno creduto di poter dar vita ad un modello di Movimento che potesse superare quello autonomista di Mario Albertini. Va da se che è legittimo, anzi auspicabile, quando si sia mossi dalla sincera convinzione delle bontà dei proprio propositi, sostenere e percorrere nuove strade. Ma quando queste risultano dei vicoli ciechi è bene, prontamente, cambiare rotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' evidente che quanto avvenuto nel MFE è conseguenza diretta anche del quadro politico generale. Oggettivamente, la sbornia costituzional/gaudente aveva fortissimi elementi attrattivi. Vuoi per una sorta di malcelato conformismo, vuoi per una tendenza tipica dell'animo umano che fa sempre fatica a distinguere se stesso dal branco dei proprio simili, vuoi per un indebolimento dell'aspetto identitario del federalismo organizzato, sta di fatto che gli anni dell'illusionismo convenzionale hanno fatto breccia anche nelle nostre fila. Si è creduto di poter fondare una nuova realtà non-stato puntato sulla semplice adozione di un terminologia a cui non corrispondeva una reale e concreta capacità di azione in termini di potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I risultati sono oggi sotto gli occhi di tutti. L'impotenza dell'Europa, a cui anche in questi giorni stiamo tristemente assistendo in relazione all'intervento militare in Libia, da il pari con l'impotenza di chi crede che questa possa farsi nell'equivoco lessicale.  Un'impotenza che sta dando la stura anche ad una sempre più evidente crisi del consenso intorno al processo di unificazione; crisi che non si può liquidare erigendo linee a difesa dello status quo, pena essere travolti, come fuscelli dallo tsunami del nuovo ordine mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla nascita della Ceca e sino all'Unione di Maastricht, il modello funzionalista, seppur deficitario dal punto di vista democratico, era il vero motore del processo di integrazione comunitaria; un modello che mostra sempre più evidenti segni di cedimento strutturale. Il metodo comunitario ha funzionato per anni basandosi sull'assunto che venivano trasferite competenze ad un livello sovranazionale, prendendo per buona anche la scarsa democraticità del sistema stesso, solo nella misura in cui i vantaggi per i cittadini emergevano con chiarezza ed erano facilmente misurabili, anche in termini di sviluppo economico. Venendo sempre meno evidenti i vantaggi ed aumentando i temi non risolti, si palesa la sotto struttura intimamente tecnocratica del metodo stesso, ed il conseguente  elemento di privilegio di chi la incarna, volente o nolente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il consenso ha, sotto questo profilo, ben poco a che fare con la comunicazione, anzi. Una buona comunicazione può funzionare solo e nella misura in cui cui il "prodotto istituzionale" da promuovere, oggettivamente, risponde a bisogni economici, sociali e culturali della popolazione. In caso contrario, produce solo effetti diametralmente opposti. L'assunto che oggi l'Europa si occupa di tutto un po', tranne che dell'essenziale è sempre più percepibile dal cittadino medio. A nulla vale difendersi evidenziando le acquisizioni ormai storicamente consolidate del processo di integrazione (mercato unico, euro, libera circolazione, ecc.). I reali problemi che oggi la società europea sta vivendo (crisi economica, deterioramento del modello sociale, invecchiamento demografico, perdita di competitività) sono sempre più drammaticamente evidenti e di certo non possono trovare soluzione nelle pieghe del Trattato di Lisbona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vedo che mi sono dilungato ben oltre l'oggetto della mia missiva. Avremo tempo e modo per tornare a confrontarci su questi temi. Per intanto un caro saluto a te e agli amici delle lista del Comitato centrale che hanno avuto la bontà di leggerci in copia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-7371078517239609575?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/7371078517239609575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=7371078517239609575' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7371078517239609575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7371078517239609575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2011/05/lettera-al-segretario-del-mfe-franco.html' title='Lettera al segretario del MFE, Franco Spoltore'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-374976666397865992</id><published>2010-10-12T10:21:00.001+02:00</published><updated>2010-10-12T10:30:21.367+02:00</updated><title type='text'>Appello dei federalisti europei a Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico</title><content type='html'>"Dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori &lt;br /&gt;nei quali noi abbiamo creduto… Abbiano coscienza dei loro doveri &lt;br /&gt;verso se stessi, verso la famiglia…, verso il paese, &lt;br /&gt;si chiami Italia o si chiami Europa"&lt;br /&gt;Giorgio Ambrosoli a sua moglie Annalori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Segretario,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Come militanti del Movimento federalista europeo, fondato da Altiero Spinelli, e politicamente vicini al Partito democratico, guardiamo con preoccupazione all'incertezza sempre più evidente, denunciata ormai anche dalla stampa, riguardante l'identità culturale e il radicamento storico di un partito che intende perpetuare e rilanciare i valori del patto costituzionale con cui è nata la nostra Repubblica, raccogliendo attorno a questo obiettivo il maggior numero possibile di elettori. Il Pd non sembra infatti riflettere adeguatamente - anche se recenti iniziative appaiono come primi segnali di ripresa - né sul progetto che esso intende proporre per affermare la propria leadership, né sull'eredità politico-culturale di cui dovrebbero essere portatrici le sue componenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è noto, il Pd è nato nell'ottobre 2007 quale entità nuova, e dunque mirante a introdurre un fattore di trasformazione nel quadro politico nazionale, in parte in risposta all'affermarsi della cosiddetta seconda Repubblica e in parte per&lt;br /&gt;completare il processo di adeguamento al venir meno delle contrapposizioni della guerra fredda, a seguito del tracollo del comunismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo partito, richiamandosi a esperienze e modelli statunitensi e perpetuando al tempo stesso concetti di democrazia condivisi sia dagli eredi della Democrazia cristiana più sensibili alle istanze sociali, sia dalla cosiddetta democrazia laica e sia ancora dagli ex dirigenti e militanti del Partito comunista italiano, considerato nella sua originalità e specificità rispetto al regime sovietico, intendeva unire in un solo soggetto politico le forze convintamente eredi della Resistenza e dell'antifascismo per contrapporle più efficacemente ad uno schieramento moderato sostanzialmente populistico e ideologicamente composito, raccoltosi sotto la guida di un imprenditore fattosi uomo di Stato per un grumo di interessi decisamente lontani da quello collettivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale lungimirante disegno, maturato sulla felice esperienza di un dialogo fra laici e credenti impegnati politicamente in una delle realtà più significanti dell'Italia postbellica, introduceva sicuramente un fattore di chiarezza, di tutela dei principi di legalità e di coerente spinta riformatrice nel quadro politico, proponendosi in primo luogo di adeguare, nel rigoroso rispetto della Costituzione, gli schemi dell'esercizio del potere e della rappresentanza a quelli dei paesi occidentali di più sicura tradizione democratica, tutelando al tempo stesso le fasce meno favorite della popolazione, insieme ai valori egualitari radicati nella cultura dei partiti popolari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base di tale impostazione ed affidandosi alle personalità culturalmente più partecipi di tale visione, non a caso ampiamente eredi delle concezioni di Altiero Spinelli, il Pd puntava nel concreto a garantire una seria e affidabile gestione di governo, seppur contrastata sia dal frammentario rivendicazionismo di residuali aggregazioni partitiche della sinistra, sia dalle persistenti conflittualità interne, dovute, oltre che a rivalità personali, alla incompleta conciliazione delle componenti che avevano dato vita al nuovo partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la verità, un'inadeguatezza di fondo risiedeva nel progetto politico stesso del Pd ove questo, nel dichiararsi forza alternativa allo schieramento promotore della seconda Repubblica, finiva per accreditare quest'ultimo come legittimo antagonista democratico, quando invece nella discesa in campo del cavaliere di Arcore emergevano da sempre elementi inaccettabili di distorsione dei principi, dei valori e della legalità dello Stato nato dalla costituzione repubblicana, dai quali elementi sarebbe stato indispensabile prima o poi liberarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben vedere, il Partito democratico era chiamato a proporsi piuttosto come fattore di aggregazione di tutti gli eredi della Costituzione quarantottesca che non di cristallizzazione della contrapposizione fra due compagini, di cui una non risultava pienamente compatibile con lo spirito e i precetti della carta fondativa della Repubblica. Mancava infatti quell'idem sentire della cosa pubblica su cui, indipendentemente dalle differenziazioni partitiche, si fonda una statualità legittima e condivisa. Del resto, sarebbero stati i fatti, anche recenti, a dimostrare sia la necessità per il Pd di aggregare forze diverse purché animate da quell'idem sentire di fondo, sia l'opportunità che a porsi alla guida dello stesso schieramento moderato, convergendo verso il centro, siano elementi compatibili con le tradizioni repubblicane postbelliche, foss'anche separandosi nel tempo dal Partito democratico, che al processo di riaffermazione dei valori fondanti dell'Italia nata dall'antifascismo ha dato insostituibile impulso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo, a tale vocazione, ossia a farsi centro propulsivo del pieno adeguamento della democrazia italiana ai modelli occidentali di funzionamento - nel saldo contesto della carta costituzionale, vero atto di rifondazione dello stato italiano dopo la tragedia del fascismo - il Partito democratico, una volta estromesso (estromessosi?) dal governo, ha finito per rinunciare in misura via via crescente (salvo le recenti, incoraggianti iniziative ricordate in esordio, peraltro ancora incentrate su alleanze, schieramenti e riforma elettorale, piuttosto che su programmi e temi identitari).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla visione strategica si sono infatti man mano sostituiti: vuoi una politica del giorno per giorno, mirante ad assecondare gli occasionali orientamenti dell'elettorato, spesso valutati con logiche televisive e demoscopiche; vuoi l'aspirazione - peraltro non priva di giustificazioni, seppure, allo stato, non troppo pagante - a riavvicinarsi alle dinamiche europee di contrapposizione fra socialdemocrazia e conservatorismo liberal-liberistico; vuoi ancora il desiderio dei singoli leader del Pd di perpetuare le proprie posizioni di potere (tradizioni politico-culturali, elettorati consolidati, reti di sezioni e relative infrastrutture, realtà economiche collegate). E questo anche a costo di rilegittimare la dirigenza avversaria, rientrata ai posti di comando, ovvero di mettere ai margini ampie componenti dell'elettorato, indispensabili al raggiungimento della maggioranza del consenso, che era poi l'obiettivo originario su cui era stato costituito il partito stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esempio e il messaggio di Altiero Spinelli. Una risorsa fondamentale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggettivamente, tra le ragioni di questa inadeguatezza di concezioni e progetti sta per molti aspetti la mancata attuazione di un completo ripensamento della propria storia da parte della componente ex comunista del Partito democratico, la quale ha finito per perpetuare l'antica renitenza ad una radicale revisione ideologica - da accompagnare all'elaborazione di un nuovo manifesto fondativo - già evidente nell'epoca di Enrico Berlinguer, malgrado la sostanziale adesione del partito alla democrazia repubblicana e gli orientamenti assunti dall'allora segretario del Pci. Una renitenza palesemente confermatasi allorché si preferì attendere il crollo del comunismo sovietico prima che il Partito mutasse il proprio nome. Tutt'oggi si può constatare una ritrosia a prendere le distanze in modo circostanziato dagli errori ripetuti fin troppo a lungo, sia in termini di adesione al comunismo in sé, sia di scelte politiche di fondo, fra cui, determinanti, non solo l'opposizione alle Comunità europee anni Cinquanta, ma anche al Sistema monetario europeo, alla fine degli anni Settanta, che avrebbe estromesso per lungo tempo il partito dalla gestione della politica italiana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stato dei fatti, un pur comprensibile senso di fedeltà alla propria militanza, la consapevolezza dei sacrifici compiuti e del contributo nel complesso offerto alla democrazia italiana, la resistenza psicologica a dissolvere il proprio patrimonio organizzativo e di dotazioni, un qualche grado di settarismo hanno contraddittoriamente concorso ad impedire l'elaborazione di un rinnovato progetto politico a carattere generale, in grado, tra l'altro, di valorizzare anche le tradizioni del socialismo democratico e riformista italiano, eredi della prima e della seconda Internazionale, che non possono essere dimenticate o cancellate dalla memoria del movimento progressista italiano. Appare davvero sconcertante, infatti, che grandi figure emblematiche, a partire da Garibaldi stesso, presidente del Congresso della pace, dei diritti dell'uomo e della federazione europea, riunitosi a Ginevra nel 1867, a Filippo Turati, a Giuseppe E. Modigliani, a Claudio Treves, a Eugenio Colorni, a Carlo Rosselli, a Pietro Nenni stesso e tanti altri risultino del tutto ignorate. E altrettanto può dirsi del pensiero laico e democratico, interpretato da Giuseppe Mazzini a Carlo Cattaneo, da Gaetano Salvemini a Francesco Saverio Nitti, da Ernesto Rossi a Ugo La Malfa e molti ancora, ai quali non viene tributato il dovuto riconoscimento. Eppure, senza una storia onorata e condivisa nessuna forza politica e nessuno stato può dirsi realmente tale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo, ciò che oggi emerge dal Pd è l'acrobatica conciliazione fra: a) le reticenze ex comuniste, che finiscono per creare il vuoto nel proprio passato, limitandosi al massimo a rivolgere seminascosti tributi di fedeltà a figure come quella di Togliatti, ovvero a inserire nel calderone dei propri riferimenti (vedasi un recente manifesto con cento santini) le personalità più diverse, da De Gasperi a Kennedy, a Gandhi, ma non, per dire, Spinelli o Colorni, ovvero ancora ad appropriarsi di mitologie mass-mediatiche di ascendenza democratico-statunitense, che avrebbero da sempre fatto premio, almeno fra i giovani della generazione postbellica, sulla venerazione dell'empireo stalinistico-sovietico; b) la crescente marginalità di ex democristiani di sinistra e di cattolici impegnati, convinti di condividere con gli antichi avversari - in fondo sempre ammirati, ma di fatto ampiamente estranei per formazione, esperienze, memorie, organizzazione - il senso di dedizione alla causa democratica, repubblicana e social-popolare; c) il protagonismo di chi rimane attaccato alla difesa della tenace tradizione reticente e del "patrimonio" accumulato nel tempo, a sua volta insidiato da chi invece preferirebbe una piena conversione al modello di partito democratico e di alternanza di fattezza statunitense, senza troppo riflettere sul proprio passato e senza troppo indagare sulla natura, che verrebbe da motteggiare senza molta esagerazione come demago-pluto-escortaico-mafionica, non meno che clerico-affaristico-mediasettica, dei propri principali antagonisti; d) l'aspirazione, in sé positiva, ma che rischia il giovanilismo, a rinnovare dirigenti e parole d'ordine puntando sul semplice rinnovamento anagrafico come generatore di superamento delle antiche cristallizzazioni e di più vasto consenso da parte del grande pubblico, malgrado il generale invecchiamento della popolazione e di riflesso dei cittadini votanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, a noi sembra che la ricerca di un progetto generale e al tempo stesso l'affermazione di un radicamento storico della tradizione democratico-costituzionale nel nostro paese, che restano essenziali per emanciparsi dalla società dell'effimero e confrontarsi con le enormi urgenze del presente, vada effettuata in primo luogo attraverso la piena assimilazione tanto della proposta politico-culturale di Altiero Spinelli - la costruzione della federazione democratica europea (e dell'Italia europea in essa) - quanto della sua esperienza di militante, vissuta da precursore all'interno della vicenda storica dei movimenti popolari e antifascisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovane dirigente comunista incarcerato dal regime già nel '27 e mantenuto in reclusione fino al '43, il futuro protagonista del primo parlamento europeo eletto a suffragio universale nel 1979 avrebbe maturato in carcere una profonda revisione dei fondamenti del marxismo e del comunismo per giungere a proporre, nell'ormai celebre Manifesto di Ventotene, scritto in sostanziale contrappunto con il Manifesto del 1848, la sostituzione del principio della lotta di classe con quello del superamento della sovranità assoluta degli stati e dell'instaurazione, con metodo costituente, della democrazia federale europea. Tale soluzione sarebbe stata in grado, come effettivamente dimostrato dall'esperienza storica, peraltro ancora in corso, di garantire la pace permanente, la libertà, lo sviluppo e il benessere dei lavoratori in maniera incomparabilmente maggiore rispetto al cosiddetto socialismo reale, o regime comunista che si voglia definirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza entrare in mille dettagli, la partecipazione di Spinelli alla Resistenza europea, la fondazione, nell'agosto del '43, del Movimento federalista europeo assieme a personalità di altissima levatura dell'antifascismo, la sua decisa scelta di campo occidentale (ma sempre contraria ad eventuali progetti egemonici statunitensi) durante la guerra fredda, la sua dedizione infaticabile alla causa della federazione democratica europea, nonché - fatto notevole per tutta Europa, concordato con Enrico Berlinguer su proposta di Giorgio Amendola - la sua elezione come indipendente nelle liste del Pci, tanto a Roma e che a Strasburgo (con l'obiettivo di trasformare l'assemblea europea in una costituente, ma al tempo stesso di mettere al servizio della causa dell'Europa federale la notoria, innegabile dedizione dei comunisti italiani), descrivono un arco politico ed esistenziale esemplare. Una mirabile e sicura traiettoria che conferma la sussistenza di un filo conduttore virtuoso, sia pure con ritardi e consapevolezze diverse, all'interno del movimento operaio e democratico italiano, di cui non si può e non si deve restare dimentichi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo, giacché l'impegno per la creazione di istituzioni democratiche europee, con l'Italia in posizione trainante, ha costituito uno dei più importanti fattori di dialogo e di condivisione di obiettivi generali - si pensi alla collaborazione di Spinelli con De Gasperi, con Nenni, con Berlinguer - fra elementi di primo piano delle diverse forze politiche eredi della Resistenza. Tanto che si può affermare che il Partito democratico costituisca oggi il punto di riferimento e di incontro più naturale per chi provenga da quella storia e da quel comune sentire del futuro del proprio popolo, di tutti i popoli europei e del mondo intero, in vista del progresso della umanità e della persona, dell'uguaglianza e della pace, che costituisce la comune sostanza valoriale dei movimenti popolari del nostro paese e non solo di esso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna società politica democratica, del resto, può vivere sulla semplice gestione dell'esistente, o sull'appagamento di occasionali istanze dell'elettorato, rinunciando a proporsi una pur sobria missione di carattere generale, che costituisca un bene, un fattore di progresso, per l'intero consorzio umano. Per il Manifesto di Ventotene, scritto insieme a Ernesto Rossi e in collaborazione con Eugenio Colorni - e non a caso instancabilmente valorizzato dall'attuale presidente della Repubblica - la federazione democratica europea costituisce infatti, in primo luogo ed eminentemente, un traguardo di superiore civiltà nella storia del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad onor del vero, va anche osservato che nell'ultimo Spinelli, il quale aveva pur difeso a spada tratta la validità e l'affidabilità della scelta europea del Pci, era subentrato nei confronti di quest'ultimo un senso di delusione per l'insufficienza dell'apporto fornito all'iniziativa costituente lanciata dal nostro "Ulisse" (questo il suo significativo nome di battaglia, tra omerico e dantesco) e mirante all'instaurazione di una completa Unione europea, poi parzialmente istituita con il trattato di Maastricht. Colui che in sede europea viene ufficialmente annoverato fra i Padri dell'Europa lamentava che il Pci inclinasse semmai ad un proprio cauto inserimento nella "normalità" della socialdemocrazia europea, piuttosto che ad abbracciare decisamente la concezione federalista, ovvero quel pensiero politico compiuto elaborato a Ventotene in alternativa al marxismo e reputato in grado di produrre effetti ben più concretamente rivoluzionari di esso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà stata pure un'ingenuità dell'antico dirigente della Fgci formatosi alla scuola leninista, ma a suo avviso il Pci non riusciva a capire di dover finalmente dedicare le sue energie alla nuova causa, profeticamente individuata da un comunista come lui già negli anni più duri del fascismo e reputata tale da dover divenire obiettivo politico primario di un movimento politico pienamente democratico: un movimento desideroso, beninteso, non già di adattarsi al "gioco" dell'alternanza in un contesto nazionale statico, bensì di dar vita al salto di civiltà, all'innovazione qualitativamente decisiva cui si è accennato poco più sopra. Il Pci continuava invece a oscillare ossessivamente fra passato e presente, fra Est e Ovest, fra realtà concreta e mitologie, fra sentirsi dentro e sentirsi fuori, abdicando al dovere di darsi una visione generale e un progetto politico di adeguato respiro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente restiamo convinti che la "provocazione" di Spinelli, pur venata di un certo solipsismo proprio dei precursori, resti oggi più attuale che mai, soprattutto tenendo conto che nell'attuale fase di implosione-decostruzione del sistema politico della cosiddetta seconda Repubblica il Partito democratico, insieme alle forze politiche legate all'eredità costituzionale, è chiamato precisamente a proporsi un disegno politico di grande portata e non soltanto a prospettare una normale alternanza, in vista della soluzione di singoli problemi affrontabili nello spazio di una legislatura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un patto con gli europei&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, tale disegno politico complessivo si incentra proprio sul compimento del progetto di unificazione federale dell'Europa da parte dei paesi e delle forze politiche disposti a dar rappresentanza e istituzioni al popolo costituzionale europeo. E questo non già o non soltanto per la suggestione dell'obiettivo in sé, oggettivamente virtuoso e affascinante, bensì anche per la consapevolezza, tutta spinelliana, ma radicata già nel Risorgimento, dell'identificazione fra interesse nazionale italiano ed edificazione della democrazia federale europea, nonché della vocazione italiana ad esercitare un ruolo di mediazione e di impulso in tale direzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche le recenti vicende della crisi finanziaria internazionale dimostrano quanto abbia giovato alla solidità economica del nostro paese la sussistenza di un quadro istituzionale europeo, mentre la pressione della globalizzazione sui sistemi produttivi lascia temere un inasprimento delle condizioni dei lavoratori, ove non sussista un'adeguata area di statualità in grado di tutelare i settori più minacciati della società, assicurando al tempo stesso alle imprese l'efficienza complessiva dell'ambiente in cui effettuano gli investimenti, al fine di controbilanciare i vantaggi delle delocalizzazioni e fronteggiare la concorrenza internazionale. Non meno importante è promuovere tale area di statualità per evitare, come già succede nel nostro paese, che le vere o presunte esigenze della competizione internazionale impongano un'egemonia dei venditori-produttori sui consumatori-lavoratori tale da protrarre eccessivamente la giornata lavorativa o penalizzare la natalità e le famiglie, abbassando i salari dei giovani e la protezione sociale, nonché addirittura minacciando di licenziamento le donne in maternità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, che questi obiettivi siano perseguibili in un quadro puramente nazionale è illusione denunciata da tempo ed evidente ai più, al di là della constatazione che i maggiori paesi europei sono riusciti a tutelarsi parzialmente dagli effetti socialmente devastanti della globalizzazione. Costoro riescono a difendersi meglio degli altri grazie alla loro condizione di forza relativa ed anche alla sussistenza di un mercato unico europeo considerato spesso come "giardino di casa", ma non certo perché possano permettersi di aspirare ad un ritorno alla sovranità assoluta, come dimostrano anche le recenti concessioni in vista della creazione di un sistema europeo di gestione-controllo della finanza e dell'economia, a dispetto di iniziali affermazioni contrarie, pronunciate all'insegna del virtuosismo nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrettanto evidente risulta dunque il fatto che il nostro paese, certo non privo di elementi di debolezza strutturale, potrà garantirsi da nuove e forse più imponenti crisi economico-finanziarie, oltre che da attacchi allo stato sociale, solo se l'Unione europea - o almeno il suo nucleo più coerente, di cui l'Italia deve essere assolutamente partecipe - sarà in grado di proseguire verso una reale unione economica, da affiancare a quella monetaria, che sia dotata degli strumenti politico-istituzionali non soltanto di difesa dell'esistente, ma anche di rilancio degli investimenti, della ricerca e delle innovazioni tecnologiche. Una Unione, in altre parole, abilitata ad esercitare un ruolo attivo nei settori strategici, se non a proporre un modello di società della conoscenza, della produzione diffusa, della tutela della persona, da imitare nel contesto internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ottenere questo, tuttavia, vale a dire perché sia possibile stringere un patto di natura federale fra i contraenti, è assolutamente indispensabile che sussista non soltanto la determinazione di forze politiche consapevoli e all'altezza del compito, ma anche un rapporto di fiducia fra i detti contraenti, un foedus fondato sul rispetto rigoroso della legalità, delle regole stabilite e delle procedure concordate, oltre che sulla condivisione delle concezioni della democrazia. Altrettanto evidente risulta a tale riguardo che l'Italia berlusconiana, rivelatasi ogni giorno di più nella sua natura tanto affaristico-illegale quanto inquinata da insopportabili conflitti di interesse e da insidie al potere costituzionale della magistratura, se non alla Costituzione in sé, non risponde alle esigenze elementari in base alle quali i potenziali, indispensabili partner del processo federale siano disponibili a cedere ulteriori poteri sovrani ad istituzioni comuni. Anzi, ne costituisce un oggettivo, rilevantissimo impedimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che, pur tenendo conto degli immancabili egoismi particolaristici di ogni società nazionale, risulta comprensibile e giustificato: l'eventuale sensazione di un peggioramento delle condizioni di legalità del sistema democratico, a questo punto divenuto largamente federale, e pertanto meno controllabile da un singolo paese, indurrebbe una crescente disaffezione dei cittadini nei confronti delle istituzioni dell'Unione e della democrazia in quanto tale, con effetti che la nostra quotidiana esperienza percepisce ormai, nel nostro ambito, come inaccettabili e devastanti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Europa, quindi, non può più valere per il nostro paese come puro condizionamento esterno, in grado di indurre comportamenti virtuosi all'interno. Al contrario deve trasformarsi nell'impegno attivo e propositivo, in forza del quale il quadro nazionale viene parallelamente e consapevolmente trasformato in fattore esemplarmente trainante della comune costruzione, oggi sempre più necessaria per poter agire come interlocutori del resto del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può peraltro riconoscere che l'attuale gestione della finanza pubblica italiana, con il presumibile concorso della Lega, abbia evitato la degenerazione dei conti del paese che si era profilata invece nei precedenti governi della destra, quando l'euro e l'Europa stessa venivano denigrati e additati come la causa dei mali socio-economici. Tuttavia l'esercizio del rigore, stante l'impossibilità, in regime di euro (ovvero di condizionamento esterno), di interventi a carattere inflazionistico ai fini di riequilibrio delle partite di bilancio in funzione dell'occupazione o degli investimenti, è stato sostanzialmente eseguito mediante tagli alla spesa spesso e volentieri a carico dei settori maggiormente trainanti e produttivi, piuttosto che con una dolorosa azione di trasferimento di risorse da settori parassitari a produttivi. Né di certo è stato perseguito un implacabile, ma al tempo stesso accorto, contenimento dell'evasione fiscale, o si è proceduto alla liberalizzazione (non dimentichiamo certo in proposito il cosiddetto "pacchetto Bersani") di ambiti protetti da legislazioni corporative. Un'azione questa che è stata compiuta invece da altri paesi - in primis nel campo fondamentale del rifinanziamento dell'istruzione e della ricerca, malgrado la crisi - e che risulterebbe oltretutto meno onerosa se svolta in un contesto di rilancio degli investimenti a livello dell'Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si impone in sostanza, da parte del nostro paese, l'urgenza di un "patto con gli europei", grazie al quale il progresso dell'integrazione verrebbe scambiato con: a) un coraggioso riassetto della finanza pubblica, unito al rilancio della produttività e degli investimenti; b) un impegno ferreo a emendare la penisola dalle note deficienze organizzative e dagli aspetti inaccettabili di illegalità e criminalità - ivi compresa la presenza di pregiudicati e indagati, talvolta addirittura per mafia, nel parlamento, o nel governo - che ancora impediscono alla società italiana di essere accolta a pieno titolo nell'avanguardia del mondo occidentale e di trarne i vantaggi conseguenti, per sé e per gli altri paesi dell'Unione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte dell'attuale continuo, autolesionistico e introflesso battibecco personalistico tra le forze politiche nazionali, tale impegno di riscatto nazionale, di natura risorgimentale e neoresistenziale, compiuto nella coincidenza dei 150 anni dell'unità d'Italia e offerto all'intera Europa, appare l'unico in grado di conferire al soggetto politico che intenda proporlo e perseguirlo l'autorevolezza e la giustificazione per agire con determinazione assoluta sulle attuali manchevolezze del paese, in vista del compimento della costruzione della democrazia italiana nel momento stesso in cui essa si rende protagonista dell'indispensabile raggiungimento dell'unità politica europea. L'esperienza dimostra del resto come gli italiani, a suo tempo chiamati a corrispondere la cosiddetta tassa per l'Europa pur di aderire alla moneta unica, siano disponibili ai sacrifici e al disinteresse, ove collocati in una prospettiva generosa e sanamente patriottica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tutto ciò è solo un lato della medaglia. L'altro aspetto, più lusinghiero e incoraggiante, è che i dirigenti del nostro paese, nei decenni del dopoguerra, hanno saputo svolgere un accorto lavoro di promozione della costruzione europea e di mediazione fra gli interlocutori maggiori, rivelatosi in numerose occasioni come indispensabile e decisivo. Si pensi per esempio, al di là del ricordato contributo di Spinelli, alla lontana conferenza di Messina del 1955, o alla determinazione con cui i governi sottoscrissero i trattati comunitari malgrado le opposizioni degli ambienti economico-industriali, o al Consiglio Europeo di Milano del giugno 1985, o alle vicende del trattato di Unione politica e di Unione economico-monetaria (trattato di Maastricht) e si avrà la conferma di tale preziosissimo apporto, volentieri riconosciuto anche in sede europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ottenere tali risultati, tuttavia, era indispensabile una profonda conoscenza dei principi, dei meccanismi e delle logiche della costruzione europea, laddove oggi sussiste una profonda indifferenza verso tali aspetti, come si può constatare dall'assenza di riferimenti alla Ue (con cui pure condividiamo una moneta e un mercato unico e tanto altro ancora) negli interventi programmatici, anche recentissimi, di tanti leader politici; dai marchiani errori comparsi sulla più accreditata stampa nazionale in tema di Unione europea, ripetutamente confusa con il Consiglio d'Europa; o dall'assenza di un dibattito realistico su tematiche capitali come gli effetti dell'allargamento dell'Ue. Soltanto a titolo di esempio, si dibatte all'infinito, seppur confusamente, sul federalismo interno, con relative minacce di separatismo, ignorando che nel frattempo la moltiplicazione di stati presunti sovrani - argomento fin troppo spinelliano - nei Balcani o altrove finisce per deformare sempre di più gli assetti istituzionali dell'Unione, creando uno squilibrio insidiosissimo fra Europa reale ed Europa formale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se non fosse stato per l'allarme lanciato dalla corte costituzionale tedesca (e ignorato in Italia) in occasione della ratifica del trattato di Lisbona, chi si sarebbe accorto che il peso specifico del voto di un cittadino italiano o tedesco per il Parlamento europeo vale incredibilmente meno di quello di recenti adepti all'Ue, peraltro prossimi ad essere raggiunti, con ulteriore inaccettabile deformazione, da un vero polverio di altre nazionalità? E non è questa una necessaria, indispensabile riflessione a tutela dei legittimi interessi nazionali, oltre che dell'irrinunciabile principio democratico "one man, one vote"? O si preferisce continuare con il principio "tanti stati, tanti posti di comando", al punto che quasi quasi converrebbe a tutti che la Padania, o il Mezzogiorno, o tutte le regioni del Belpaese diventassero indipendenti? Per lo meno, i posti riservati agli italiani si moltiplicherebbero, insieme al diritto di veto su questioni fondamentali dell'Unione, tuttora concesso dal trattato di Lisbona ai singoli stati e staterelli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, a volersene rendere conto, e a parlarne nei programmi politici, forse l'occasione per un serio dibattito sulla centralità della questione Europa e per vigorose iniziative politiche al riguardo ci starebbe sicuramente, magari anche chiedendo notizie sul funzionamento della nuovissima struttura della politica estera europea e del ruolo italiano in essa, che risulta evidentemente meno avvincente (provincialismo?, sì, come minimo) rispetto a qualunque minuzia della cronaca politica interna .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In breve, i temi così prospettati e le esigenze generali della società italiana, componente del nucleo fondante dell'Unione europea, richiedono l'emergere di una forza politica determinata a non fare del consenso di breve periodo il primo dei propri obiettivi, in vista dell'occupazione del potere e del sottopotere, bensì a proporsi come fautrice di trasformazioni di lungo periodo e di illuminata emancipazione sociale e culturale, come è proprio dell'identità migliore e più profonda di tutti i movimenti popolari di ispirazione democratica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è dubbio che le violenze epocali della storia novecentesca, teatro delle ambizioni aggressive delle statualità nazionali, abbiano indotto anche nel movimento operaio reazioni eccessive e totalitarie, inasprendo gli animi delle masse e suggerendo soluzioni implacabili come risposta inevitabile alle conflittualità perseguite da governi che non esitavano a sacrificare milioni di vite umane per i propri disegni egemonici. Oggi è tuttavia venuto il momento di guardare con serenità ed anche spirito di autocritica a quanto accaduto, valorizzando al tempo stesso il patrimonio di sacrifici, valori, elaborazioni intellettuali, spirito di pace e tensioni di emancipazione espressi dai movimenti democratici, proponendo ai giovani e a tutta l'opinione pubblica l'indispensabilità di una visione di progresso universale che per tanti aspetti passa più che mai per le prospettive indicate dal precursore Spinelli, uno Spinelli per parte sua sempre disponibile alla collaborazione con l'antifascismo laico e i cattolici "adulti", cui tanto si deve nella vicenda democratica del nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale progetto deve essere perseguito in maniera realistica e concreta, affermando, in primo luogo, la centralità della cultura, della scienza e della legalità all'interno di ogni reale azione di progresso, ma anche, aspetto non meno importante, valorizzando le pubbliche istituzioni (locali, nazionali e sovranazionali!), quali sedi di tutela dei diritti di cittadinanza (istruzione diffusa, lavoro, assistenza, previdenza), nonché di intervento per investimenti di interesse collettivo. Lo stato democratico, ai suoi diversi livelli, non va inteso infatti come apparato sovrastante la società, bensì come luogo di espressione della libertà e dello spirito di comunità. Tutti questi elementi costituiscono un requisito essenziale per assicurare gli effetti positivi stessi dell'economia di mercato e dell'iniziativa economica privata - ormai estesa all'intera dimensione mondiale - senza per questo subordinare l'uomo e la società alla ricerca del profitto come unico valore, al dominio straripante di gruppi monopolistici ed entità sovrane, alle discrezionalità incondizionate dei detentori del capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un programma per l'Italia europea  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su queste basi potrà pertanto essere elaborato un programma politico, impostato a nostro avviso sui seguenti punti prioritari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul piano istituzionale europeo, è indispensabile promuovere, coinvolgendo università, studiosi, opinionisti, un'approfondita ricognizione sull'attuale assetto successivo a Lisbona, al fine di giungere ad una chiara definizione, in primo luogo sul piano dei principi giuridici, della natura di tale assetto, commisto com'è di elementi intergovernativi, funzionalisti e federalisti, e se esso possa essere accettabile nel lungo periodo, o necessiti sollecite riforme, in grado di assicurare una salda legittimità a esecutivo, legislativo e giudiziario in primo luogo. Che credibilità avrà, a titolo di esempio, una Corte di Giustizia formata da un giudice per ogni paese membro, al punto che fra breve la comparabilmente modesta realtà dell'Europa ex comunista vanterà una maggioranza di magistrati al suo interno? Approfondimenti da noi promossi hanno sottolineato la non sostenibilità della situazione. E non si corre il rischio, ancora, che il Consiglio rivendichi una maggiore legittimità democratica rispetto al Parlamento europeo, visto che il primo tutela il rapporto rappresentanza-popolazione meglio del secondo, pur escludendo dal proprio seno le opposizioni? Di sicuro il suo attuale presidente lo definisce già come il reale governo economico dell'Ue. In breve, continuare a compiacersi della pur arguta battuta per cui l'Ue sarebbe un ermafrodito, e come tale bisogna tenerselo, non convince più nemmeno gli autori di quel motto di spirito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si conferma insomma l'urgenza di una riflessione politica e giuridica adeguata, da compiere con il concorso di tutte le forze politiche e intellettuali dell'Ue, nel contesto di uno spazio pubblico europeo, che è finalmente ora di costruire con adeguati strumenti di dibattito, comunicazione e pubblicizzazione, grazie anche al ricorso alle nuove tecnologie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul piano economico, solo una grande serietà e determinazione dei componenti l'Unione può consentire, in primo luogo, l'accreditamento della proposta avanzata dalla Commissione europea, e respinta dagli stati maggiori, in vista dell'aumento delle risorse proprie dell'Ue mediante l'introduzione di prelievi fiscali europei. Inoltre, un piano europeo di investimenti per rilanciare l’economia e favorire la transizione verso un modello di sviluppo sostenibile può essere finanziato con l’emissione di Union bonds, come è stato più volte proposto in passato ed è stato di recente sostenuto anche dal Presidente Barroso nel suo Rapporto sullo stato dell’Unione. D’altra parte, anche la recente decisione di Ecofin di istituire una sessione di bilancio condensata nel semestre europeo, pur utile nella prospettiva di un miglior coordinamento delle politiche fiscali degli stati membri, non è certamente in grado di superare i limiti del metodo di coordinamento, già più volte verificati in passato. In effetti, in assenza di un potere europeo, ogni stato avrà comunque convenienza a comportarsi da free rider e il coordinamento sarà effettivo soltanto nella misura, del tutto ipotetica, in cui vi sarà convergenza delle ragion di stato - ovvero degli interessi - dei diversi paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale, va rilevato che il deficit democratico dell’Europa ha pesanti riflessi sulla concreta possibilità di attuare in tempi ragionevoli una politica fiscale comune, mirante a fronteggiare situazioni caratterizzate da esigenze di immediatezza ed emergenza, tra cui il sostegno a competitività e sviluppo e il contrasto delle crisi economico-finanziarie. Specie dopo l’ultimo allargamento a 27 stati, è anacronistico che permanga la regola dell’unanimità in materia fiscale. Dieci anni or sono, paventandone le conseguenze, la Commissione propose l’introduzione del voto a maggioranza qualificata almeno per le materie concernenti la previdenza ed il fisco che avessero un impatto evidente sulla realizzazione del mercato unico, ma la proposta non è stata accolta né risulta che sia di nuovo all'esame.&lt;br /&gt;Per questo motivo, le direttive europee in materia fiscale hanno tempi di gestazione che ne attenuano notevolmente l’efficacia. Basti pensare, soltanto per fare alcuni esempi, alla direttiva sulla tassazione dei redditi del risparmio (diretta ad armonizzarne il sistema di tassazione e a contrastare la consistente evasione transnazionale), che fu inserita nel cosiddetto “Pacchetto Monti” del 1996: varata soltanto nel 2003, contiene una serie di modifiche che ne hanno indebolito la portata, causa il compromesso imposto da una esigua minoranza di stati membri che l'avevano osteggiata, vedendo minacciati i propri interessi nazionali. Eppure Monti stesso, in anni ormai lontani, aveva messo in guardia contro gli effetti socialmente insidiosi della concorrenza fra gli stati, dediti ad attrarre capitali offrendo condizioni fiscalmente competitive: la retribuzione del lavoro, specialmente di quello meno qualificato, avrebbe raggiunto livelli inaccettabili. E si pensi anche alla proposta avanzata dalla Commissione per introdurre una Common Consolidated Corporate Tax Base (la cosiddetta CCCTB, diretta a creare un regime semplice ed uniforme di tassazione delle imprese che operano in ambito europeo), che risale al 2001 ed è tuttora in fase istruttoria nel tentativo di individuare una soluzione gradita alla totalità dei governi nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’attesa della piena realizzazione dell’Europa federale, che risolverebbe in radice anche questo ordine di problemi, l’Italia dovrebbe farsi promotrice di una modifica dell’attuale sistema di voto delle norme (siano esse direttive o regolamenti) a contenuto fiscale, sostenendo l’esigenza di introdurre meccanismi basati sulla regola della maggioranza, qualificata dal riferimento al numero dei cittadini di ciascuno stato membro, che si avvicinino quanto più possibile al principio “one man – one vote”, assicurando almeno tendenzialmente il rispetto del fondamentale principio del consenso al tributo (“no taxation without representation”), pilastro di ogni democrazia degna di questo nome. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altrettanto indispensabile risulta procedere ad una rivalutazione della proposta monnettiana dell'Euratom per la gestione di una comune politica energetica, ovvero delle iniziative assunte da Spinelli, commissario europeo tra il '70 e il '75, in tema di tecnologie e ricerca, di promozione di un'industria aeronautica europea, di creazione di una politica comune dell'ambiente e di una legislazione comune in materia di: imprese (modello unico di impresa europea, euro-corporation), sicurezza sul lavoro, standard di fabbricazione comuni). Nel complesso, è stato osservato che circa un 60% delle proposte di Spinelli è già stato adottato in sede Ue, confermando la preveggenza e la visione del leader federalista, che già da lungo tempo sarebbe stato opportuno aver fatto proprie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appare dunque chiaro, a nostro avviso, che è necessario avanzare al più presto verso una forma federale di elaborazione e gestione delle più importanti politiche dell'Ue, fosse pure a costo di creare un nucleo ristretto di paesi disposti a bruciare le tappe, partendo dalla realtà dell'Eurogruppo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo ambito, un'azione svolta dall'Italia, anche per dare all'Europa una voce maggiore in campo internazionale, andrebbe intensificata con sensibilità, costanza di orientamenti e dialogo permanente con i membri dell'Unione, assicurando un ruolo di mediazione e di impulso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra i grandi obiettivi che in questo contesto una forza politica, purché dotata di un patrimonio di idee e una carica ideale, è chiamata a perseguire ci sono in egual misura: la soluzione della questione palestinese grazie alla garanzia dell'Ue; l'organizzazione di uno spazio euromediterraneo in cui inserire, agendo a livello Ue, Consiglio d'Europa, Nato, Onu, anche i rapporti con la Russia e la Turchia; la costruzione di una politica estera e di sicurezza della Ue, comprendendo in essa anche il tema dell'esercito europeo; la presenza della Ue in quanto tale all'interno delle organizzazioni internazionali; la lotta alla fame nel mondo e il decollo delle aree sottosviluppate; la tutela degli equilibri ecologici; l'esplorazione dello spazio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alle riforme interne al nostro paese e al metodo con cui attuarle, esse andranno accompagnate da un preventivo, sistematico confronto con quanto disposto nei paesi più rilevanti dell'Unione, ai quali ci uniscono, come si è detto, la moneta, il mercato unico, le normative comunitarie, il comune assetto istituzionale, etc. Prescindere da questo ambito significa mancare dei riferimenti indispensabili per un'efficace azione legislativa, quand'anche fosse caratterizzata da dissenso, a questo punto consapevole, ma pur sempre sottoposto alle comuni normative, rispetto ai partner. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale, detto un po' scherzosamente, sussiste la fondata impressione - corroborata da dati recenti di natura economica, nonché da pur contestati ammonimenti della Banca d'Italia - che gli europei, volendo evitare di diventare troppo tedeschi, debbano comunque rassegnarsi a diventare più tedeschi di quanto siano ora. Vale a dire, superato lo sconcerto, che appare indispensabile procedere ad una attenta valutazione dei criteri che hanno consentito al più grande paese europeo, grande sia in termini demografici che economici, di affrontare con maggior successo degli altri le difficoltà degli ultimi anni, tanto sul piano produttivo che su quello sociale. L'obiettivo dovrà essere di recepire seppur criticamente tali criteri, ispirati all'economia sociale di mercato, tanto in sede Ue che nazionale. Al tempo stesso varrà la pena di restare in guardia dalle tentazioni del "beggar-thy-neighbour", da taluni rilevate in campo industriale e sindacale in riferimento a certo solipsismo politico-culturale della Repubblica Federale nei confronti del resto dell'Europa. Un compito, in altre parole, che richiede un'estrema capacità di riflessione, mediazione ed intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale contesto, appare inoltre raccomandabile valutare con i partner il grado di equilibrio ottimale fra intervento pubblico a vario titolo, sia all'interno degli stati, sia dell'Unione, e intrapresa privata. Non è detto che la pura liberalizzazione, peraltro spesso non attuata dagli altri stati membri sul piano interno, sia l'unico strumento di dinamicizzazione della società e dell'economia, oltre che di tutela dell'occupazione e del lavoro. Molto si può attendere da programmi di investimento promossi dalla Ue stessa nei settori strategici, sia pure in un contesto di concorrenza fra imprese, ovvero da una vera e propria politica industriale, sempre auspicata ma mai istituita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al tempo stesso la dovuta attenzione deve essere riservata anche ad un altro aspetto costitutivo della costruzione comunitaria: quello della garanzia di un sviluppo equilibrato dell'insieme dell'Unione, evitando situazioni monopolistiche ed anche eccessive concentrazioni produttive in singole aree. A titolo di esempio e come spunto di utile riflessione tutto da discutere, sia sul piano industriale che sindacale: mentre Francia e Germania hanno di fatto mantenuto in vita le proprie imprese automobilistiche, il nostro paese ha dovuto se non rinunciarci, almeno fonderle con un grande gruppo statunitense (evoluzione, quest'ultima, che conferma i legami della società italiana con quella statunitense, ma meritevole di notevoli approfondimenti sia sul piano interno dell'Ue, sia in merito al rapporto Usa-Ue). Ebbene, è possibile immaginare uno sviluppo che non cancelli le specificità nazionali, o di singole aree, mantenendo in accettabile equilibrio ragioni della concorrenza e aspirazioni alla continuità di potenzialità produttive? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aspetto connesso, da non sottovalutare, è che i nostri maggiori interlocutori europei, quando decidono, come hanno fatto, di aumentare la spesa per istruzione e ricerca in un momento di crisi, si attendono di uscire con un quid di vantaggio rispetto agli altri nel momento della ripresa: ciò significa, realisticamente, che attorno a questi temi si giocano notevoli interessi nazionali, non abbastanza considerati nella loro rilevanza, e che andrebbero affrontati soprattutto con un maggior grado di integrazione, ma anche di responsabilizzazione interna. Appare evidente, fra l'altro, che privarsi di centri di ricerca e di imprese di primaria importanza depaupera le singole società di saperi, di opportunità per i giovani e persino di motivazioni a dotarsi di un adeguato livello di istruzione professionale ed universitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra gli obiettivi del Partito democratico dovrebbe figurare inoltre un grande sforzo nazionale per la riduzione del debito pubblico (che di per sé riduce di alcuni punti percentuali le potenzialità di ripresa), da attuarsi soprattutto mediante una puntuale, metodica razionalizzazione, efficientizzazione e moralizzazione della macchina tanto statale che produttiva, nonché dei servizi in generale, motivando e responsabilizzando l'intero corpo sociale, piuttosto che con semplice dirigismo contabile, spesso incline a complicare procedure di spesa e apparati di controllo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passando oltre, in tema di "patto con gli europei", per un verso va sollecitata una normativa europea, ancor oggi insussistente, al fine del perseguimento della criminalità organizzata, avvalendosi delle esperienze acquisite dalla magistratura e dalla legislazione italiana nella lotta contro la mafia; per un altro verso, l'Italia dovrebbe almeno recepire, cosa che non ha ancora fatto, le normative europee per la confisca all'estero dei beni esportati dalle organizzazioni criminali, come ha recentemente denunciato la commissaria Reding; per un altro ancora, sarebbe auspicabile consentire ai partner una ricognizione profonda del caso italiano e l'individuazione di strumenti, anche di tipo sovranazionale, per la repressione di tali fenomeni, che coinvolgono problematiche non di pura valenza giudiziaria, ma anche, presumibilmente, di intelligence da parte dei servizi di sicurezza di singoli paesi (nulla di male ci sarebbe ad istituire una figura di controllore europeo dei fenomeni mafiosi). Nel "patto con gli europei", che consentirebbe del resto un incremento degli investimenti nel nostro paese, andranno anche previsti impegni come quelli per il pagamento in tempo debito delle fatture, per il contenimento dell'economia sommersa e dell'evasione fiscale, per il controllo sull'esportazione di capitali, etc. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre tematiche, dalla sanità alla previdenza sociale, al sistema pensionistico, alla formazione scolastica e professionale vanno affrontate con una chiara visione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Segretario, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel concludere questo nostro appello, sottolineiamo che l'attuale carenza di iniziative di respiro europeo da parte dei leader dei maggiori paesi dell'Ue esige un sovrappiù di impegno da parte del nostro e dal Pd in particolare, il quale, sia pure sul piano simbolico, che non è mai trascurabile, farebbe bene a inserire nelle proprie insegne, al momento piattamente nazionali, almeno un accenno grafico ai colori dell'Unione europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto ad Altiero Spinelli, recenti sviluppi all'interno del Parlamento europeo registrano lo sviluppo di aggregazioni e proposte politiche direttamente ispirate al suo messaggio e al suo esempio. Sarebbe a dir poco auspicabile che il Pd, invece di restare scavalcato, raccogliesse con grande risalto l'eredità dell'antico confinato antifascista di Ventotene: diventerebbe in questo modo il primo grande partito italiano, e presumibilmente dell'Unione, a fare dell'obiettivo della federazione democratica europea il suo fattore fondativo. Un obiettivo profondamente innovatore ed epocale al tempo stesso, per il suo radicamento di lungo periodo nella storia dei movimenti popolari e per la prospettiva offerta di un miglioramento decisivo della civiltà umana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Restiamo al tempo stesso profondamente convinti che il progetto dell'Italia europea, profondamente responsabilizzante, contribuirà in modo decisivo a fronteggiare i pericoli di separatismo e di frantumazione del tessuto connettivo interno del paese provocati dagli egoistici, torbidi e ciecamente introflessi conflitti di interessi particolaristici e di potere personale che hanno caratterizzato questi anni da dimenticare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-374976666397865992?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/374976666397865992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=374976666397865992' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/374976666397865992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/374976666397865992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2010/10/appello-dei-federalisti-europei.html' title='Appello dei federalisti europei a Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-3820383371298595967</id><published>2010-05-10T20:02:00.003+02:00</published><updated>2010-05-10T20:21:33.587+02:00</updated><title type='text'>Per un'Unione europea autenticamente federale</title><content type='html'>Ordine del Giorno approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale di Lanuvio il 7 maggio 2010&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggetto: necessità di una Unione europea autenticamente federale per la realizzazione della pace, della libertà, della giustizia sociale e di un sistema ecologicamente sostenibile in un mondo sempre più interdipendente. Il contributo delle realtà locali al compimento della prima democrazia sovranazionale.&lt;br /&gt;Considerato&lt;br /&gt;- che il 9 maggio 2010 ricorreranno 60 anni dalla "Dichiarazione Schuman", con cui Francia e Germania diedero vita a un'iniziativa aperta a tutti ma decisa a superare l'incapacità del Consiglio d'Europa e ad avviare la costruzione di istituzioni europee indipendenti e sovranazionali;&lt;br /&gt;Sottolineando&lt;br /&gt;- che l'obiettivo esplicito contenuto nella Dichiarazione, cioè la creazione di una compiuta Federazione degli Stati membri dell'Unione europea, non è stato ancora raggiunto e resta più che mai attuale; &lt;br /&gt;- che la conclusione del processo di riforma dei Trattati, con la difficoltosa ratifica ed entrata in vigore del Trattato di Lisbona tra i 27 Stati membri, è coincisa con una profonda crisi finanziaria ed economica di portata globale, che sta mettendo in luce le insufficienze strutturali dell'Unione Europea;&lt;br /&gt;Il Consiglio comunale impegna il Sindaco e la Giunta a:&lt;br /&gt;- farsi portatori del presente O.d.G. e dei contenuti ad esso legati presso il Governo italiano, affinché l'Italia si faccia promotrice in prima linea di iniziative volte a superare le criticità intergovernative che finora hanno impedito di realizzare l'unica soluzione efficace e democratica dei problemi europei: la costituzione di Unione europea su basi autenticamente federali;&lt;br /&gt;- farsi portatori del presente O.d.G. presso i Parlamentari europei eletti nella circoscrizione cui appartiene il Comune; &lt;br /&gt;- patrocinare tutte le iniziative di carattere formativo, culturale e politico che abbiano a loro oggetto specifico la proposta di creare (almeno) un nucleo di Unione realmente federale tra i Paesi europei, a partire da quegli Stati che condividono, oltre ai medesimi valori fondativi, la stessa moneta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-3820383371298595967?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/3820383371298595967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=3820383371298595967' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3820383371298595967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3820383371298595967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2010/05/per-unione-europea-autenticamente.html' title='Per un&apos;Unione europea autenticamente federale'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5772034056020987543</id><published>2010-05-04T18:24:00.003+02:00</published><updated>2010-05-04T18:27:17.087+02:00</updated><title type='text'>Lanuvio per la Federazione europea</title><content type='html'>In occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Schuman&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo 9 maggio ricorre il 60esimo anniversario della “Dichiarazione Schuman”, da cui nacque la Comunità Europea. Da quel 9 maggio del 1950 sono stati compiuti passi da gigante, fino all’Euro, ma di fatto, ad oggi, la Comunità Europea non ha ancora raggiunto l’obiettivo di fondare una vera e propria Federazione, che impronti una politica estera di sicurezza e di difesa unica, che garantisca il risparmio di risorse pubbliche e l’incremento di efficienza per i membri europei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sottolineare l’importanza di questo tema, su proposta dell’Assessore alle politiche europee Nicola Forlani, la città di Lanuvio ha quindi organizzato un Consiglio comunale, aperto alla cittadinanza, per venerdì 7 maggio alle 16:30.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’intento dell’incontro, realizzato in collaborazione con il “Movimento Federalista Europeo” di Campoleone e con il patrocinio della “Rappresentanza in Italia della Commissione Europea”, è quello di far divenire la Giunta lanuvina portatrice della tematica in questione presso il Governo italiano e i Parlamentari europei eletti nella circoscrizione a cui appartiene Lanuvio, affinché la nostra Penisola si faccia promotrice in prima linea di iniziative volte alla costituzione di un’Unione Europea fondata su basi autenticamente federali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Ordine del giorno proposto da Forlani è stato accolto favorevolmente dal Sindaco, Umberto Leoni, e dal Presidente del Consiglio comunale, Ilaria Signoriello, «in quanto – hanno affermato – la cittadinanza europea va costruita partendo proprio dai cittadini, portando quindi il dibattito tra la gente».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«La crisi che si sta abbattendo sui paesi deboli della zona euro, Grecia in testa, potrebbe minare – ha dichiarato l’Assessore Forlani – le fondamenta stesse dell’Unione Europea. Gli stati membri fondatori, Germania, Francia e Italia per primi, hanno quindi la responsabilità storica – ha concluso – di fondare, al più presto, un primo nucleo di stato federale, senza se e senza ma». Ecco quindi l’importanza di questo Consiglio comunale, che vorrà essere un dibattito nel corso del quale verranno coinvolti anche gli studenti della cittadina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del pomeriggio saranno infatti presentati quattro brevi lavori elaborati dagli alunni delle scuole elementari e medie di Lanuvio e Campoleone, sul tema “Costruire l’Unione Europea per…”, al fine di illustrare le loro idee per realizzare un’Europa forte e solidale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad arricchire il dibattito ci sarà l’intervento del Professore di Diritto internazionale della “Sapienza” di Roma, Carlo Curti Gialdino, che terrà una lezione sulla “Dichiarazione Shuman” e il futuro dell’Europa. Successivamente sarà aperto dalla Giunta il dialogo con i cittadini presenti e in conclusione dei lavori, il Consiglio comunale presenterà l’Ordine del giorno e procederà all’approvazione dello stesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5772034056020987543?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5772034056020987543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5772034056020987543' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5772034056020987543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5772034056020987543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2010/05/lanuvio-per-la-federazione-europea.html' title='Lanuvio per la Federazione europea'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-3263745537406958512</id><published>2010-05-04T18:22:00.003+02:00</published><updated>2010-05-04T18:24:32.034+02:00</updated><title type='text'>Convocazione Consiglio Comunale di Lanuvio</title><content type='html'>COMUNE DI LANUVIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Convocazione straordinaria del Consiglio comunale aperto alla cittadinanza &lt;br /&gt;in occasione del 60° ANNIVERSARIO DELLA "DICHIARAZIONE SCHUMAN"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente del Consiglio rende noto che venerdì, 7 maggio 2010, ore 16,30 in P.zza Vittime di Brescia (in caso di maltempo presso il Centro polivalente anziani di Lanuvio) il Consiglio Comunale si riunirà in seduta straordinaria con il seguente &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORDINE DEL GIORNO:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;60° ANNIVERSARIO DELLA ''DICHIARAZIONE SCHUMAN'' : NECESSITA' DI UNA UE AUTENTICAMENTE FEDERALE, CONTRIBUTO DELLE REALTA' LOCALI AL COMPIMENTO DELLA PRIMA DEMOCRAZIA SOVRANAZIONALE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seduta consigliare verrà arricchita dalle riflessioni dei ragazzi delle Scuole di Lanuvio e Campoleone e da una breve lezione del prof. Carlo Curti Gialdino ( docente presso la cattedra di diritto internazionale della Facoltà di Scienze Politiche de "La Sapienza" di Roma e presidente della locale sezione del Movimento Federalista Europeo di Campoleone) sulla dichiarazione Schuman ed il futuro dell'Europa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualora non si raggiungesse il numero legale la II convocazione avrà luogo il giorno SABATO 08 MAGGIO 2010 ALLE ORE 16,30.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO&lt;br /&gt;      ILARIA SIGNORIELLO&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-3263745537406958512?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/3263745537406958512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=3263745537406958512' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3263745537406958512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3263745537406958512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2010/05/convocazione-consiglio-comunale-di.html' title='Convocazione Consiglio Comunale di Lanuvio'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-2506744817769171099</id><published>2010-03-09T00:36:00.004+01:00</published><updated>2010-03-09T00:49:21.715+01:00</updated><title type='text'>La paura e la speranza</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' finita in Europa l'età dell'oro”. E' finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la “cornucopia” del XXI secolo. Una fiaba&lt;br /&gt;che pure ci era stata così bene raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il corso della storia non poteva essere fermato, ma qualcuno e qualcosa – vedremo chi e cosa – ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo, come nel mito, il “vaso di pandora”. liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con queste riflessione si apre il libro di Giulio Tremonti “La paura e la speranza”, edito da Mondadori, nel marzo del 2008. Senza alcun velo di ipocrisia, e proprio partendo da alcune considerazioni sulla situazione di stallo del vecchio continente,  l'autore compie un'analisi sferzante ed autorevole sulle cause della crisi, i passi falsi della politica, le spietate dinamiche della finanza internazionale.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non manca di delineare anche la strada per vincere la paura e tornare alla speranza. Egli sostiene che il nuovo non può più nascere sul terreno dell'economia, ma, prima di tutto, su quello della morale e dei principi. Occorre un atto rifondativo della politica europea che faccia perno su sette parole d'ordine: valori, famiglia, identità, autorità, ordine, responsabilità e federalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pensiero dell'autore va diametralmente in opposizione al movimento del '68 e a tutti gli errori conseguenti di quella stagione politica. Egli invoca la creazione di una “fortezza Europa”, contro l'attacco dell'Asia e la tempesta della globalizzazione; qualcosa di più di un appello al protezionismo, qualcosa di meglio del conservatorismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La globalizzazione mostrerà il conto, il conto della crisi finanziaria, il conto del disastro ambientale, il conto delle tensioni geopolitiche per la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Quando la storia compie una delle sue grandi svolte, quasi sempre ci troviamo di fronte l'imprevedibile, l'irrazionale, l'oscuro, il violento e non sempre il bene. Già altre volte il mondo è stato governato dai demoni”. Considerazioni spietate che individuano i principali responsabili della crisi finanziaria nell'ideologia mercatista (utopia madre della globalizzazione) e nella nuova tecno-finanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La macchina miracolosa della globalizzazione ha visto lavorare a braccetto i liberali drogati dal successo ottenuto nella lotta contro il comunismo insieme ai post-comunisti divenuti liberisti per salvarsi, i banchieri travestiti da statisti insieme agli speculatori-benefattori. Gli economisti erano sullo sfondo, a far da sacerdoti e falsi profeti del nuovo credo globale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La soluzione non è nell'economia, né, tanto meno, nella tecnocrazia, ma nella politica e nel potere. Per Tremonti l'Europa della moneta unica e dell'allargamento ad est ha esaurito la propria spinta propulsiva. L'Unione europea uscita dal Trattato di Lisbona è esausta ed incapace di riformarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, proprio all'Europa spetta ancora un compito rivoluzionario, improntato ad una politica opposta alla dittatura sfascista del relativismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Europa, sotto gli strali dell'euroburocrazia, ha progressivamente perso la sua identità. Molteplici le cause. Tremonti si sofferma in particolare su quelli di ordine sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra queste spicca l'idea postmoderna della famiglia orizzontale, con gli strumenti contrattuali di base (pasc, unioni di fatto), che sublima l'idea del consumismo dei sentimenti. I matrimoni “pop” sono sempre  più immersi nella profonda solitudine che si genera nell'effimero shopping giuridico a bassa intensità morale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre il '68 ha comportato la scomparsa dell'autorità. I diritti hanno preso il posto dei doveri trasformando la società in una poltiglia di particolarismo. Sono andati distrutti, con furia iconoclasta, il valori del decoro, del rango e del merito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'iperanomia, quel fenomeno connesso alla moltiplicazione di norme disancorate dalle istituzioni e alla proliferazione di sanzioni minacciate, ma inapplicate, ha comportato una sempre maggiore sfiducia nell'ordine sociale. Troppe leggi, nessuna legge.  Occorrerebbe invece imboccare un processo di demoltiplicazione normativa al fine di vincere la confusione, a tutto merito di un maggior rigore applicativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo nuovo si è liberato dei doveri sociali, smarrendo così la propria capacità di un esercizio di responsabilità (insieme morale, sociale e spirituale), in assenza della quale nessuna nuova visione politica è possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Tremonti, cadute le grandi ideologie, solo il federalismo, forma politica di una nuova responsabilità, può sostituirsi  al calante senso del dovere verso lo stato-nazione, sempre più in crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel capitolo finale “quo vadis Europa” è evidenziato un severissimo giudizio sullo stato dell'Unione europea. La Commissione europea è in crisi. La sua ipertrofica composizione a ventisette gli  impedisce di affrontare alcun serio dibattito, con conseguente crescita autoreferenziale dell'apparato burocratico. Effetto palese: la crescita del deficit democratico dell'istituzione quanto la sua impopolarità presso l'opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sindrome tecnocratica si estende anche al Consiglio. Con buona pace di chi ritiene che la democratizzazione dell'Unione possa essere favorita da un abbattimento delle materie in cui vige la decisione all'unanimità, nello schema a 27 la geometria delle minoranze di blocco (anche per effetto dei cicli elettorali nei singoli stati membri) è tale da vanificare ogni maggioranza. Di qui la permanente necessità di deliberare all'unanimità, anche in materie in cui vigerebbe la maggioranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Giulio Tremonti, una nuova fase del processo di integrazione non può che recuperare un approccio propriamente e pienamente politico.  Occorre evitare di affrontare il tutto, tranne l'essenziale, rintracciabile in un effettivo aspetto di potere.  I vecchi mezzi tecnocratici e metapolitici dell'era gloriosa dell'integrazione economica si sono sublimati ed ossificati nel trattato di Lisbona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si tratta, come fatto nel passato, di dare qualcosa in più all'Europa, ma di fare dell'Europa qualcosa di diverso attraverso il riconoscimento pieno dell'iniziativa legislativa al Parlamento europeo. A giudizio dell'autore è proprio questo l'aspetto di struttura che potrebbe rivoluzionare l'assetto dell'Unione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova politica economica di interesse europeo dovrebbe orientarsi su dodici direttrici principali:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1)Trattato di unione commerciale tra Europa e USA basato su comuni principi doganali e di proprietà intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)Proposta per una nuova Bretton Woods estesa ai campi valutari,alla tutela dell'ambiente, clausole sociale e controllo dei mercati finanziari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3)in alternativa, applicazione effettiva delle clausole sociali ed ambientali contenute nel WTO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4)se non bastasse, l'Europa potrebbe, in analogia alle prescrizione delle leggi USA di attuazione degli accordi GATT/WTO, prospettare la sua uscita unilaterale se l'applicazione di queste regole arrecasse un serio pregiudizio e comportasse restrizioni per l'operatività delle imprese europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5)Spostamento dell'asse del prelievo fiscale, dalle persone alle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6)Moratoria legislativa in materia di imprese e lavoro per favorire un contenimento dei costi e un rilancio della competitività, con riduzione delle regolamentazione europea e nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7)Attrazione di capitali esterni. Tassazione zero (o di assoluto favore) per i nuovi investimenti esteri che operano in settori industriali strategici per lo sviluppo. Contestualmente va bloccata l'attività dei “fondi sovrani” in Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8)Emissione di Euro-bond. Ai limiti imposti sulle politiche di bilancio nazionali dal trattato di unione monetaria deve corrispondere un piano europeo di investimenti pubblici e privati in settori strategici per lo sviluppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9)Una politica industriale europea. L'Europa deve fermare l'uso indiscriminato ed autolesionista dei suoi strumenti anti-aiuti di stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10)Una politica europea per la famiglia con l'esclusione dal 3% del patto europeo di crescita e stabilità di tutte le spese, sussidi, regimi fiscali speciali e detassazioni a favore della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;11)Un piano europeo per lo sviluppo del nucleare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;12)L'introduzione della detax (DT) per dare speranza all'Africa. Attraverso la vendita di beni e servizi si può liberamente aderire ad iniziative etiche, private o pubbliche, speciali o generali, nazionali o internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo, in buona sintesi, il pensiero di Giulio Tremonti. Insufficiente nell'analisi e nella proposta? Forse. Per tanti versi è anche ovvio che sia così. Eppure, sotto i nostri occhi, rimane un fatto incontrovertibile: egli esprime un pensiero ardito quanto di più non è dato vedere nel panorama politico ed intellettuale italiano. I federalisti europei non possono certo sottrarsi al confronto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleoene, 8 marzo 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-2506744817769171099?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/2506744817769171099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=2506744817769171099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2506744817769171099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2506744817769171099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2010/03/la-paura-e-la-speranza.html' title='La paura e la speranza'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-2256027672049048800</id><published>2010-02-08T17:58:00.003+01:00</published><updated>2010-02-08T18:11:31.154+01:00</updated><title type='text'>Lettera aperta al segretario del MFE</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Giorgio,&lt;br /&gt;in relazione agli orientamenti assunti in occasione dell'ultima direzione nazionale e in vista dell'incontro di Segreteria previsto per il prossimo sabato, desidero sottoporti alcune osservazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio circolare la missiva sul forum del Comitato centrale, convinto che siano considerazioni di interesse generale. Anche il testo, seppur scritto in forma epistolare, ha contenuto assolutamente pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una prima questione è di carattere procedurale. E' ovvio che ogni occasione di incontro sia la benvenuta, ma il reiterarsi della delega di funzioni di indirizzo e di mediazione politica non più agli organi a tal scopo delegati (direzione e comitato centrale) ma ad assemblee informali a cui non si può che riconoscere una pura e semplice funzione consultiva, può trasformare l'occasionalità in&lt;br /&gt;consuetudine, sottolineando, così, l'intrinseca difficoltà di governo della nostra organizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, i militanti come il sottoscritto, che non gravitano nell'area limitrofa alla sede dell'incontro (regioni confinanti con la Lombardia) hanno oggettive difficoltà a raggiungere più volte, a poche settimane di distanza, Milano. Se avessi saputo in anticipo che la direzione si sarebbe conclusa con un rimando alla riunione di segreteria, avrei probabilmente optato per la seconda occasione, visto che la prima è stata sostanzialmente una riunione di dibattito politico; un dibattito, a mio avviso oltremodo maturo, per assumere le opportune decisioni operative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ancora. Le giuste esigenze di gestione collegiale non possono trasformarsi in assemblearismo permanente. Se imboccassimo questa strada, potremmo scivolare inesorabilmente verso l'ingovernabilità del MFE. La democrazia interna, oltre che sulla giusta partecipazione di tutti, deve trovare momenti di sintesi e di delega politica ben definiti. Il permanente assemblearismo conduceì al caos e non certo ad una migliore e più alta forma di partecipazione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'esempio principe di questa responsabile delega è il congresso. Da poco abbiamo concluso quello di Catania e stiamo già a ricercare una nuova formulazione strategica alla nostra campagna d'azione. Delle due l'una: o non siamo in grado di rispettare le indicazioni congressuali o in tale sede non abbiamo affrontato i nodi cruciali che ora ci ritroviamo, puntualmente, a dovere fronteggiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capire cosa è successo in terra siciliana non serve a formulare giudizi sul recente passato, ma solo ad individuare le mete che abbiamo ancora di fronte, e come raggiungerle. Parlare di ciò che è stato non è da interpretare come una postuma resa dei conti, ma un rinnovato impegno per il futuro. Con questo spirito caro Giorgio, ti prego di volere accogliere le mie considerazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riunione del Comitato federale Uef, che ricordiamo, si interpone alla riunione del Comitato centrale, è un ultimo elemento di riflessione procedurale che certo non può essere sottovalutato. La direzione non ha assunto orientamenti sulla strategia. Una riunione informale di segreteria allargata potrebbe mai definire ciò che l'organo politico non è stato in grado di assumere? Le decisioni assunte dall'Uef saranno poi lì a condizionare, come giusto che sia, le deliberazioni del nostro&lt;br /&gt;Comitato centrale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, per farla breve, c'è la concreta possibilità che senza nessun passaggio politico in Italia, ci troveremo a che fare con una nuova Campagna su cui il MFE non ha mai deliberato una precisa e puntuale mozione di indirizzo. Tradizionalmente, da quanto ricordo, erano i dirigenti italiani che tentavano di condizionare ed orientare le scelte Uef, utilizzando la leva di un MFE compatto e determinato. Ora potrebbe accadere giusto il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ricorderai tanti di noi, già prima di Catania, avevano avanzato specifiche proposte in merito ad un nuovo modello di governo che, in assenza di un leader indiscusso (come si è determinato durante la gestione Albertini) desse forma e sostanza al concetto di leadership collettiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'ipotesi percorribile, anche se non certo l'unica, era, ed è tutt'ora, quella di ricondurre al presidente un ruolo di indirizzo e di gestione degli organi tra un congresso e l'altro, attribuendogli così un ruolo super partes. In tale prospettiva, il presidente stesso, insieme a due o tre copresidenti, poteva andare a costituire una sorta di consolato di governo. A loro poteva essere affidata la funzione di garanti e di primi interpreti della leadership collettiva. Il presidente sarebbe così&lt;br /&gt;diventato un primus inter pares che, per meglio svolgere le sue funzioni, poteva essere ricercato all'interno di una generazione e con un profilo personale non più coincidente tra quello dei copresidenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Catania si è scelto una più tradizionale e legittima soluzione, affidando gli elementi di novità alla costituzione degli uffici. Come si è dimostrato in questi mesi, gli uffici possono avere una pura funzione di delega organizzativa, non potendo essere il luogo di indirizzo o di mediazione politica; funzione che non può che rimanere riconosciuta agli organi propriamente politici dell'organizzazione. Ergo, siamo al punto di partenza, ed i problemi sono ancora lì, di fronte a noi,&lt;br /&gt;che attendono nuove e più coraggiose soluzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un secondo aspetto delle mie riflessioni è dedicato alle scelte di carattere strategico che dobbiamo assumere in occasione del prossimo comitato centrale. Alcune condizioni politiche legate alle dinamiche del processo di integrazione (ad iniziare dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona e alla designazione delle nuove figure di istituzionali dell'Unione) sono ormai maturate. Prendere ulteriore tempo, senza sfruttare l'occasione del prossimo comitato centrale, per lanciare una nuova&lt;br /&gt;campagna d'azione MFE, non darebbe certo merito alla nostra tradizione militante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre richiamandomi a quanto avvenuto a Catania, occorre ricordare che anche la mozione sul rilancio del ruolo dell'Ufficio del dibatto, a firma Jozzo, Spoltore, Roncarà ha si segnato la fine di una contrapposizione interna che perdurava ormai da anni ed il ritorno di un'attiva partecipazione di tutti i militanti lombardi, ai massimi livelli, negli organi politici del MFE, ma ha sostanzialmente lasciato irrisolto la questione del che fare, e con chi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi spiego meglio. La linea del doppio binario, emersa al congresso Uef di Parigi, e più volte richiamata nella deliberazioni di Catania poteva e può ancora essere declinata in due diversi modi: 1) una doppia azione con una doppia conduzione strategica, una ufficiale del MFE ed una promossa e sostenuta dal Comitato per lo Stato federale, che convivono sotto il cappello del doppio binario; 2) un'unica conduzione organizzativa del MFE in quanto tale, declinata in obbiettivi strategici ed azioni politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta tra l'opzione uno e la due è un problema che, da Catania ad oggi, attende ancora soluzione. L'aver rimandato la scelta che potevano essere assunte in occasione dell'ultima direzione e l'individuazione del nuovo momento di incontro informale nella segreteria allargata, sono lì a testimoniare il fatto che tra l'opzione uno e la due ancora non si sabbia bene quale strada imboccare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La premessa di approccio attiene certo alle responsabilità di tutti noi, ma in particolare alle indicazioni che vorranno da un lato fornirci gli amici lombardi e dall'altro il presidente ed il segretario del MFE. Faccio solo presente che nel caso della scelta della doppia azione intesa come strategia bicefala (in ciò si sostanzierebbe la mozione sull'Ufficio del dibattito), potrebbe dare la stura ad una stagione militante fai da te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché mai altri gruppi di militanti o centri regionali (oltre ai lombardi che hanno dato all'epoca inizio alle attività del Comitato per lo Stato federale) non potrebbero, a questo punto del tutto legittimante, individuare o una terza azione (il doppio binario potrebbe diventare triplo e chi più ne metta) o scegliere, invece, su quale dei due originari binari andare a collocare il proprio vagone&lt;br /&gt;militante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si consideri, inoltre, che nella seconda ipotesi si potrebbe determinare l'originalissima condizione per la quale l'azione promossa dal MFE sia sostanzialmente sostenuta da una minoranza (nella migliore delle ipotesi dalla metà dei militanti) mentre quella promossa dal Comitato(organo altrettanto legittimo, ma pur sempre a conduzione esterna al movimento stesso) raccolga la maggioranza dei consensi, non in sede congressuale, ma sul piano del che fare. Non mi trattengo&lt;br /&gt;sull'incresciosa situazione, di certo non edificante, in cui andremmo a porre la componente giovanile del MFE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono convinto della bontà della prima scelta. Anche a Milano ho cercato, seppur nella brevità del mio intervento, di sostenerla. Prima del congresso di Catania un'unica campagna d'azione declinata in aspetti strategici ed opportunità politiche poteva apparire una sorta di forzatura delle volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sai, caro Giorgio, io ed altri ci siamo spesi, nei mesi precedenti il congresso, perché si potesse già da allora raggiungere l'obiettivo massimo. Sono convito che l'iniziativa della lettera aperta abbiamo smosso tanto le coscienze che condizionato, positivamente, le volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orbene, al momento, possiamo dar per scontato il giudizio che, probabilmente, in sede di congresso i tempi non fossero ancora maturi per la definizione di una campagna d'azione unitaria. A sostenere questa ipotesi ci sono tanto condizioni politiche che attengono al quadro di riferimento storico del processo (Lisbona o meno, non era comunque una condizione da poco, così come il costante declino dell'asse atlantico a favore di quello pacifico nei destini del mondo) che questioni tutte nostre, interne all'organizzazione, di carattere più spiccatamente umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La durissima contrapposizione degli ultimi anni ha lasciato molte ruggini che non è stato certo facile rimuovere. E' possibile che ancora ne sopravvivano alcune, ma tanto il clima di assoluta cordialità degli ultimi mesi, quanto la prospettiva dell'impegno comune possano definitivamente segnare l'effettiva svolta nella vita del MFE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A sostengo della proposta di una nuova campagna d'azione strutturata su obiettivi strategici e azioni politiche incidono più elementi, tanto di natura politica che organizzativi. Proverò ad elencarne alcuni nella maniera più sintetica possibile.&lt;br /&gt;Tanto la conclusione della vicenda della ratifica del trattato di Lisbona, che la sanzione, ormai pubblica, delle progressiva marginalizzazione, dell'Ue e dei suoi stati membri dal novero delle potenze che determineranno modalità, obiettivi e risultati delle relazioni internazionali mette in evidenza due elementi di cui dobbiamo pur tener conto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un lato il processo di Lisbona ha reso evidente come il metodo comunitario – che ha segnato i successi dei sessanta anni di integrazione europea – abbia esaurito la sua spinta propulsiva. Dimensioni, competenze e istituzioni non sono più gli elementi caratterizzanti la possibile progressiva federalizzazione dell'Unione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi, ormai si sono evidenziati interessi e protagonisti che potrebbero innescare un processo di arretramento, qualora si mettesse di nuovo mano ad una riforma dei trattati. E' convinzione pressoché unanime che per i prossimi quindici anni non si&lt;br /&gt;toccherà più l'assetto, ormai barocco, dell'architettura comunitaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altro canto, ogni evoluzione politica dell'Europa che prescindesse dall'introduzione di reali elementi fondativi del potere statuale (quindi federale) non farebbe che far vacillare ulteriormente il consenso stesso sul processo di integrazione, già mortificato dagli ultimi avvenimenti. Anche auspicabili iniziative nel settore delle cooperazioni rafforzate o di quelle strutturate nel settore della&lt;br /&gt;difesa, sarebbero destinate al fallimento proprio perché ingabbiate nella dimensione&lt;br /&gt;intergovernativa, dove un nucleo di avanguardia non potrebbe che assumere le funzione di un direttorio politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'elemento di potere (cioè della effettiva capacità di condizionare le scelte altrui) nella prospettiva di una statualità federale cosciente, dichiarata e condivisa, dovrebbe essere l'elemento strategico su cui poggiare parte del nostro sforzo d'azione militante. Al punto in cui è arrivato il processo di integrazione o c'è questo salto effettivo o ogni ipotesi progressiva parziale si tramuterebbe in&lt;br /&gt;sconfitta degli obiettivi e frustrazione delle volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'elemento strategico, inteso come fatto storico/culturale e non tanto come acquisizione giuridico formale (non siamo certo noi a dover mettere le brache al futuro) e che potrebbe dover essere sostenuto per anni ed anni (di qui la capacità di tenere sul campo forze profondamente militanti che non si lascerebbero condizionare al mancato raggiungimento dell'obiettivo strategico in tempi brevi)&lt;br /&gt;potrebbe essere affiancato una serie di azioni a carattere più propriamente politico che andrebbero ad agire nella realtà contingente, qualunque sia il quadro di riferimento; anche a trattati costanti come applicazione possibile di politiche dell'Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due credo, siano gli elementi a carattere politico su cui potremmo concentrare il nostro interesse: 1) iniziative nel settore della cooperazione strutturata in materia di difesa; 2) l'emissione di titoli di debito pubblico europei a sostengo di politiche economiche (infrastrutture, ricerca, alta formazione) espansive a livello sovranazionale. Sul terreno politico potremmo, se del caso, utilizzare tanto il&lt;br /&gt;parlamento europeo, all'interno del quale potrebbero nascere agguerrite minoranze federaliste, che prevedere l'attivazione della procedura di “iniziativa dei cittadini europei” (art. 11 par 4, TUE).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'obiettivo strategico potrebbe assumere la forma di un appello da utilizzare nell'ambito delle attività più prioritariamente culturali dell'organizzazione. Essere, prioritariamente ma non esclusivamente, l'elemento di confronto con le elitè politiche e sociali. In tale ambito andrebbe visto con grande favore anche la nascita di un Comitato d'azione che riprenda l'iniziativa a suo tempo lanciata da Jean Monnet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le azioni politiche potrebbero invece assumere la forma di petizioni ad hoc che si inseriscano più nel contingente della vita politica nazionale ed europea. Queste ultime potrebbero essere l'elemento di confronto con i cittadini e con l'opinione pubblica in generale, rispondendo alla diffusa esigenza dei militanti del nostro Movimento che chiedono un più diretto e verificabile riscontro del proprio impegno militante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elemento strategico ed obiettivi politici si sosterrebbero e si alimenterebbero, rafforzandosi nel tempo, l'uno con l'altro. Nessuna proposta politica, anche limitata, insufficiente e parziale avrebbe senso alcuno senza il riferimento all'obiettivo strategico (obiettivo del potere statuale). Così come l'appello strategico per la fondazione di un'effettiva statualità federale non rischierebbe di rimanere nel limbo dei pii ed illuminati desiderata di una classe intellettuale in assenza di una concreta leva politica (le due petizioni) che consentano l'emergere della contraddizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tali considerazioni non ho l'ardire di attribuirmene alcuna paternità, al massimo una certa qual comprensione degli assunti logici. Sono tesi tipicamente albertiniane di cui sono rintracciabili, a parziale, e non certo esaustivo conforto, alcuni spunti nella lettera di Albertini stesso a Giampiero Orsello del 3 ottobre 1971 (pag. 94 del VI volume di “Tutti gli scritti”). D'altro canto, è pur vero che&lt;br /&gt;ogni svolta ha spesso in se numerosi elementi di ritorno alle origini. Perché negarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Giorgio, vedo di essermi dilungato oltre quanto la pazienza e l'attenzione tua e degli altri amici federalisti possano consentire. Spero vivamente che si stia aprendo una nuova stagione politica del MFE. In tal caso, il tuo impegno e le tue responsabilità saranno determinanti come non mai in passato. Un caro saluto e a presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 30 gennaio 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-2256027672049048800?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/2256027672049048800/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=2256027672049048800' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2256027672049048800'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2256027672049048800'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2010/02/lettera-aperta-al-segretario-del-mfe.html' title='Lettera aperta al segretario del MFE'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-257612807901680293</id><published>2009-12-14T14:23:00.004+01:00</published><updated>2009-12-14T14:31:08.858+01:00</updated><title type='text'>"Siate santi perché io sono santo" (Esodo 11, 45)</title><content type='html'>di Nicola Forlani &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Robert Schuman è uno dei padri dell'Europa. Formatosi in una doppia cultura, quella francese e quella tedesca, egli sperimentò nella sua vita i drammi dell’ostilità franco-tedesca. Il prossimo anno ricorreranno i sessanta anni della dichiarazione che porta il suo nome. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la sua iniziativa ha avuto inizio un percorso alla fine del quale, almeno per i fondatori, era dichiarato anche l'obiettivo finale dell'unione politica dell'Europa. Schuman era mosso da un profondo afflato religioso, non solo nella sua vita privata, ma anche e soprattutto nel suo impegno politico che esercitò come vero e proprio apostolato. Egli applicava nella vita pubblica gli stessi principi della sua pratica religiosa privata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è quindi un caso se il 29 maggio 2004, vigilia della Pentecoste, monsignor Pierre Raffin, vescovo di Metz, ha chiuso ufficialmente la fase diocesana del processo di beatificazione di Robert Schuman. Il Vaticano non ha detto ancora un si definitivo: la questione ha evidenti risvolti politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il reverendo Ian Paisley, ex parlamentare europeo, tanto anticomunitario quanto ferocemente antipapista, è stato tra i più strenui oppositori della causa che porterebbe, dritto dritto, alla santificazione di Schuman. Per molti sarebbe decisamente troppo qualora il sigillo di santità, espressione dell'autorità papale, si erigesse sulla cima più alta della costruzione europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Del pensiero cristiano impegnato in politica, Schuman scriveva: "La democrazia deve la sua origine e il suo sviluppo al cristianesimo. È nata quando l’uomo è stato chiamato a realizzare la dignità della persona nella libertà individuale, il rispetto dei diritti degli altri e l’amore verso il prossimo. Prima dell’annuncio cristiano tali principi non erano stati formulati, né erano mai divenuti la base spirituale di un sistema di autorità. È stato per primo il cristianesimo che ha dato valore all’uguaglianza di tutti gli uomini senza differenza di classi e razze ed ha trasmesso la morale del lavoro - “ora et labora” di San Benedetto - con il dovere di compierlo come servizio all’opera della creazione divina”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La società a misura d’uomo è una società costruita secondo un progetto di “umanesimo integrale” (come sostenuto da Maritain), cioè un umanesimo non materialista, bensì aperto a Dio e alla trascendenza. Le società senza Dio, ricordava Schuman, sono state società contro l’uomo: non solo prima dell’avvento del cristianesimo, ma anche nell’epoca moderna con i totalitarismi atei. Il compito dei cristiani, di fronte alla politica, non si limita a predicare l’onestà, ma è diretto a far sì che siano difesi i valori dell’uomo. Schuman era cosciente che anche le democrazie possono produrre leggi ingiuste. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà solo un caso se anche gli altri padri dell'Europa fossero tutti mossi da un forte afflato religioso? Nel 1951, prima di iniziare i delicati negoziati che avrebbero portato all'adozione del Trattato di Parigi, Adenauer, De Gasperi e Schuman si incontrarono in un monastero benedettino sul Reno per meditare e pregare. Nella loro visione l'Europa stessa si trasfigurava in un simbolo del Cristo che si è fatto uomo. Una dimensione di fede che, attraverso la rivelazione, diventava un essere nella storia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negare lo stretto rapporto tra processo di integrazione europea e radici cristiane e come sostenere che non vi sia rapporto alcuno tra la maionese e le uova. Nel suo intervento al Parlamento europeo il 17 settembre del 1997, il Cardinal Carlo Maria Martini disse: "Quella che siamo invitati a costruire è un’Europa dello spirito, riscoprendo e riproponendo per l’oggi i valori che l’hanno modellata lungo tutta la sua storia.. Tutti i valori che si sono affermati grazie al contributi di molteplici radici culturali – dallo spirito della Grecia alla romanità; dagli apporti venuti dai popoli latini, celti, germanici, slavi e ugro-finnici, alla cultura ebraica e agli influssi islamici – hanno trovato proprio nella tradizione giudeo-cristiana una forza capace di inverarli e di promuoverli. Oggi è necessario e urgente ritornare a essi e viverli in modo rinnovato nel presente”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la sentenza CEDU sulla rimozione dei Crocifissi, esempio emblematico di quali forme possa assumere la stupidità umana, si è voluta accreditare l'idea che l'Europa sia stata edificata, da un manipolo di illuministi radicali, per difendere i valori dello stato laico. Da qualche settimana gli ermellini continentali non sono più soli. La paura dei cittadini svizzeri, che non vogliono veder erigere minareti nelle vallate alpine, è lì a fargli degna compagnia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vuoto dei simboli assume sempre di più la forma del vuoto dei valori. Una società senza Dio, che negasse la dimensione della trascendenza sarebbe il modello ideale dell'impalpabile stato laico europeo? Una nuova società contro l'uomo, come sosteneva Schuman? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I simboli religiosi parlano alle coscienze. Avere a che fare con la propria (di coscienza) è uno dei segni tangibili della libertà. Quest'ultima è la più difficile da esercitare per l'uomo, essere presupponente e ricolmo di pregiudizi. Ancor più ardito vivere questa libertà con gli altri, nella dimensione sociale e politica. E' facile rifugiarsi nell'individualismo materialista, sino al punto di trasformare l'estremismo laicista in una bandiera ideologica dove nascondere il lato peggiore del nostro animo. Ma occorre comprendere e mai giudicare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui a Roma, uno dei luoghi pubblici per eccellenza, simbolo della laicità dello stato, è il Tribunale per i Minori. Ha sede sul lungo Tevere, in un edificio un tempo adibito a convento. L'Aula Magna è posta nella cappella. Le sedute di svolgono sotto gli affreschi votivi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come in tutti i conventi, anche al centro dell'edificio che ospita il Tribunale vi è è un piccolo chiostro. Al centro, sopra una fontanella, c'è una Madonnina. Chi potrebbe mai essere così stupido da richiederne la rimozione in nome del diritto europeo? Chi è lo stolto che, senza peccato, senza Dio, senza tensione verso il trascendente, sarebbe pronto a demolire quelle poche e povere pietre? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 12 dicembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-257612807901680293?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/257612807901680293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=257612807901680293' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/257612807901680293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/257612807901680293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/12/siate-santi-perche-io-sono-santo-esodo.html' title='&quot;Siate santi perché io sono santo&quot; (Esodo 11, 45)'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5830631145804664582</id><published>2009-11-26T15:35:00.004+01:00</published><updated>2009-11-26T15:54:55.212+01:00</updated><title type='text'>Pensiero positivo*</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo James Hansen della NASA, solo riducendo immediatamente l'uso dei combustibili fossili potremo salvare la Terra da qui a 20 anni. In caso contrario, si prevede un aumento del livello dei mari di 7 metri entro fine secolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 7 al 18 dicembre prossimo si svolgerà s Copenhagen il summit Onu sul clima. Il Parlamento europeo si è espresso a favore di un accordo politico che possa rimediare, per quanto possibile, all'editto di Singapore, con cui Obama e Hu Jintao hanno annunciato che non vi sarà nessun accordo vincolante, tanto meno un trattato, sui tagli alle emissioni di CO2.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il Parlamentari europei hanno sottolineato la disponibilità unilaterale dell'Unione a ridurre del 20% le emissioni entro il 2020 e del 30% se altri paesi vorranno aderire agli accordi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' ben probabile che a Copenhagen si raccoglierà molto poco, tante parole ma pochi impegni. Usa e Cina hanno deciso per tutti, mettendo  ai margini della scena internazionale i 27 paesi del vecchio continente, divisi ed impotenti. Sarà arrivata l'ora di uno scatto di orgoglio federalista per l'Europa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un pensiero positivo. Fondare il potere europeo non è solo un'illuminata aspirazione, ma l'unica strada per salvare il futuro del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 26 novembre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* editoriale in voce per il programma radiofonico "Cosa decide il Parlamento europeo?". Una produzione Mediatelecom per conto dell'Ufficio per l'Italia del Pe. Progetto editoriale a cura di Nicola Forlani e Peppe Iannicelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le trasmissioni già andate in onda: http://www.europarl.it/view/it/trasmissioni/decidePE.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5830631145804664582?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5830631145804664582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5830631145804664582' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5830631145804664582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5830631145804664582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/11/pensiero-positivo.html' title='Pensiero positivo*'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5570983987625378039</id><published>2009-11-20T16:11:00.002+01:00</published><updated>2009-11-23T12:49:03.623+01:00</updated><title type='text'>Incontri per il federalismo militante, Cagliari</title><content type='html'>Sabato 5 Dicembre&lt;br /&gt;SEZIONE DI CAGLIARI E CENTRO REGIONALE TOSCANO DEL MFE&lt;br /&gt;INCONTRI PER IL FEDERALISMO MILITANTE PARTE 1&lt;br /&gt;“La necessità di fondare la Federazione europea in un Mondo sempre più in difficoltà”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::: 10 - 13,30 “Dall’Atlantico al Pacifico: i nuovi equilibri del Mondo e l’Europa”&lt;br /&gt;Parteciperanno ai lavori il Dott. Graziano Milia e l'On. Giampaolo Diana&lt;br /&gt;Presiede Maria Teresa Di Bella Ruta&lt;br /&gt;- Interventi introduttivi&lt;br /&gt;Sante Granelli&lt;br /&gt;Alfonso Iozzo&lt;br /&gt;Giuseppe Usai&lt;br /&gt;Simone Vannuccini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::: 13,45 Pranzo a buffet&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::: 16,00 - 19,30 “Le nuove e le vecchie forme del progetto di unificazione europea. Il soggetto federale”&lt;br /&gt;Presiede Valentina Usai&lt;br /&gt;- Interventi introduttivi&lt;br /&gt;Michele Ballerin&lt;br /&gt;Bernard Barthalay&lt;br /&gt;Rodolfo Gargano&lt;br /&gt;Francesco Pigozzo&lt;br /&gt;-------------------------------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt;● Domenica 6 Dicembre&lt;br /&gt;SEZIONE DI CAGLIARI E CENTRO REGIONALE TOSCANO DEL MFE&lt;br /&gt;INCONTRI PER IL FEDERALISMO MILITANTE PARTE 2&lt;br /&gt;“La necessità di fondare la Federazione europea in un Mondo sempre più in difficoltà”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;::: 9,30 – 13,00 “Il ruolo dei federalisti in questa nuova fase del processo d’integrazione europea”&lt;br /&gt;Presiede Stefano Castagnoli&lt;br /&gt;- Interventi introduttivi:&lt;br /&gt;Ugo Ferruta&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;Gino Majocchi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5570983987625378039?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5570983987625378039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5570983987625378039' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5570983987625378039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5570983987625378039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/11/incontri-per-il-federalismo-militante.html' title='Incontri per il federalismo militante, Cagliari'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-424556720307717312</id><published>2009-11-17T10:28:00.000+01:00</published><updated>2009-11-17T10:29:14.674+01:00</updated><title type='text'>Effetti global prodigiosi</title><content type='html'>ovvero dell'assenza del potere europeo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conferenza delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici è in programma dal 7 al 18 dicembre a Copenaghen. Eppure il suo epilogo è già stato scritto. E' ormai certo un sostanziale fallimento delle&lt;br /&gt;più generose aspettative createsi dopo una lunga e logorroica viglia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strategia europea può anche andare a farsi benedire, così come l'ottimismo che ha animato i tanti euro fiduciosi che hanno speso tempo ed energie a disquisire sui mirabolanti risultati che avremmo dovuto attenderci dal summit danese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda ha del prodigioso. L'epilogo anticipato è stato scritto al vertice APEC, l'organizzazione per la cooperazione economica dei paesi dell'Asia-Pacifico. Obama e Hu Jintao hanno deciso che non ci sarà nessun accordo globale sui cambiamenti climatici, buco dell'ozono in testa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto rimandato sullo Strøget. Previste solo esposizione di intenti, folta partecipazione di “Grandi” e foto di gruppo finale, con Sirenetta annessa. Come all'inutile  vertice FAO in corso a Roma, e prima nel G8 e G 21, passando per G4 e timori di G2, le dichiarazioni di impegno di stanziamenti economici si sprecheranno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, guarda caso, questi impegni non risultano nel testo delle dichiarazioni finali, e solo una piccola parte di quanto promesso verrà impegnato dai “Grandi” del mondo. A proposito, ma grandi in cosa? Di sicuro nelle bugie che sanno così ben dissimulare. Le possibili altre ipotesi interpretative del “Grande” potrebbero accavallarsi, una sulle altre, in un crescendo parossistico; un percorso di analisi che sarà però bene non approfondire ulteriormente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo corso dell'amministrazione americana inizia a perdere pezzi. Il primo presidente di colore degli Stati Uniti, quello che ha più volte dichiarato la discontinuità rispetto alle politiche energetiche, e quindi militari, degli Usa dopo l'era Bush, rimane schiacciato sotto le più ovvie, per certi versi anche banalmente evidenti, esigenze di potere. Per parlare di libertà ai giovani cinesi si è persino prestato ad un messa in scena con un piccolo gruppo di improbabili e compiacenti astanti. Tutto oscurato in Cina, giusto per far bella figura nei nostri telegiornali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La svolta ambientalista che il Presidente ha tentato di imprimere nel proprio Paese è ferma al Senato, e sembra che lo rimarrà ancora per un bel pezzo. Al momento non è individuabile nessun accordo con il principale competitor (non di certo alleato o amico, ma solo riconosciuto antagonista) su scala globale, la Cina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza tralasciare il fatto che Obama ha già un Nobel per la pace in tasca. Chi sa, un repentino aggravarsi di uno dei tanti focolai di crisi internazionale potrebbe costringerlo a dover dar piglio alla violenza. A quel punto dei suoi proclami sulla nuova strategia internazionale, volta ad un più prudente multilateralismo, potrebbe costringerlo a svelare quella che è la reale, e tradizionale, posizione degli americani in tema di politica estera: fare, eventualmente, con gli altri, quello che si è disposti a fare, in ogni caso, da soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente nero, con l'editto di Singapore, si è giocato già metà della propria credibilità. Perdesse anche l'altra metà, dovrebbe chiedersi  “ Posso ancora ritirare il Nobel?” Sarebbe un problema di coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il terremoto del Pacifico ha prodotto anche un altro devastante effetto, meno prodigioso del primo. Un'onda anomala ha iniziato ad investire i Paesi del vecchio continente. Per la prima volta, un vertice America Asia mette ai margini della scena internazionale l'Europa, la Germania, la Francia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per induzione, l'Unione europea tutta, non solo  è battuta sul piano delle proposte, ma non è proprio entrata nemmeno in campo. La squadra del soft power è rimasta chiusa negli spogliatoi. La partita di  Copenaghen si annuncia come un'amichevole di prestigio, dove dare un palcoscenico a vecchie glorie che non hanno più alcun titolo per partecipare ai campionati del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I federalisti lo sostengono da tempo: senza la fondazione di un reale livello di potere europeo (e l'unico livello riconoscibile ed efficace è solo quello statuale) l'Europa tutta è destinata ad una progressiva marginalizzazione. Nel migliore dei casi diventeremo una grande Svizzera, opulenta, dedita alla speculazione finanziaria e ottima destinazione turistica per yankee sempre più obesi e occhi a mandorla bionici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo aspetto dell'assunto, la marginalizzazione, è stato recentemente ricordato anche da Massimo D'Alema in occasione di un incontro presso la Rappresentanza della Commissione a Roma. Peccato che l'Alto rappresentante (in pectore)  per la politica estera e la sicurezza comune abbia evidenziato il male ma non la cura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi sa. Sotto il peso di sberle, come quella di Singapore - che non potranno che moltiplicarsi nel futuro – i leader del vecchio continente potrebbero rendersi conto che è giunta l'ora di un soprassalto di orgoglio federalista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo lavora contro il buon senso e la ragione. Speriamo che quando i “Grandi” dovessero mai avvedersi di essere diventati “piccoli piccoli”, saremo ancora in tempo per poter quanto meno partecipare a qualche scambio di opinione al momento del caffè, oltre a rito della foto. Quando? Ma ovvio! Alla conclusione dei prossimi vertici indopacifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 17 novembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-424556720307717312?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/424556720307717312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=424556720307717312' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/424556720307717312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/424556720307717312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/11/effetti-global-prodigiosi.html' title='Effetti global prodigiosi'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5139190352954976486</id><published>2009-11-09T18:03:00.002+01:00</published><updated>2009-11-09T18:07:28.110+01:00</updated><title type='text'>Povero Cristo, povera Europa</title><content type='html'>La sentenza Cedu quale rappresentazione di quell'Europa di cui nessuno sente il bisogno&lt;br /&gt;di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo contro il Crocifisso in aula (dicitura pubblicata sul sito del Consiglio d'Europa), sta sostenendo la nascita, nel nostro Paese, di un nuovo e ben più radicato movimento anti europeo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli antipapalini rilanciano. Vanno bel oltre la questione strettamente giuridica, che riguarda esclusivamente un caso di specie, sostenendo la piena legittimità della rimozione dei Crocifissi dalle scuole, quale segno evidente della primazia dei valori dello Stato laico. Per inciso, nella scuole italiane, è già molto raro trovare aule con Crocifissi esposti; raro quanto trovare una struttura efficiente, personale docente motivato, ed alunni coinvolti e partecipi.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo annoverare molte condizioni di contesto che non fanno che esasperare la questione. L'ideologismo anticristiano, da espressione elitaria di movimenti radicali, sta assumendo sempre più i connotati di un ampio fenomeno di massa. La battaglia intrapresa da Papa Benedetto XVI contro le tendenze interpretative relativistiche sta ponendo la Chiesa cattolica in un'oggettiva posizione sociale minoritaria. Il laicismo, da espressione di una  pragmatica modernità post illuministica, viene sempre più percepito come avversario degli elementi di religiosità della realtà contingente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altre opportune considerazioni potrebbero aggiungersi, senza però cambiare la principale caratteristica di ciò che sta avvenendo: il Crocifisso potrebbe diventare la bandiera di un'identità localistica, di un risorgente nazionalismo, di una pura e semplice lotta religiosa. E' già successo nel passato, con la compiacenza del potere temporale della Chiesa. Potrebbe ridiventarlo nel futuro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Crocifisso è solo un oggetto che rappresenta una via di salvezza dalle umane angosce, attraverso la passione e la resurrezione; questo è quanto ci insegna il catechismo. Non solo un puntale dogma di fede del Dio che si è fatto uomo, ma un elemento rappresentativo, quindi eminentemente culturale, di essere nella storia. Se per un cristiano esso è un segno di identità, per i laici è un segno perenne della volontà di riscatto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrebbe essere interessante provare ad analizzarne le dinamiche odierne in relazione al processo di integrazione europea.  Prima di inoltrarci su questa strada, proviamo a fare un salto indietro di  quasi un quarantennio.  Intorno ai dieci anni, quando iniziavo a pormi le prime, elementari, domande sulle finalità dell'esistenza umana, vivevo, in pratica, in una scuola media. Da casa mia aprivo una porta ed entravo in un altro mondo, in un altra dimensione; la mattina di studio, il pomeriggio di giochi. Qui ritrovavo mio nonno, il signor Preside, una sorta di liberale giolittiano che apprezzava, e sosteneva, il moderatismo democristiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto l'edificio era ricolmo di Crocifissi. D'estate, quando si svolgevano i lavori di manutenzione, quel ragazzino di dieci anni, li raccoglieva tutti, perché non andassero danneggiati o dispersi. Poi, verso i primi di settembre provvedeva a riposizionarli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu proprio mio nonno, per primo, a parlarmi del progetto europeo, di come gli abitanti del vecchio continente avessero imboccato una strada razionale finalizzata alla pacifica convivenza. Il suo era un europeismo tipicamente funzionalista: attribuire un un ente superiore competenze nella misura ed in  funzione, appunto, di una migliore gestione delle risorse. Aderire all'Europa, pur in assenza degli attributi di democraticità intrinseca del sistema (l'Ue era e rimane un'organizzazione internazionale a competenze delegate e il dibattito sulla democraticità di tali strutture appare del tutto surreale). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In buona sostanza il Mercato comune portava nelle case frigoriferi, cucine elettriche, televisori, coca cola e tanta fiducia nel futuro. L'Europa non solo era funzionalista, ma funzionava proprio!  Ciò lo si doveva  alle oculate scelte della cattolicesimo politico italiano che da De Gasperi in poi, ha fatto dell'obiettivo sovranazionale la principale caratteristica della politica internazionale italiana. Insomma, mio nonno, e la sua generazione erano la tipica rappresentazione di quel consenso diffuso pro europeo che abbiamo iniziato a disperdere.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Torniamo ai giorni nostri. La sentenza della Cedu mette in primo piano l'Europa di cui nessuno sente il bisogno. Quell'Europa che, in nome dell'affermazione di diritti, va a mettere il becco un po' dappertutto, incapace di occuparsi dell'unica cosa di cui potrebbero avere a cuore i suoi cittadini, l'essenziale: risorse energetiche e sviluppo economico; difesa della natura e ricerca scientifico/tecnologica, concorrenza economica e mercati globali, politica di sicurezza e promozione dei diritti umani. Il potere di occuparsi di queste cose non esiste e costituire un tale potere vuol dire costruire la nuova dimensione statuale della Federazione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A nulla vale appellarsi alle puntualizzazioni e precisazioni in tema di Consiglio d'Europa, Unione europea, corti e tribunali. Nell'immaginario del cittadino comune esse sono “quisquigle e pinzellacchere”. Cose da “azzeccarbugli” note ad un'infinitesima percentuale della popolazione; di certo non ai giornalisti, ai politici, ai giuristi, ai cultori delle scienze umanistiche, tranne che ai quei pochissimi esperti del settore, qualche migliaio in tutti il Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La percezione è netta: i miei bisogni non trovano più soluzione in ambito sovranazionale; le istituzioni comuni sono buone ad occuparsi anche del sesso degli angeli. Anzi, più si tentasse di spiegare ed informare - erigendo così una sorta di invalicabile linea del Piave- tanto più l'opinione pubblica, sempre più  incerta e confusa, comprenderebbe che è giunto il momento opportuno per tracimare, senza controllo, verso la paura e l'immobilismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Europa tecnocratica riscuote sempre meno consenso, questo è un fatto politico che non può essere né sottaciuto né sottovalutato. Quella stessa Europa, compiendo un passo indietro nella lotta alla laicità, ha travolto, con la sentenza Cedu, il più comune buon senso. Quest'Europa non funziona. Una strada perniciosa su cui si è incamminata e che non sembra voler abbandonare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché mai la presenza discreta di quel povero Cristo appeso che guarda, tacendo, le tante stupidità e nefandezze umane scuote tanto le coscienze? Quel ragazzino, che sognava l'Europa raccontata dal nonno, si poneva allora la domanda, e se la pone ancora oggi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 9 novembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5139190352954976486?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5139190352954976486/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5139190352954976486' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5139190352954976486'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5139190352954976486'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/11/povero-cristo-povera-europa.html' title='Povero Cristo, povera Europa'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-4567031836577076507</id><published>2009-10-05T20:54:00.001+02:00</published><updated>2009-10-05T20:57:02.315+02:00</updated><title type='text'>Quel gran pasticcio di Lisbona</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti con gli occhi puntati in Irlanda, ad attendere quel fatidico si: scontato; scolorito; burocratico. Un si per quell'Europa alla carta dove ormai ognuno può ordinare quel che gli pare, senza aver in minimo conto la comune dimensione di destino che dovrebbe legare, in un vincolo indissolubile, i popoli del vecchio continente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un si raccolto con un referendum burla che fa spregio dell'espressione stessa della volontà popolare. Ma perché gli irlandesi si ostinano a non introdurre una piccolissima modifica costituzionale? Approvino anche loro per via parlamentare i trattati internazionali. Eviteranno a quasi cinquecento milioni di cittadini dell'Unione la periodica messa in scena del referendum bis, la vendetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, l'avvenimento più importante dopo le recenti elezioni tedesche, si stava svolgendo a Manchester. Un città completamente colorata di blu dove David Cameron ha riunito, per l'ultima volta prima delle prossime elezioni di primavera, il partito conservatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il loro ritorno al potere è del tutto scontato. Non c'è partita. Gordon Brown è distanziato di almeno dieci punti. Ma un problema per Cameron c'è, ed è ingombrante come non mai: L'Europa dei ventisette. E' su questo terreno che egli si giocherà la propria capacità di tenere unito il partito, sempre più diviso tra un pragmatismo di basso profilo europeista e lo scetticismo, se non la fobia, ovviamente sempre in salsa euro qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contenere le spinte centrifughe egli è costretto a procrastinare il giudizio, ben cosciente che i sudditi di sua maestà sono notoriamente sensibili ai richiami isolazionistici -  memori di un impero ormai inesistente - sopratutto quando sono chiamati alle urne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cameron ha trovato una posizione mediana: se il Trattato non sarà ratificato da tutti i Paesi, quando diventerò Primo ministro, il mio governo indirà un referendum popolare, raccomandando di votare no al Trattato (1). I suoi compagni euroscettici vorrebbero un referendum in ogni caso, ma lui prende tempo, dando al presidente ceco la concreta possibilità di diventare il miglior alleato dei conservatori  d'oltre Manica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I britannici potrebbero denunciare il trattato, appellandosi al diritto di recesso. Contestualmente potrebbero ritirare gli strumenti di ratifica che hanno già depositato. Potrebbero, si certo, ma sarebbe una soluzione del tutto sconveniente, sopratutto per chi ambisce a dare slancio economico e stabilità sociale ad un paese che sta vivendo, con dignità, ma anche con molta apprensione, lo crisi economica internazionale. L'Europa non può essere un pretesto per fratture che sminuirebbero la credibilità internazionale della Gran Bretagna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In via del tutto ipotetica potrebbero anche ritirare gli strumenti di ratifica senza alcuna denuncia del Trattato. Ma sembra proprio che il caso di specie, teoricamente possibile, non trovi, al momento, alcun precedente storico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto più facile appellarsi a Vaclav Klaus. Il presidente ceco, in quanto a firme adeguatamente ragionate e tranquillamente ponderate, sembra essere proprio un gran campione. Gli sono voluti ben nove mesi per apporre la sua firma alla ratifica dello statuto della Corte penale internazionale. Fatti incresciosi avvenuti proprio in questi ultimi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nove mesi. Un tempo utile per favorire la vittoria di Cameron. Poi una volta al potere, chi sa. Lo stesso Klaus potrebbe risolvere la pendenza con una firma repentina, con buona pace per gli euroscettici, gli eurofobici e a tutto vantaggio degli euroentusiasti. In fondo far saltare il banco spalancherebbe la via all'integrazione differenziata, togliendo capacità di interdizione alla Gran Bretagna ed ai suoi satelliti minori. Il vero ed unico obiettivo è garantirsi al meglio la vittoria nelle elezioni politiche, non altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno sa come andrà a finire la storia. E' comunque evidente che quando c'è da raccogliere il consenso popolare che conduce, dritto dritto, agli unici reali centri di potere che esistono in Europa, i governi nazionali, non c'è trattato o interesse comune che tenga. Si può tranquillamente soprassedere alle norme previste dalla Convenzione di Vienna sul diritto dei trattati, con interpretazioni, come dire, fortemente estensive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unica nota positiva. Da tutto questo pasticcio sembra si vada sempre più imponendo una nuova coscienza collettiva: proseguire su questa strada sarebbe inutile e suicida. Il quadro geopolitico dei ventisette è incompatibile con nuovi propositi integrazionisti. Solo un nuovo slancio politico, tra chi dovrebbe assumersi le responsabilità storiche dell'Europa in relazione ai destini del mondo, potrà rilanciare il processo di integrazione e con esso la prospettiva stessa della fondazione della Federazione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l'altro, l'occasione buona per i paesi fondatori sembrerebbe anche profilarsi. Piuttosto che star li a menar il can per l'aia con peregrine proposte di un quasi seggio, per una quasi unione, dove c'è un quasi governo, con un quasi ministro degli esteri ed un quasi presidente, il tutto per non contare quasi nulla, Francia ed Italia potrebbero appoggiare la richiesta del seggio permanente per la Germania, a condizione che i membri europei del Consiglio di sicurezza agissero in nome e per conto di un nuovo comitato politico. Tale organismo dovrebbe avere competenze in materia di politica estera e di sicurezza. L'invito potrebbe essere esteso anche alla Gran Bretagna, che, ovviamente, declinerebbe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basterebbe un mini trattato di non più di una decina di articoli, ratificato senza indugio alcuno da Francia, Germania ed Italia. Il Patto federale sarebbe bello che servito. Ma per far queste cose, così banalmente rivoluzionare, occorrono degli uomini politici europei che ambiscano al rango di statisti, ma non sembra, al momento, di vederne punto. Inoltre, occorrerebbe un vasto movimento di opinione capeggiato da una classe intellettuale tanto illuminata quanto determinata. Purtroppo, anche di questo movimento, al momento, non se ne vede traccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) If the Lisbon Treaty is not yet in force at the time of the next general election, and a Conservative Government is elected, *we would put the Treaty to a referendum of the British people, recommending a 'no' vote.* If the British people rejected the Treaty, we would withdraw Britain's ratification of it. Dal sito internet del partito conservatore. http://www.conservatives.com/Policy/Where_we_stand/Europe.aspx&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 5 ottobre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-4567031836577076507?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/4567031836577076507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=4567031836577076507' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/4567031836577076507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/4567031836577076507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/10/quel-gran-pasticcio-di-lisbona.html' title='Quel gran pasticcio di Lisbona'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-7822438719829424864</id><published>2009-09-17T23:46:00.000+02:00</published><updated>2009-09-17T23:47:11.445+02:00</updated><title type='text'>Evviva Barroso!!!</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vicenda dell'elezione del presidente della Commissione europea, finalmente, si è conclusa. Non se ne poteva più! Alla gente comune, a quei cittadini europei le cui istanze si vorrebbero rappresentare, questa storia non interessava affatto, e probabilmente, ancor più oggi, stimola la fantasia dell'uomo comune in rappresentazioni di basso profilo culturale. Anche per gli addetti ai lavori la questione aveva ormai assunto i toni eccessivi e sgraziati di un arazzo Luigi XIII.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da buoni due anni era chiaro a tutti che il portoghese era il miglior candidato per succedere a se stesso. Eppure c'è stato chi ha voluto alimentare una pseudo contrapposizione in nome di un'Europa bisognosa di un maggior afflato integrazionista; unico risultato tangibile: aver rafforzato il ruolo e l'nfluenza dello stesso Barroso. Dall'elezione egli ne è uscito come una sorta di gigante. Ha coalizzato euroscettici, conservatori e popolari.  Il gruppo della sinistra si è spappolato al suo interno. Meglio di così, per lui, non sarebbe potuta andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non basta! In termini più strettamente istituzionali il Consiglio ha umiliato le timide aspirazioni politiche del Parlamento. Si è chiarito, una volta e per tutte, che il ruolo del Presidente non può derogare in alcun modo alle funzioni di segretariato amministrativo che i capi di stato e di governo hanno assegnato alla Commissione.  Assegnato, si badi bene, dai governi di destra, di centro e di sinistra. Quando c'è da chiarire dove risiede il potere, quello vero, non c'è corrente politica che tenga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha voluto giocare all'Europa politica, a quell'Europa politica che non esiste, è uscito sconfitto. Non poteva essere altrimenti. I partiti europei non esistono, per il semplice fatto che non c'è nessun potere europeo da conquistare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Europa è incapace di agire. Lo sarà con Barroro, che bontà sua speriamo possa presto dimenticare attacchi ingiustificati alla propria persona. L'Europa sarebbe, in ogni caso, rimasta incapace di agire, anche se alla testa della Commissione ci fosse stato Pippo, Pluto o Paperino. E' di tutta evidenza che non è una questione di nomi, ma di poteri effettivi che non esistono. Fortuna che ci sono almeno i federalisti che non mancano mai di ricordarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Unione europea è, e rimane, un organismo di natura strettamente confederale, con buona pace dei costituzional gaudenti che sono ancora lì a sperare che il Trattato di Lisbona possa generare il mostro post statalista che come un informe blog elevi il metodo comunitario a rigeneratore dei destini del pianeta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Campoleoene, 17 settembre 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-7822438719829424864?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/7822438719829424864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=7822438719829424864' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7822438719829424864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7822438719829424864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/09/evviva-barroso.html' title='Evviva Barroso!!!'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-3970463789375462594</id><published>2009-09-17T22:29:00.003+02:00</published><updated>2009-09-17T22:32:52.301+02:00</updated><title type='text'>Pensiero Positivo *</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tornate elettorali per le europee sono state vissute più come occasione per regolamenti  di conti tutti nazionali che non come luogo di eccellenza per raccogliere le reali esigenze del popolo europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure l'assemblea di Strasburgo rappresenta l'istituzione a maggior tasso di democrazia. Ha ampi poteri in tema di bilancio comunitario. Da la fiducia alla nuova Commissione. Ha poteri di codecisione legislativa su materie che riguardano la nostra vita di tutti i giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non basta. L'Europa deve presto trovare un nuovo slancio federalistico. Il compito è arduo ed attiene principalmente alle responsabilità storiche dei paesi fondatori: Francia, Germania ed Italia in testa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Parlamento europeo potrà essere il luogo ideale dove coniugare le nuove volontà politiche unificatrici in un nucleo forte di stati federati, con gli interessi geopolitci della più vasta Unione a 27.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un pensiero positivo. Gli Stati uniti d'Europa non sono una chimera illusoria, ma un progetto di civiltà, quanto mai essenziale per contrastare  il mondo globale della finanza dopata e dell'autocrazia statale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 15 luglio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*editoriale del 17 luglio 2009, trasmesso nel programma radiofonico dell'Ufficio per l'Italia del Parlamento europeo "Cosa decide il Pe?"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-3970463789375462594?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/3970463789375462594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=3970463789375462594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3970463789375462594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3970463789375462594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/09/pensiero-positivo.html' title='Pensiero Positivo *'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5110744454809039218</id><published>2009-09-17T22:23:00.001+02:00</published><updated>2009-09-17T22:29:06.192+02:00</updated><title type='text'>Sono un militante federalista *</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tesi dei federalisti si confrontano costantemente con il variegato  mondo delle proposte degli europeisti e più in generale di coloro che a vario titolo, non di rado oneroso, si occupano di Europa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una palude all'interno della quale, al di là di encomiabili eccezioni, si distinguono intellettuali, non sempre titolati, e se titolati non sempre per meriti scientifici, troppo sensibili al sottile fascino del potere costituito per poter esprimere proposte originali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi sono in buona compagnia di politicanti senza più ideologie e cattivi maestri orfani del comunismo, pronti a confondere le menti delle nuove generazioni con il global-cosmopolitismo pedante ed inconcludente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A seguire ci sono i protagonisti della vita economica alla ricerca di una verginità etica ormai irrimediabilmente perduta nel vortice delle leggi di mercato. Per finire troviamo caterve di giornalisti ed opinion maker compiacenti e disponibili a cambiar bandiera a seconda dei reconditi interessi dell'editore, palese o meno che sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra tutti questi rimestatori di idee quelli i più pericolosi sono coloro che sanno impareggiabilmente coniugare l'ignoranza dei temi all'arroganza dei modi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, come per il passato, in questo variegato scenario, tocca ai militanti del Movimento Federalista Europeo sapersi distinguere. Essi hanno l'unico scopo di offrire il proprio contributo alla costruzione della Federazione europea, facendo appello, prima ancora che al patrimonio ideologico del federalismo organizzato, alla capacità di autonomia nei confronti del mondo politico tradizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'autonomia che si sostanzia tanto in termini di elaborazione di un rigoroso quadro teorico di riferimento (Albertini) che di definizione di una combattiva azione politica (Spinelli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'autonomia che va oltre l'abiura del conformismo culturale e che mira alla costruzione di un processo identitario che coniugando, azione e pensiero, sconfigge i pericoli dell'alienazione e fa del militante federalista un protagonista, consapevole, della storia, della sua storia, della storia dell'umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due elementi, pensiero ed azione, sono indissolubilmente legati e definiscono in maniera del tutto originale lo spessore culturale, prima ancora che politico, dell'"orgoglio federalista".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni buon militante, al di là delle proprie attitudini personali, tende ad essere un intellettuale ed un politico, non di professione, egli non trasforma le proprie capacità in fonte di guadagno personale, ma dell'intellettuale e del politico ambisci averne la professionalità. Egli, cioè, mira a pensare e ad agire secondo una dimensione scientifica che fa dell'approccio volontaristico una forza e non certo un limite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni buon militante federalista ha vissuto un proprio personalissimo momento elettivo, che nulla a che fare con la partecipazione formale agli organi di rappresentanza. Egli si sente realmente partecipe del Movimento solo quando ha la percezione che le proprie idee e il proprio contributo diventano un tutt'uno con quelle degli altri compagni di viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si è nel dibattito, quando si avverte di aver preso confidenza con un autonomo linguaggio, quando si avverte che le proprie opinioni sono parte e condizione per lo sviluppo di un reale pensiero comune, solo in quell'istante, di cui ognuno di noi serba un personalissimo ricordo, solo allora ognuno di noi può dire di se stesso: sono un militante federalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si è nell'azione, quando si avverte che il proprio ruolo di agitatore politico viene preso ad esempio da altri, dai giovani, quando si percepisce di aver loro offerto la vera occasione elettiva, è solo in quell'istante che un militante ha la netta percezione che il proprio lavoro non è stato vano e che altri sono pronti a continuare la battaglia federalista contro le forze della conservazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, come per il passato, la proposta federalista non è quella che ha le maggiori possibilità di essere realizzata, non è quella che trova il maggior favore dell'opinione pubblica, non è quella che giustifica le logiche di potere nazionale, non è quella che cerca il superficiale ed impalpabile favore della palude europeista, ma è quella che ha l'ambizione di far emergere il partito di coloro che vogliono, inequivocabilmente, l'unione politica dell'Europa su basi federali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fondazione dello stato europeo, quello stato che sarà la risultante della sua posizione di forza nel mondo e dei suoi rapporti interni e non certo la creazione empirica di decisioni di individui e di gruppi politici e sociali, non avrà solo una valore concreto ed immediato, ma avrà un significato tutto ideale, accertabile nella dimensione culturale che motiva in profondità la formazione del pensiero umano: la cultura della negazione politica della divisione del genere umano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' nel perseguimento di questo alto valore ideale, è nel dar forma al proprio destino, e con esso al destino dell'umanità, che ognuno di noi può a buon diritto dire: sono un militante federalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 26 marzo 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Intervento al Congresso di Catania del MFE&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5110744454809039218?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5110744454809039218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5110744454809039218' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5110744454809039218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5110744454809039218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/09/sono-un-militante-federalista.html' title='Sono un militante federalista *'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5522514209986461845</id><published>2009-07-24T09:01:00.008+02:00</published><updated>2009-07-24T12:17:21.624+02:00</updated><title type='text'>Squilibri, crisi dello stato e professionismo sociale nella governance globale (32)</title><content type='html'>Campoleone, 27 aprile 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Premessa &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il presente contributo prende in esame tre temi di assoluto rilievo per una disamina circostanziata delle questioni sociali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo tema intende affrontare la contemporanea dimensione della globalizzazione non in termini ideologici, ma mettendo in evidenza i due grandi squilibri che caratterizzano l’attuale fase dei rapporti internazionali e le responsabilità a cui l’Europa continua colpevolmente a sottrarsi: gli squilibri economico finanziari con il deficit di partita corrente degli USA e della Gran Bretagna ed il surplus della Cina, Giappone e, più moderatamente dell’area dell’euro; gli squilibri energetici quale fonte degli squilibri politici, economici e commerciali a livello mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo tema affronterà la questione del ridimensionamento degli attori nazionali, ad iniziare dallo Stato e dalla nascita di nuovi attori internazionali, imprese multinazionali, organizzazioni internazionali, società civile, movimenti popolari. Qui le tesi sostenute sono a confutazione, cioè contestano la visione globale come premessa di un nuovo ordinamento politico internazionale non statale. La nuova percezione culturale del vivere in un mondo globale appartiene già a molte correnti internazionaliste del novecento. L’originalità della proposta federalista, pur nascendo nella più vasta dimensione del cosmopolitismo, mantiene, e per molti versi aumenta di spessore e di forza politica, quanto più gli squilibri globali obbligheranno a governare, realmente, i processi di cambiamento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il terzo tema analizzerà i rapporti tra società civile e deficit democratico all’interno del sistema di governance europeo. Particolare attenzione verrà dedicata ad una disamina delle organizzazioni che compongono la società civile (forme giuridiche, struttura, funzioni, risorse umane, risorse finanziarie), alla loro opera di lobbing (rappresentazione e tutela di interessi strutturati) all’interno del processo negoziale e funzionale del sistema comunitario. Inoltre verranno prese in esame  le funzioni delle élite tecnocratiche ed altamente professionalizzate che governano le organizzazioni della società civile stessa ed il loro rapporto di stretta contiguità con le élite tecnocratiche delle istituzioni comunitarie. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gli squilibri globali e le responsabilità europee&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Globalizzazione è un termine molto alla moda, impegnativo, ma anche estremamente elastico, utilizzato a proposito e a sproposito, spesso per identificare una nuova realtà dove le leggi dell’economia ed i principi della politica sembrano non trovare più una opportuna collocazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) la definisce come: Un processo attraverso il quale mercati e produzione nei diversi paesi diventano sempre più interdipendenti, in virtù dello scambio di beni e servizi e del movimento di capitale e tecnologia».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sebbene con questo termine ci si riferisca prevalentemente agli aspetti economici delle relazioni fra popoli e grandi aziende multinazionali, il fenomeno va inquadrato anche nel contesto dei cambiamenti sociali (squilibri tra Nord e Sud, paesi poveri e ricchi), tecnologici (reti informatiche e di comunicazione) politici (fine dei regimi comunisti, nascita dei movimenti popolari internazionali non global e new global). Occorre aggiungere che si sta sempre più affievolendo il baricentro delle relazioni transatlantiche con l’emergenze delle potenze economiche asiatiche, ad iniziare dalla Cina che vanno a modificare il quadro delle relazioni commerciali, finanziarie ed industriali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mancano intellettuali come Amartya Sen (1), economista indiano e premi Nobel per l’economia nel 1998, che tendono ad una lettura del fenomeno meno legata ad aspetti contingenti degli ultimi tre decenni. In particolare la Sen sostiene che i processi di globalizzazione sono in corso da almeno un millennio, attribuendo così al concetto una dimensione temporale e funzionale niente affatto discontinua rispetto alla sviluppo economico e politico così come conosciuto anche nel novecento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più che considerare il fenomeno nelle sue intrinseche qualità positive, quale strumento per lo sviluppo dei paesi poveri del mondo o negative, quale sistema economico che tende a far perdurare ed anzi accentuare le disparità tra il Nord ed il Sud del mondo, è opportuno identificare la natura degli squilibri globali, e, conseguentemente, le responsabilità dell’Europa nel governo delle relazioni internazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gli squilibri economico finanziari&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le grandi aree del mondo stanno sempre più aumentando lo squilibrio nei rapporti economici e finanziari. Il deficit di partita corrente degli Stati Uniti, Gran Bretagna e parte dell’America del sud continuano ad essere più che significativi. Quello USA è il 6% del Pil nel 2005. I pagamenti correnti degli altri paesi del G7 dell’area euro sono invece in surplus, come per il Giappone e la Cina. Si aggiunga che lo yuan cinese, seppur abbandonato nel luglio 2005 l’aggancio con il dollaro, per trasferirsi ad un paniere di valute, di fatto opera ancora in un sistema di cambi fissi che ricorda il sistema di Bretton Woods che legava, negli anni sessanta, i paesi europei e gli USA. Il deficit americano era finanziato dalla accumulazione di dollari nelle riserva europee così come oggi la Cina e altri paesi asiatici finanziano il deficit americano. Fino a che punto il sistema reggerà? Cosa avrà quando si passerà alla flessibilità piena della moneta cinese?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’Europa toccherebbe raccogliere la sfida della competitività attraverso lo sviluppo delle proprie capacità di offrire servizi avanzati, attraverso una politica di liberalizzazione del mercato dei servizi, di cui la Cina ha ed avrà ancora più nel futuro un grande bisogno. La strategia di Lisbona non è decollata in sviluppata all’interno di una visione intergovernativa. I piani d’azione sono stati relegati a livello nazionale che hanno dato risultati del tutto insufficienti di fronte alla necessità di cambiamenti strutturali. Quei cambiamenti che, inevitabilmente, andranno ad incidere anche sul modello di  welfare state (pensioni, sanità, ricerca, formazione permanente, mercato del lavoro)(2).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La governance europea si è limitata, e non avrebbe potuto fare altro, a codificare alcune attività e a definire la cornice istituzionale. In particolare attraverso la definizione di obiettivi e linee guida comuni e la successiva individuazione di indicatori comuni su cui basare la valutazione delle performance nazionali. Inoltre ha previsto la predisposizione di piani d’azione nazionali monitorati da Commissione e Consiglio.  Un’azione di benchmarking che in cinque anni, è stata, come ampiamente prevedibile, sostanzialmente inutile ed improduttiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa indispensabile per lo sviluppo di una coerente politica di rilancio della competitività è l’integrazione dei mercati finanziari europei. Giusto, Jappelli, Padula e Pagano (3), hanno valutato che il Pil europeo potrebbe aumentare sino al 10% a seguito di un’effettiva integrazione finanziaria che poggi sulla costituzione di una borsa continentale. Altri autori, e la Commissione stessa, si sono esercitati in numerose simulazioni di misure di politica economica direttamente collegate alla strategia di Lisbona.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Gli squilibri energetici&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La prima e la seconda legge della termodinamica regolano la trasformazione dell’energia. La prima afferma che il contenuto totale di energia dell’universo è costante (non può essere ne creata ne distrutta) ma si trasforma solo da uno stato all’altro. La seconda stabilisce che l’entropia totale è in continuo aumento, cioè che l’energia cambia continuamente stato ma solo in un’unica direziona, da disponibile ad indisponibile, dall’ordine al disordine. E’ possibile invertire il processo antropico solo utilizzando altra energia. La società umana è organizzata dal continuo sforzo di convertire l’energia disponibile ricavata dall’ambiente al fine di sostenere l’esistenza stessa del genere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In buona sostanza le leggi della termodinamica governano l’ascesa e la caduta dei sistemi politici, la libertà delle nazioni, la sudditanza di alcuni popoli ad altri, i movimenti del commercio e dell’industria. Nel mondo contemporaneo, la guerra e la pace, la ricchezza e la povertà, la democrazia e la tirannide, troveranno nell’accesso alla produzione e alla trasformazione dell’energia motivo primo e fondamentale di indirizzo (4).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente l’80% circa dell’energia consumata nell’Ue deriva dai combustibili fossili: petrolio, gas naturale e carbone. Di questa percentuale, una parte considerevole, in costante aumento, proviene da paesi terzi. La dipendenza dalle importazioni di petrolio e di gas, che attualmente è del 50%, potrebbe salire all’80% di qui al 2030. L’Unione diventerà così sempre più sensibile alle riduzioni degli approvvigionamenti o all’aumento dei prezzi. A tutto ciò si aggiunga che è assolutamente necessaria una riduzione del consumo dei combustibili fossili sia per invertire la tendenza al riscaldamento globale che per rallentare l’esaurimento irreversibile di tale fonti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Consiglio europeo dell’8-9 marzo 2007 (5) ha adottato un piano d’azione riguardante la politica energetica. L’attenzione è stata posta sul mercato interno del gas e dell’elettricità, la sicurezza dell’approvvigionamento, la politica energetica internazionale, l’efficienza energetica e le energie rinnovabili, le tecnologie energetiche. Il Consiglio ha altresì indicato nel 30% l’obiettivo di riduzione dell’ emissione dei gas serra tra i paesi industrializzati successivo ad un accordo sul regime applicabile dopo il 2012. Da parte sua l’Unione si è impegnata ad abbattere le proprie emissioni, entro il 2020, di almeno il 20%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli impegni presi dai 27 riguardano sostanzialmente un quadro di rapporti intergovernativi che per loro natura saranno destinati ad un probabile fallimento. Ne più ne meno di quanto sta attualmente avvenendo per la strategia di Lisbona. Si lascia alla libera determinazione degli stati membri individuare tanto le modalità di attuazione che le risorse finanziare necessarie. In tale quadro la Commissione è destinata a svolge un ruolo notarile, di segretariato ed al massimo di assistenza. Un ennesimo esempio di governance che governa poco o nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Europa manca di un mercato unico relativo alla produzione e alla commercializzazione. I singoli stati europei stipulano singoli accordi bilaterali, sia di fornitura che di investimento in infrastrutture, raggiungendo l’unico fatale obiettivo di aumentare il potere contrattuale della controparte, ad iniziare dalla Russia. Solo la cooperazione con una pluralità di paesi produttori potrebbe garantire stabilità economica nella fase di transizione dalle energie fossili a quelle rinnovabili. Ma questa politica energetica avrebbe bisogno di una coerente politica estera e di sicurezza comune, che manca oggi e che non troverà certo soluzione nemmeno nel TCE. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sfida energetica rientra nella termodinamica, nella ragion di stato, nella sopravvivenza delle società ricche ed industrializzate, nell’accesso di gran parte della popolazione mondiale al modello di vita occidentale. E’ qui che si gioca il futuro o la marginalizzazione dell’Europa all’interno del quadro sempre più dinamico delle relazioni internazionali (6). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La risposta europea agli squilibri globali&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;L’integrazione finanziaria e la creazione della borsa europea possono essere mai sviluppate all’interno del modello comunitario funzionalista senza una coerente adesione alla soluzione statuale di tipo federale?  E possibile pensare ad una politica energetica europea con lo strumento, ami utilizzato sino ad ora, delle cooperazioni rafforzate? Si può affrontare la questione energetica senza una politica nucleare unica? Si possono garantire la pluralità degli approvvigionamenti senza una politica estera e di difesa e confidando solo in Mister Pesc o ministro degli affari esteri che dir si voglia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tommaso Padoa Schioppa (7), nella Lecture Spinelli del gennaio 2007 risponde in maniera inequivoca:“La cura altro non è che la scelta consapevole del modello federale, quello che crea un effettivo potere di decidere e di agire a un livello superiore a quello degli Stati per le materie che gli Stati non sono più in grado di affrontare da soli. Solo questa scelta può ,rimediando alla mancanza di Europa, rimediare alle pretese mancanze dell’Europa. Una tal scelta non si traduce in realtà senza una discontinuità nell’assetto costituzionale. È dunque una scelta di fondo che deve venire prima della determinazione delle specifiche forme, pur tanto importanti, che può assumere il modello federale nell’Europa ancora da costruire.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione della fondazione dello stato federale si sta progressivamente affermando come scelta ormai non più ulteriormente dilazionabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Crisi dello stato e governance mondiale&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il sociologo tedesco Ulrich Beck (8)definisce la globalizzazione quale processo irreversibile per cui gli stati, gli attori nazionali, perdono di importanza rispetto agli attori transnazionali. In tale visione la società non è più limitata ad uno stato ma al pianeta intero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La globalità viene indicata quale percezione del vivere nella società globale, una sorta di coscienza civile collettiva di appartenenza ad una nuova dimensione culturale. Infine viene definito il concetto di globalismo quale corrente a carattere prettamente economico. Essa ritiene che il mercato debba agire da solo, in presenza di uno stato sempre più minimale, lasciando che economia e società globali trovino da soli i proprio strumenti di regolazione. Un sorta di liberalismo globale a cui si contrappongono coloro che chiedono barriere protezionistiche per motivi economici, ambientali o sociali. Alcuni di questi ultimi riprendono spesso la critica di origine marxista tra mercato e società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente una  disquisizione in termini filosofici o sociologici della questione dello crisi dello stato nazionale nella prospettiva globale non risulta essere di particolare utilità ai fini di un’analisi politica sul da farsi per l’oggi e non per un futuro indeterminato, come nella migliore tradizione della proposta federalista (9). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si può altresì notare come le  approssimazioni teoriche sulla presunta progressiva estinzione dello stato quale forma di organizzazione ordinamentale si tentano di  accreditare anche nel pensiero giuridico costituzionale. Anche nel recente dibattito sulla Trattato costituzionale europeo una consistente parte delle correnti politiche della sinistra radicale, che quasi sempre si riconoscono anche nei movimenti popolari, i presunti attori politici sovrannazionali, hanno sostenuto il processo costituzionale proprio ed in quanto aveva l’ambizione di non concretizzarsi in alcuna forma statuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angelo Bolaffi, teorico della filosofia politica è uno dei sostenitori della teoria antisovranista in cui si afferma che unità politiche, spesso indefinibili giuridicamente, possano esistere al di la e oltre la forma statale. In un articolo su "Il Riformista” (10) ha sostenuto che va definitivamente archiviata quel combinato disposto dei sovrasti che individuano la politica solo nello stato nazione e le posizioni del federalismo radicale per le quali l’Europa unità non potrà che esistere nella forma dello stato federale. Secondo l’autore, che sostiene la visione dei due fuochi di legittimità, la realtà postatale sarebbe, in buona sostanza l’Unione stessa come oggi la conosciamo che racchiude in se la legittimità nazionale e quella comunitaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad una più attenta analisi appare evidente come l’impostazione risenta più di un antistatalismo atavico di fonte marxista che una reale corrente all’interno del pensiero giuridico costituzionale. Sulla questione si è esercitato il costituzionalista Maurizio Fioravanti, sostenitore, forse non pienamente avveduto ed oggi meno convinto, della costituzione europea senza stato e di un nuovo federalismo post statale (11). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un suo intervento (12) nel corso del recente del convegno “Le Prospettive del federalismo in Europa” del 26 gennaio scorso è ritornato sull’idea dell’ellisse a due fuochi. Egli non elude il problema delle legittimità democratica, del principio democratico ed in ultima analisi dello stesso principio di sovranità ed aderisce al principio kelnesiano secondo cui esiste tanto stato quanto né è previsto nella sua costituzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente respinge  l’idea di Europa come coesistenza di sovranità nazionali, l’ipotesi sovranista degli stati nazionali, ma pone all’estremo opposto, non il modello federale tradizionale, ma uno scenario che definisce del tutto improbabile, quello che prevede una più o meno rapida dissoluzione delle sovranità statali a favore di un ordine sovrannazionale che sia, e riporto testualmente, “quasi miracolosamente capace di tenere in equilibrio tutti gli attori pubblici e privati, comunitari e statali”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ del tutto evidente come la soluzione propugnata da Bolaffi,  non venga considerata come la sintesi dell’ipotesi dei due fuochi ma una visione radicale e per nulla sostenibile di un nuovo ordine politico indefinibile che presuppone di poter fare a meno del principio di sovranità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fioravanti sostiene una terza soluzione. Accetta di scendere sul terreno del principio di sovranità per aderire ad una sua visione “condizionata” da far esistere all’interno di una “forma politica europea” considerata quale intero entro cui stanno gli stati nazionali. Questa è in ultima analisi la sua proposta di ellisse a due fuochi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben vedere un intero, composto da parti distinte, che tali rimangono anche trovando nuova identità nell’intero a sovranità condizionate secondo il principio di sussidiarietà si chiama Stato federale, ma il nostro non riesce proprio a pronunciare la parola, è una cosa troppo tradizionale. Mario Albertini le ha chiamate cose “dure ed angolose” (13). La questione viene liquidata in passaggio emblematico che riporto testualmente :”Si dice comunemente che la soluzione a questo proposito non può essere quella classica dello stato federale. Bene: ma allora cos’altro?”&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E chi lo dice?  Sicuramente i detentori del potere nazionale, i profeti dell’internazionalismo orami orfano di ogni possibile radice ideologica. L’unica cosa certa è che lo dice chi non vuole l’Unione politica europea. Lo Stato federale non è una buona soluzione, ma un’ottima soluzione per la forma politica da affidare all’Unione europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente della cosa non ci meravigliamo più di tanto. Gli studiosi, gli accademici, tendono, quasi esclusivamente, ad attribuire valore teorico ai fatti politici della realtà e molto raramente propongono soluzioni teoriche per modificare la realtà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I migliori discepoli del ’68 sono stati culturalmente recuperati aprendogli le porte dell’accademia. In gran parte sono diventati i migliori alleati dell’ordine costituito. Possono mai essere i teorici di un nuovo ordine internazionale che va a scardinare le logiche di potere a cui devono molto, forse troppo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peter Häberle, forse il maggior analista della realtà giuridico costituzionale europea, ha recentemente dichiarato: “siamo tutti nani sulle spalle di Altiero Spinelli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Società civile e deficit democratico europeo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il Libro bianco del 2001 della Commissione “La Gorvenance europea” identifica nel dialogo con la società civile una delle fonti di legittimità della Commissione e, più in generale dell’Unione stessa. Per molti versi lo sviluppo stesso della democrazia a livello internazionale ha trovato nelle forze dinamiche della società civile un sistema per controbilanciare la carenze di legittimità delle organizzazioni internazionali, Nazione Unite ed Unione europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tali posizioni si sono andate consolidando nel corso degli anni ’90 grazie a due fondamentali fenomeni (14). Il primo si è alimentato per l’esigenza delle società postcomuniste di ricostruire lo Stato di diritto e di realizzare il valori basilari di libertà, eguaglianza, giustizia, sicurezza ed equità sociale. Il secondo ha riguardato in particolare i paesi occidentali a democrazia consolidata al di qua e al di la dell’Atlantico. In questo caso si sono avanzate richieste di una nuova divisione dei poteri tendenti ad affermare l’esigenza della solidarietà  a tutela delle disuguaglianze globali: fame nel mondo, migrazioni di massa, tutela dell’ambienta, multiculturalità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una vera e propria scuola propedeutica di democrazia per gli altri in cui particolare rilevanza hanno acquistato le organizzazioni non governative a carattere internazionale. Le ONG si occupano di questioni settoriali come la politica agraria, il rapporto tra il Nord ed il Sud del mondo, la politica &lt;br /&gt;per la pace, la tutela dell’ambiente, la questione femminile. Il ruolo prepolitico delle ONG negli anni 80 e 90 è in gran parte all’origine dei movimenti popolari internazionali new global e non global.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obiettivo prioritario della società civile negli anni ’90 è stata pertanto l’elaborazione di una magna Charta dei diritti. Non è un caso che la carta dei diritti di Nizza, ora incorporata nel progetto di trattato costituzionale del 2004 (TCE) sia strenuamente ancor oggi difesa da tali organizzazioni. La convinzione comune è che lo Stato di diritto internazionale possa superare la concezione classica dello Stato federale e che nel rapporto dialettico tra istituzioni e tecnocrazie europea la società civile possa risolvere la questione del deficit democratico (15).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dialogo con la società civile si sostanzia in un rapporto strutturale, permanente e di rete che prevede la partecipazione ed il dialogo a tutti i livelli, dalla definizione delle politiche e alla loro attuazione. In buona sostanza si definiscono e si rafforzano i canali attraverso i quali, specifici  interessi organizzati, sostanzialmente a carattere corporativo, fanno valere le loro istanze. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di analizzare i rapporti tra società civile e dinamiche di governance comunitarie sarà bene tentare di definire le caratteristiche dell’oggetto dell’indagine. Cos’è la società civile? Quali sono le possibile accezioni del concetto? Quali sono i soggetti  che ne fanno parte? Che natura, funzioni, struttura, bilancio patrimoniale hanno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;I soggetti che compongono la società civile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il filosofo polacco Lesezek Kolakowski delinea tre accezioni del concetto e più precisamente: 1) Nel senso di Rousseau, si tratta della società contrapposta allo stata di natura, e quindi civile nel senso di civilizzata; 2) nel senso hegeliano, si tratta della società civile contrapposta alla Stato; 3) Comunità di cittadini che agiscono per senso civico nell’interesse della rea pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Può altresì aiutarci la definizione di società civile così come enunciata nel libro bianco della Commissione europea (16): “La società civile comprende le organizzazioni sindacali e le associazioni padronali (le parti sociali), le organizzazioni non governative, le associazioni professionali, le organizzazioni di carità, le organizzazioni di base, le organizzazioni che cointeressano i cittadini nella vita locale e comunale, con un particolare contributo delle chiese e delle comunità religiose”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a scendere ulteriormente nel dettaglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Parti sociali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda le parti sociali basti qui ricordare che il loro ruolo di dialogo interistituzionale risente direttamente dei limiti operativi della politica sociale europea, da cui restano escluse gran parte delle politiche del “welfare state”(pensioni, sicurezza sociale, assistenza sanitaria, diritto di sciopero) (17). A ben vedere la parti sociali svolgono un’azione incisiva a livello comunitario solo nei settori elencati dall’articolo 137 del TUE (18), quantunque scontino una oggettiva mancanza di rappresentatività non avendo nessun reale mandato negoziale a sostegno di accordi collettivi, ma pure funzioni consultive.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Organizzazioni non governative&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le Organizzazioni non governative generalmente, anche se non sempre, sono organizzazioni non aventi fini di lucro indipendenti dai governi e dalle loro politiche, che ottengono almeno una parte significativa dei loro introiti da fonti pubbliche e private. L' espressione organizzazione non governativa, è stata menzionata per la prima volta nell'ambito delle Nazioni Unite (19). Tra di esse si distinguono quelle attive a sostengo della affermazione dei diritti umani nel campo della cooperazione allo sviluppo, della pace e dell’ambiente. Caratteristica di queste organizzazioni è una forte spinta ideale, finalizzata all'obiettivo di contribuire allo sviluppo globale dei paesi socialmente ed economicamente più arretrati (20). Alcune di queste ONG, poche in verità, di definiscono antagoniste e si oppongono alle politiche di cooperazione finanziate dai governi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia le ONG riconosciute e finanziate dal Ministero degli Affari Esteri (21) sono circa 180. Esse operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo e possono ottenere il riconoscimento di idoneità con Decreto del MAE (22). Il principale effetto di tale riconoscimento è la possibilità per le ONG di ottenere dei contributi per lo svolgimento di attività di cooperazione da loro promosse, in misura non superiore al 70 per cento dell'importo delle iniziative programmate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre possono essere affidatarie di realizzare programma specifici di cooperazione i cui oneri sono finanziati dallo stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per gli altri soggetti componenti la società civile, secondo la definizione del libro bianco della Commissione, occorre tentare di proseguire nell’analisi facendo riferimento al caso italiano e prendendo come riferimento la Classificazione delle forme giuridiche legali così come sviluppate dall’ISTAT nella pubblicazione Metodi  enorme n. 26 del 2005 (23).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Società cooperativa sociale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cooperative sociali (24), disciplinate con L. n. 381/1991, si distinguono dalla tipologia classica delle cooperative per il perseguimento di un fine che è esterno al gruppo sociale che le costituisce, ossia l’interesse sociale alla “promozione umana” e alla “integrazione sociale dei cittadini” diversamente dal perseguimento degli interessi dei soci della cooperativa. Le attività che le cooperative sociali svolgono sono essenzialmente due: quella della gestione di servizi socio-sanitari ed educativi e lo svolgimento di attività diverse (agricole, industriali, commerciali o di servizi) volte all’inserimento di persone svantaggiate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Associazione riconosciuta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per associazione riconosciuta si intende un ente di diritto privato, dotato di personalità giuridica e caratterizzato da una struttura associativa, a base contrattuale e con la partecipazione di una pluralità di persone. Tali enti non hanno una finalità lucrativa e sono caratterizzati dalla preminenza della volontà degli associati. Elementi costitutivi sono la pluralità di persone e lo scopo comune. In tali associazioni l’intervento dello Stato assume connotati più penetranti. Il legislatore, infatti, provvede a sancire una serie di regole volte fondamentalmente a garantire il raggiungimento dello scopo dell’ente e a tutelare sia le persone fisiche che ne fanno parte, sia i terzi che con questo entrino in contatto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Fondazione (esclusa fondazione bancaria)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fondazioni (25) si intendono quegli enti a struttura istituzionale forniti di personalità giuridica, costituiti da volontà unilaterale di un costituente o fondatore. Tali enti sono caratterizzati dalla preminenza della volontà del fondatore e, quindi, dall’assenza dell’organo assembleare. Esse non hanno per scopo lo svolgimento di attività economiche e si distinguono dalle associazioni per la preminenza dell’elemento patrimoniale su quello personale. Elementi costitutivi della fondazione sono, pertanto, il patrimonio e lo scopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ente ecclesiastico&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ente ecclesiastico (26) si intende una categoria giuridica propria dell’ordinamento statale e non dell’ordinamento canonico. Tale nozione è attribuita dallo Stato in stretta relazione con l’attività effettivamente espletata dall’ente che deve perseguire fini di religione o di culto. Gli enti ecclesiastici vengono riconosciuti come persone giuridiche agli effetti civili e sono tenuti all’iscrizione nel registro delle persone giuridiche private in modo da rendere conoscibili le norme interne di funzionamento ed i poteri degli organi di rappresentanza. Anche gli enti delle confessioni non cattoliche sono enti ecclesiastici. Sono considerate attività di religione e di culto quelle dirette all’esercizio del culto e alla cura delle anime, alla formazione del clero e dei religiosi, a scopi missionari, alla catechesi, all’educazione cristiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Società di mutuo soccorso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per società di mutuo soccorso (27) si intendono quegli enti che si propongono il fine di assicurare ai soci un sussidio nei casi di malattia, di impotenza al lavoro o di vecchiaia e venire in aiuto alle famiglie dei soci defunti. Tali società possono conseguire la personalità giuridica nei modi stabiliti dalla l. n. 3818/1886. In via generale il mutuo soccorso può essere considerato come un’operazione attraverso la quale, al fine di raccogliere mezzi economici per ripartire i rischi, un gruppo di persone, a quegli stessi rischi potenzialmente soggetti, si quota per un certo importo. Caratteristica fondamentale deve necessariamente essere la totale mancanza del fine lucrativo. L’attività svolta dalle società di mutuo soccorso, specie di quelle di più recente costituzione si è spostata verso spazi di intervento rivolti all’assistenza sanitaria integrativa. Questi organismi beneficiano di agevolazioni ed esenzioni sia per l’imposizione diretta che indiretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Associazione non riconosciuta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per associazione non riconosciuta (28) si intende un gruppo di persone organizzatosi spontaneamente e stabilmente per perseguire uno scopo di comune interesse a carattere non economico, senza il riconoscimento statale e quindi privo della personalità giuridica. Lo scopo perseguito dalle associazioni non riconosciute non è lucrativo. La finalità di tali enti è una finalità ideale: politica, sindacale, culturale, sportiva, eccetera. L’associazione non riconosciuta è caratterizzata da una struttura aperta del rapporto, e cioè vi è la possibilità che nuovi membri aderiscano liberamente al gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Comitato&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comitato è composto da un gruppo di persone che, attraverso un’aggregazione di mezzi materiali, si propone il raggiungimento di uno scopo altruistico. Il comitato mira alla formazione di un patrimonio destinato ad uno scopo. Il vincolo di destinazione che grava sui fondi raccolti non può essere modificato successivamente dai componenti il comitato. I casi di comitati più frequenti nella pratica sono: i comitati di soccorso, di beneficenza, di promozione di opere pubbliche, monumenti, esposizioni, mostre, festeggiamenti e così via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le Cooperative sociali in Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Particolare rilievo sociale ed economico è assunto dalle cooperative sociali. Per una analisi della loro natura e funzioni si fa riferimento alla relativa pubblicazione dell’Istat (29). I base alla legge 381 del 1991, esse si distinguono in quattro tipologie:&lt;br /&gt;• cooperative di tipo A, se svolgono attività finalizzate all’offerta di servizi socio-sanitari ed educativi;&lt;br /&gt;• cooperative di tipo B, se svolgono attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate;&lt;br /&gt;• cooperative ad oggetto misto (A+B), se svolgono sia attività relative all’offerta di servizi sociosanitari ed educativi, sia attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate;&lt;br /&gt;• consorzi sociali, cioè consorzi costituiti come società cooperative aventi la base sociale formata in misura non inferiore al settanta per cento da cooperative sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cooperative sociali attive in Italia al 31 dicembre 2003 sono 6.159. Rispetto ai risultati della rilevazione precedente, riferiti al 2001, il numero delle cooperative sociali attive è cresciuto del 11,7 per cento. La metà delle cooperative è localizzata nell’Italia settentrionale (2.926 cooperative, pari al 47,5 per cento del totale), mentre nel Centro e nel Mezzogiorno opera, rispettivamente, il 20,1 per cento (pari a 1.235 cooperative) e il 32,4 per cento (pari a 1.998).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I soci delle cooperative sociali sono 220.464, distinti in 214.970 persone fisiche e 5.494 persone giuridiche. Il 96,7 per cento delle cooperative impiega personale retribuito (dipendenti, collaboratori e lavoratori interinali). I lavoratori occupati sono in tutto 189 mila, con una media di 30,7 lavoratori per cooperativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal punto di vista economico le cooperative sociali fanno registrare nel 2003 un valore della produzione complessivamente pari a 4.652 milioni di euro, con un importo medio per cooperativa di circa 755 mila euro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle cooperative sociali operano con 221.013 persone, di cui 161.248 dipendenti, 27.389 lavoratori con contratto di collaborazione, 27.715 volontari, 3.357 volontari del servizio civile1, 807 religiosi e 497 lavoratori interinali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come per i soci anche per il personale non si può fare a meno di notare la significativa presenza di donne. La quota di donne sul totale è, infatti, pari al 69,7 per cento. Tale quota sale al 73,1 per cento tra i dipendenti, mentre scende rispettivamente al 52,9 per cento e al 33,0 per cento tra i volontari e i religiosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il totale delle entrate delle cooperative è composto in misura prevalente dai ricavi delle vendite e delle prestazioni di fonte pubblica e di fonte privata (pari al 68,9 per cento e al 26,1 per cento, rispettivamente), e da una quota residuale di altri ricavi2 (5,0 per cento). La prevalenza del ricorso al finanziamento pubblico è relativamente più accentuata per le cooperative di tipo A (71,9 per cento), mentre lo è meno per le cooperative di tipo B (50,4 per cento). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il costo della produzione vede la prevalenza di spese per il personale (56,1 per cento) e, in via secondaria, di spese per servizi (28,9 per cento), per materie prime, sussidiarie, di consumo e di merci (7,2 per cento), di altri costi (7,8 per cento). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Le istituzioni non profit in Italia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una disamina relativa alle organizzazioni non profit, con una particolare attenzione a quelle operanti nel settore della cooperazione allo sviluppo si è preso in esame la rilevazione censuaria dell’ISTAT del 1999 (30).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono 221.412 gli enti non profit censiti nel 1999 di cui 165.336 svolgono attività regolare tutto l’anno. Tali enti si distinguono in Associazioni riconosciute, Fondazioni, Associazione non riconosciuta, Comitati, Cooperativa sociale ed altre forme. Sono 2.570 le imprese controllate dagli enti non profit. Quelle operanti nel settore ambientale sono 3.277. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella cooperazione e solidarietà internazionale operano 1.433 enti. Di queste 420 sono associazioni riconosciute, 36 Fondazioni, 845 sono associazioni non riconosciute, 90 sono comitati, 10 le cooperative sociali, e 30 hanno altra forma giuridica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le non profit censite nel 1999 hanno in totale 531.926 lavoratori dipendenti, 17.546 distaccati o comandati, 79.940 a collaborazione continuata e continuativa, 3.221.185 volontari, 96.048 religiosi, 27.788 obiettori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le organizzazioni operanti nel settore della cooperazione e solidarietà internazionale impiegano 908 dipendenti, 154 lavoratori distaccati, 597 a co.co.co., 34.230 volontari, 1.241 religiosi e 293 obiettori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le entrate delle istituzioni non profit ammontano ad un totale di 73.116,868 miliardi di lire di cui 839,881 sono le entrate delle non profit operanti nella cooperazione e solidarietà internazionale. Le uscite sono pari a 68.911,900 miliardi, con 817,805 miliardi per quelle della comparazione e solidarietà internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le fonti di entrate sono costituite da 26.368,799 miliardi di lire di fonte pubblica provenienti da contributi a titolo gratuito e ricavi per contratti e/o convenzioni con istituzioni e enti pubblici nazionali ed internazionali. 12.180,167 miliardi sono i contributi degli aderenti. 10.279,716 miliardi sono i ricavi provenienti dalla vendita di beni e servizi, 2.394,400 da donazioni e lasciti, 5.915,171 miliardi sono i redditi finanziari e patrimoniali e 6.978, 614 miliardi sono le altre entrate di fonte privata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle uscite le principali destinazioni sono 24.936,388 miliardi di lire per il personale dipendente e 19.800, 230 miliardi per acquisto di beni e servizi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel settore della cooperazione e solidarietà internazionale 118,453 miliardi di lire provengono da sussidi e contributi pubblici a titolo gratuito. 171,423 miliardi di lire provengono da contratti e convenzioni con enti pollici nazionali ed internazionali. 51,412 sono i miliardi di lire versati dai soci, 64,881 miliardi sono i ricavi provenienti dalla vendita di beni e servizi, 29,.878 da donazioni e lasciti, 20,420 da redditi finanziari e patrimoniali e 117,414 miliardi sono le altre entrate di fonte privata per un totale di 839,881 miliardi di lire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La società civile quale rappresentanza funzionale di interessi nell’azione di lobbing comunitario&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I dati e le rilevazioni sopra riportate, seppur attinenti esclusivamente al caso italiano, possono sicuramente essere sufficienti per tratteggiare un quadro complessivo degli interessi sociali, politici, economici e finanziari rappresentanti dalle istituzioni che compongono la società civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I grandi interessi attenti al trasferimento delle competenze a livello comunitario trovano tra Bruxelles e Strasburgo un’ampia gamma di rappresentanza. Le grandi imprese, le rappresentanze di alcuni settori economici, le regioni della aree forti, transfrontaliere ed ultraperiferiche esercitano un’azione di lobbing, oltre che sulla Commissione e Parlamento, sui Governi nazionali in sede di Consiglio. I Governi sono molto sensibili per ovvi motivi elettorali e di raccolta del consenso politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra questi gruppi di interesse si colloca a tutti gli effetti anche la società civile come precedentemente identificata portatrice di interessi diffusi, ma molto più spesso di argomentazioni tecniche e settoriali che hanno esclusivo riferimento ai proprio interessi consolidati e strutturati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si aggiunga che il dialogo sociale europeo subisce una serie di limiti intrinseci che con aiutano di certo a sostenere una reale e diffusa partecipazione dei cittadini, i rappresentati della società civile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo pochi privilegiati hanno accesso e partecipano alla vita comunitaria sotto forma di gruppi di pressione organizzati. Essi sono delle vere e proprie élite che tendono a rafforzarsi sempre più nelle proprie risorse finanziare e concettuali. I coordinamenti europei delle organizzazioni della società civile sono riconosciuti e finanziati dalla Commissione stessa, né più ne meno che i partiti politici europei (31). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questo punto di vista il dialogo con la società civile non è certo un modo per risolvere il problema del deficit democratico. Le decisioni di governo, e le relative iniziative politiche, non sono più democratiche quanto più è diffusa la comunicazione, la consultazione e la partecipazione. La legittimità democratica si acquista attraverso il dibattito politico e l’investitura popolare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tenga inoltre presente che le elite tecnocratiche della società civile sono selezionate e finanziate esse stesse dal livello di governo e che la verifica della reale rappresentatività, senza consultazione popolare e ben poco compatibile con i postulati democratici che prevedono i meccanismi tipici del voto individuale. La legittimità del dialogo sociale e conseguentemente dell’azione delle organizzazioni della società civile, è esclusivamente funzionale e si inquadra all’interno del metodo comunitario che si caratterizza per fenomeni sostanzialmente neo-cooporativi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni rafforzamento del dialogo sociale può non favorire, anzi talvolta può contraddire, la legittimità democratica che viene arbitrariamente perseguita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Identiche considerazioni possono essere formulata in merito al ruolo svolto dalla società civile nel rendere il più possibile pubblica e trasparente la riflessione sulla futuro dell’Europa e sugli assetti istituzionali dell’Unione in seno ai lavori della Convenzione di Bruxelles. Agli incontri hanno partecipato un numero estremamente ristretto di rappresentati della società civile organizzata, elitè in assoluto rapporto di contiguità istituzionale con la tecnocrazia di Bruxelles. Non si può non sottolineare come il dibattito abbia in ogni caso sostenuto la dialettica dei partiti politici e come le opinioni pubbliche nazionali siano state parzialmente coinvolte anche grazie ad una maggiore attenzione dei media. In ogni caso ancora troppo poco rispetto all’obiettivo di una vera politicizzazione del dibattito europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 27 aprile 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1)Amartya Sen, Globalizzazione e liberta, Mondatori, 2002&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2)Pier Carlo Padoan, Gli squilibri globali e l’Europa, in I dilemmi dell’integrazione il futuro del modello sociale europeo”, a cura di G. Vacca e J.L. Rhi-Sausi, Il Mulino, Bologna, 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(3)L. Guiso, T. Jappelli, M. Padula e M. Pagano, Eu Finance and Growth, in “Economic Policy”, n. 40, ottobre 2004&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(4) Jeremy Rifkin, Economia all’idrogeno, Mondatori, Milano 2002&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(5)  Consiglio europeo di Bruxelles 8-9 marzo 2007, Conclusioni della Presidenza. http://www.consilium.europa.eu/ueDocs/cms_Data/docs/pressData/it/ec/93153.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(6) Editoriale, Il Federalista,  Pavia, anno XLIX, 2007, numero 1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(7) T. Padoa Schioppa, Mancanze d’Europa, Torino, 17 gennaio 2007. http://www.mef.gov.it/documentazione/discorsi-del-ministro/media/185710_TPSSpinelli.pdf&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(8) Ulrich Beck. Che cosa è la globalizzazione. Rischi e prospettive della società planetaria. Carocci, Roma, 1999 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(9)A.S. e E.R., Problemi della federazione europea, Progetto di un Manifesto, Società Anonima Poligrafica Italiana, Roma 22 gennaio 1944.“Con la propaganda e con l'azione, cercando di stabilire in tutti i modi accordi e legami tra i movimenti simili che nei vari paesi si vanno certamente formando, occorre fin d'ora gettare le fondamenta di un movimento che sappia mobilitare tutte le forze per far sorgere il nuovo organismo, che sarà la creazione più grandiosa e più innovatrice sorta da secoli in Europa; per costituire un largo stato federale, il quale disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali, spazzi decisamente le autarchie economiche, spina dorsale dei regimi totalitari, abbia gli organi e i mezzi sufficienti per fare eseguire nei singoli stati federali le sue deliberazioni, dirette a mantenere un ordine comune, pur lasciando agli Stati stessi l'autonomia che consente una plastica articolazione e lo sviluppo della vita politica secondo le peculiari caratteristiche dei vari popoli.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(10)Angelo Bolaffi,   La sfida di darsi una Costituzione non più legata allo Stato-nazione,  Il Riformista, 24 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(11)Maurizio Fioravanti, I due fuochi vitali dell’Unione, CaffèEuropa, 26 dicembre 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(12)Maurizio Fioravanti, Per un nuovo federalismo europeo, in Convegno Le prospettive del federalismo in Europa, Roma, 26 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(13) Mario Albertini, Le radici storiche e culturali del federalismo europeo, in Il Federalismo: antologia e definizione, Il Mulino, Bologna, 1979.“Opinioni di questo genere, che ignorano che la federazione e' uno stato mentre la confederazione non lo è, che ignorano che un gruppo di stati nazionali mantiene le sue caratteristiche essenziali fino al momento nel quale viene sostituito da uno stato federale, possono manifestarsi solo perché "le idee sono malleabili". Ma "le cose sono dure ed angolose", ed e' per questo che le sole idee che valgono, che servono agli uomini per operare, sono quelle che fanno davvero i conti con le cose, per dure ed angolose che siano”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(14) Christine Martha Merkel. Lo sviluppo della società civile europea come base della democrazia, in Il federalismo e la democrazia europea, a cura di Gustavo Zagrebelsky, la Nuova Italia Scientifica, Roma, 1994&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(15) Nicola Verola, L’Europa legittima, Passigli Editore, Firenze, 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(16)La Governance europea, Libro bianco della Commissione, COM (2001)428, luglio 2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(17)M. Grandi, La contrattazione collettiva europea- aspetti giuridici, in Fondazione Giulio Pastore, Diritto e politiche del lavoro, La contrattazione collettiva europea – Profili giuridici ed economici, Franco Angeli, Milano, 2001&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(18) Articolo 137&lt;br /&gt;1. Per conseguire gli obiettivi previsti all'articolo 136, la Comunità sostiene e completa l'azione degli Stati membri nei seguenti settori:&lt;br /&gt;a) miglioramento, in particolare, dell'ambiente di lavoro, per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori;&lt;br /&gt;b) condizioni di lavoro;&lt;br /&gt;c) sicurezza sociale e protezione sociale dei lavoratori;&lt;br /&gt;d) protezione dei lavoratori in caso di risoluzione del contratto di lavoro;&lt;br /&gt;e) informazione e consultazione dei lavoratori;&lt;br /&gt;f) rappresentanza e difesa collettiva degli interessi dei lavoratori e dei datori di lavoro, compresa la cogestione, fatto salvo il paragrafo 5;&lt;br /&gt;g) condizioni di impiego dei cittadini dei paesi terzi che soggiornano legalmente nel territorio della Comunità;&lt;br /&gt;h) integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro, fatto salvo l'articolo 150;&lt;br /&gt;i) parità tra uomini e donne per quanto riguarda le opportunità sul mercato del lavoro ed il trattamento sul lavoro;&lt;br /&gt;j) lotta contro l'esclusione sociale;&lt;br /&gt;k) modernizzazione dei regimi di protezione sociale, fatto salvo il disposto della lettera c).&lt;br /&gt;omissis&lt;br /&gt;5. Le disposizioni del presente articolo non si applicano alle retribuzioni, al diritto di associazione, al diritto di sciopero né al diritto di serrata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(19)L'articolo 71 della Carta costituzionale dell'ONU prevede infatti la possibilità che il Consiglio Economico e Sociale possa consultare "organizzazioni non governative interessate alle questioni che rientrano nella sua competenza".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(20) L'ispirazione comune degli statuti, delle carte dei principi e dei progetti dei singoli raggruppamenti fa riferimento a valori di solidarietà e giustizia condivisi:&lt;br /&gt;Sensibilizzare il Nord ai problemi del Sud del mondo attraverso l'educazione allo sviluppo. &lt;br /&gt;Utilizzare adeguati metodi di raccolta fondi e realizzare azioni il cui effetto sia duraturo. &lt;br /&gt;Rendere visibile un movimento mondiale di critica e opposizione al sistema di relazioni internazionali, perseguendo condizioni di pari opportunità tra popoli, generi e culture. &lt;br /&gt;Sviluppare il pensiero democratico e tutelare i diritti umani, ponendo l'accento sul disarmo, la pace, la cooperazione allo sviluppo. &lt;br /&gt;Non cedere all'illusione dello strumento militare quale risoluzione dei conflitti. &lt;br /&gt;Rimuovere le cause del sottosviluppo, con particolare attenzione ai problemi dell'alimentazione, aumentando la produzione agricola. &lt;br /&gt;Sostenere lo sviluppo di una società multi etnica. &lt;br /&gt;Combattere lo sfruttamento minorile. &lt;br /&gt;Eliminare le disparità tra i sessi, rafforzando il ruolo delle donne nel tessuto economico. &lt;br /&gt;Tutelare le zone ecologicamente fragili, promuovendo l'uso non distruttivo delle risorse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(21) Secondo quanto stabilito dall'art. 28 della legge 49 del 26.02.1987 ("Nuova disciplina della cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo") e dal relativo Regolamento di esecuzione (artt. 30, 40 e 41),&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(22) Elenco delle ONG riconosciute dal MAE: http://www.esteri.it/ita/4_28_66_75_249.asp&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(23)http://www.istat.it/dati/catalogo/20060215_00/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(24)Base giuridica.  L. n. 381/1991, l. n. 52/1996, d.l. n. 510/1996, l. n. 193/2000.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(25)Base giuridica. Art. 14 e seguenti del c.c.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(26)Base giuridica. Art. 2 l. n. 1159/1929 e art. 10 r.d. 28 febbraio 1930, n. 289.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(27)Base giuridica. L. n. 3818/1886, l. 15 aprile 1886 n. 3818.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(28)Base giuridica. Art. 39 e seguenti del c.c.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(29)Le cooperative sociali in Italia, ISTAT, anno 2003. http://www.istat.it/dati/catalogo/20061211_00/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(30)Istituzioni non profit in Italia, ISTAT, Rilevazione censuaria del 1999. Dati pubblicati il 7 ottobre 2002. http://www.istat.it/dati/catalogo/20020710_01/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(31)Il Regolamento (CE) n. 2004/2003 definisce lo statuto ed al finanziamento dei partiti politici a livello europeo. Un partito politico europeo, per essere riconosciuto e ottenere il finanziamento, deve essere rappresentato in almeno un quarto degli Stati membri da deputati al Parlamento europeo o da deputati dei parlamenti nazionali o delle assemblee regionali o, in alternativa, esso deve aver ottenuto in almeno un quarto degli Stati membri un minimo del 3% dei voti alle ultime elezioni europee. Con questo regolamento è stata formalizzata l’idea che i partiti europei, diversamente dal ruolo previsto per i partiti politici nelle Costituzioni nazionali, dove essi sono espressione della società civile e non emanazioni dello Stato, sono invece subordinati ai Trattati e alle istituzioni dell’Unione europea. E’ il Parlamento europeo che ne approva l'esistenza, che giudica se il loro Statuto è conforme o no ai principi e ai Trattati su cui si fonda l'Ue riguardo libertà, democrazia, diritti umani e norme di legge, e che può quindi, in casi limite, deciderne lo scioglimento. Occorre notare che il diritto di eliminare un partito per decisione di un Parlamento è una inquietante novità nella democrazia liberale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(32) Relazione predisposta per l'intervento all'Ufficio del dibattito di Firenze del 28 aprile 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5522514209986461845?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5522514209986461845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5522514209986461845' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5522514209986461845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5522514209986461845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/07/270407-crisi-dello-stato-e.html' title='Squilibri, crisi dello stato e professionismo sociale nella governance globale (32)'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-8088506078102362524</id><published>2009-01-07T22:27:00.002+01:00</published><updated>2009-01-07T22:29:31.060+01:00</updated><title type='text'>Bobbio, lo stato federale e la pace</title><content type='html'>Campoleoene 28 ottobre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sconfinata produzione scientifica di Noberto Bobbio non mancano iriferimenti al federalismo, quale corrente culturale e politica nata durantela Resistenza, e al concetto di Stato federale, tanto regolatore deiconflitti che forma politica di un ordine superiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nella sua Autobiografia (1), al capitolo VII, Bobbio dedica attenzionealla questione dei rapporti tra Stato federale e pace. La gran parte deisuoi scritti in tema sono raccolti in due volumi: Il problema della guerra ele vie della pace (Il Mulino, Bologna, 1979) e Il Terzo Assente (Sonda,Torino, 1989). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bobbio racconta della sua partecipazione alla prima Marcia della PacePerugia-Assisi in cui presero la parola, tra gli altri, il promotoredell’iniziativa Aldo Capitini, oltre a Arturo Carlo Jemolo, Ernesto Rossi Renato Guttuso. Una antica conoscenza quella con l’ideatore della Marcia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ingresso di Bobbio nell’antifascismo attivo avviene nel 1939 con la sua partecipazione alle riunioni del movimento liberalsocialista nato attorno a Guido Calogero, professore di filosofia all’università di Pisa ed Aldo Capitini stesso, già segretario della Scuola normale superiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordando la prima Marcia del 24 settembre 1961, Bobbio definisce la dimensione della pace quale ordine istituzionale e giuridico ed il suo rapporto con il principio etico religioso della non violenza. Più precisamente, egli scrive:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Per uno come me che ha vissuto gli anni della maturazione sotto un regime dispotico e durante una guerra durata cinque lunghi anni, i problemi urgenti, caduto il regime e finita la guerra sono soprattutto la democrazia e la pace, fra loro connessi da un medesimo intento: eliminare la violenza come mezzo per risolvere i conflitti sia all’interno di uno stesso Stato sia nel rapporto tra Stati nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quel che riguarda il problema internazionale, il primo passo da compiere era la federazione tra gli Stati europei, per scongiurare il ripetersi di quella che era stata giustamente chiamata la guerra civile europea, durata quasi un secolo. Gli Stati uniti d’Europa erano concepiti come prima fase di una federazione universale che avrebbe realizzato il sogno di Kant della pace perpetua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unione di stati passa attraverso tre fasi successive: l’alleanza, la confederazione, lo Stato federale. Mentre la confederazione è una società di Stati, lo Stato federale è uno Stato di Stati. Le Nazioni Unite, il cui statuto è entrato in vigore il 25 ottobre 1945, rappresentano un passaggio intermedio fra la Società della nazioni, che aveva il carattere di pura associazione tra Stati nazionali, e gli Stati uniti del mondo, sogno ideale di un Superstato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Superstato è un potere collocato al di sopra degli altri Stati, in possesso di una forza talmente superiore rispetto ai singoli Stati qual è quella che lo Stato nazionale possiede nei confronti dei singoli individui.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per realizzare questo obiettivo è necessaria l’unione politica, l’unica che consenta al Superstato di usare la forza se necessario. Soltanto il Superstato può esercitare il monopolio della forza, trasformando un rapporto tra pari in un rapporto da superiore ad inferiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sono due forme di pacifismo che non si escludono l’un l’altra: quello istituzionale o giuridico e quello etico religioso. Il primo mira all’eliminazione della guerra fra Stati sovrani attraverso l’unione di singoli Stati in un Superstato, il secondo attraverso l’educazione alla non violenza. I miei scritti sulla pace e la guerra appartengono prevalentemente al primo. La Marcia della Pace, promossa da Capitini, era, invece, una tipica espressione del secondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La differenza tra i due pacifismi è evidente: il Superstato elimina la guerra ma non l’uso della forza come extrema ratio; l’educazione alla non violenza tende all’eliminazione dell’uso della forza anche come extrema ratio. L’uno è meno efficace ma più realistico. Il secondo è più efficace ma è anche più irrealistico.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parole di una chiarezza cristallina su cui, da federalisti, non si può che concordare nella consapevolezza che il MFE per sopravvivere e per guardare con fiducia al proprio avvenire ha bisogno di continuare a coltivare i grandi ideali. Ma non ha bisogno di inventare nulla. Ha bisogno soltanto di restare fedele alla propria storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Noberto Bobbio, Autobiografia, a cura di Alberto Papuzzi, Editori&lt;br /&gt;Laterza, Bari, 2004&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-8088506078102362524?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/8088506078102362524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=8088506078102362524' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8088506078102362524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8088506078102362524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/bobbio-lo-stato-federale-e-la-pace.html' title='Bobbio, lo stato federale e la pace'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-194793212775306400</id><published>2009-01-07T22:23:00.001+01:00</published><updated>2009-01-07T22:26:13.845+01:00</updated><title type='text'>Al rialZO</title><content type='html'>Campoleone, 27 ottobre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I 18 si sono detti disponibili solo per un testo al rialzo. Da “costituzione” la chiameranno “COSTITUZIONE”? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di la della facile battuta, ma che sgorga sinceramente dal cuore, l’incontro di Madrid segna un punto di non ritorno. Il negoziato intergovernativo sul Tce è ufficialmente aperto e chi sa che non sia già in fase più avanzata di quello che possiamo immaginare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dottor sottile di sicuro ne dovrebbe sapere qualcosa più di noi. Occorre sperare che più che il nome si riesca a salvare la sostanza del trattato, essenziale per dare stabilità all’Unione a 27, con l’auspicio che l’infortunio francese possa chiudersi ben prima della primavera del 2009. Prima che la disaffezione dell’opinione pubblica per questa Europa delle ambiguità non sommerga, con un’affluenza ridotta ai minimi termini, l’istituto dell’elezione diretta al Parlamento europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il processo costituzionale europeo si è di fatto aperto sin dal 1957 e il trattato che istituisce una “cosa emendata” per l’Europa né sarà uno degli strumenti giuridici. Cos’è il trattato di Roma se non la prima costituzione imperfetta? Tra l’altro, dal ’57 ad oggi si sono superati ostacoli ben maggiori di quelli frapposti dalla scellerata scelta di Chirac di sottoporre il trattato a referendum. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora il problema è capire se le “Mancanze d’Europa”, lucidamente evidenziate da Tommaso Padoa Schioppa in occasione della Lecture Spinelli del 17 gennaio 2007 (Globalizzazione, Energia, Finanza) da curare, come egli sostiene, “con la scelta consapevole del modello federale”, ma aggiungendo poi, ”Una scelta che non si traduce in realtà senza una discontinuità nell’assetto costituzionale”, stiano li a sottolineare come la visionaria prospettiva della Federazione nell’Unione, degli Stati Uniti nell’Europa, sia già ben più consolidata di quello che potrebbe apparire. Si aggiunga infine che “l’Europa dei progetti” altro non è che la riflessione di Padoa Schioppa in chiave intergovernativa. Se così fosse ci attenderebbero tempi di grandi novità, ad iniziare dal MFE stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tommaso Padoa Schioppa – Mancanze d’Europa – 17 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.csfederalismo.it/User/Convegni/seminari/Intervento%20Ministro%20P&lt;br /&gt;adoa-Schioppa.pdf&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-194793212775306400?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/194793212775306400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=194793212775306400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/194793212775306400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/194793212775306400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/al-rialzo.html' title='Al rialZO'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-2753269591863409036</id><published>2009-01-07T22:20:00.001+01:00</published><updated>2009-01-07T22:22:32.153+01:00</updated><title type='text'>A pensar male si commette peccato, ma</title><content type='html'>Campoleoene, 11 ottobre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se per costruire la Federazione europea fosse sufficiente far passeggiareper i vicoli di Ventotene i rappresentati più autorevoli del mondo politico ed economico occorrerebbe prendere in esame l’eventualità di trasformare il Movimento federalista in un’agenzia di promozione turistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ del tutto evidente che la visita di Veltroni non sarà ricordata come un evento di portata storica nel processo di integrazione. Così come è altrettanto evidente come alla luce l’impellente necessità di una comparsata, ad uso e consumo delle fedeli telecamere del TG1 e con tanto di giovani festanti e gaudenti, sia decisamente preferibile che la sceneggiata vada in onda da quel di Ventotene che non da Pantelleria, piuttosto che dalla Capraia o da Panarea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure una qualche lettura politica deve pur essere tentata. Se è stata fatta questa scelta qualche motivo, probabilmente poco visibile ai puri d’animo, deve esistere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I comizi per le primarie del Partito democratico si chiudono tassativamente venerdì 12 ottobre. Sabato è il giorno di riflessione prima del voto e i candidati sono tenuti ad interrompere la campagna elettorale. Pertanto la visita a Ventotene non è da considerarsi quale evento conclusivo di un bel nulla. E’ una passeggiata privata dal valore simbolico. E allora, se un messaggio vuol essere lanciato a chi e diretto e perché? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo un passo indietro. Napolitano ha scelto la commemorazione di Spinelli nel luogo del suo confino quale prima uscita pubblica del suo settennato. A questo si aggiunga che a favore di Veltroni si è schierato tutto l’establishment ulivista tranne, guarda un po’, il figlioccio politico del Presidente della Repubblica, l’onorevole Umberto Ranieri. Nella decisione assunta dal Presidente della Commissione affari esteri di correre con e per Enrico Letta è quindi difficile non leggere un orientamento, più o meno palese del Colle, in relazione al processo costituente del nuovo soggetto politico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orbene Veltroni, avendo l’accortezza di non tirare in ballo Napolitano a campagna elettorale ancora aperta, si reca nel luogo simbolo dell’interesse presidenziale. Il gesto può avere due distinte letture, ma entrambi veritiere. E’ probabile che da un lato egli voglia omaggiare l’orientamento europeista di Napolitano recandosi a baciare l’anello e a testimoniare professione di fede. Dall’altro egli potrebbe voler raccogliere, motu proprio, quell’imprimatur che non gli era sin qui giunto dal Colle. In concreto, nello stesso tempo, potrebbe lasciar intendere due concetti: sono&lt;br /&gt;con te, ma posso fare anche a meno di te. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa lettura dei fatti è incentrata su tristi giochi di potere e lascia poco spazio all’Europa, al progetto federalista, alla memoria di Altiero, all’evoluzione culturale del comunismo militante italiano. Altre partite si stanno giocando, e su altri piani. Costituito il Partito democratico è probabile che si assisterà ad un ampio rimescolamento delle carte. Alcuni di questi rivolgimenti potrebbero prevedere anche la sciagurata ipotesi di dimissioni anticipate del Presidente della Repubblica, ovviamente per motivi di età. A pensar male si commette peccato, ma …quasi sempre ci si azzecca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-2753269591863409036?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/2753269591863409036/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=2753269591863409036' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2753269591863409036'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2753269591863409036'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/pensar-male-si-commette-peccato-ma.html' title='A pensar male si commette peccato, ma'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-419331434245816267</id><published>2009-01-07T22:11:00.000+01:00</published><updated>2009-01-07T22:17:35.214+01:00</updated><title type='text'>Per fondare lo stato federale europeo</title><content type='html'>Campoleoene, 25 settembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prossima riunione informale del Consiglio europeo si terrà a Lisbona il 18/19 ottobre. Con buona probabilità, in questa sede, dovrebbe rilanciarsi il processo d  integrazione attraverso al sottoscrizione di un Trattato di riforma che, nella buona sostanza, riprenderà le principali novità istituzionali già previste dal Trattato costituzionale bocciato due anni or sono nelle tornate referendarie in Francia e nei Paesi Bassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche di fronte il farraginoso compromesso politico su cui si sono esercitati i principali leader dei paesi membri, l’Unione risulta ancora del tutto inadeguata ad affrontare le grandi sfide su scala planetaria: approvvigionamento energetico e gestione delle risorse ambientali; terrorismo internazionale e presenza propositiva nei principali scenari di crisi internazionale; mercati finanziari e concorrenza globale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strada dell’integrazione differenziata, dell’Europa a due velocità, della federazione nell’Unione inizia ad essere sostenuta da molti commentatori, esperti e rappresentati politici ed istituzionali. Tra tutti basti ricordare le posizioni ultimamente espresse dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si vuol costruire un’Europa capace di agire occorre dar vita all’interno dell’Unione europea ad un’avanguardia di paesi che vogliano tra loro stringere un Patto federale. Alcuni stati devono dichiararsi disposti a cedere, una volta e per sempre, la propria sovranità ad un costituendo potere europeo. In conseguenza di tale patto occorrerà rimettere ad una nuova Convenzione con poteri costituenti il compito di stabilire in termini costituzionali i rapporti tra i poteri della federazione e quelli degli stati membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Italia, ad iniziare da Spinelli e De Gasperi, ha svolto un ruolo propulsivo all’interno del processo di integrazione europea. L’Italia, paese fondatore della Comunità, può e deve rinnovare il proprio impegno attraverso lo sviluppo di una forte iniziativa europea tesa a rinnovare l’impegno costituende dei padri fondatori: la costituzione di un’Unione politica su basi federali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tali ambiziosi obiettivi occorre che le persone di buona volontà sappiano ritrovarsi nei momenti di aggregazione dei nuovi soggetti politici. Costoro desiderano riaffermare come per il nostro paese interesse nazionale ed interesse europeo siano due prospettive assolutamente coincidenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un tema di interesse storico come la fondazione dello Stato federale europeo potrebbe contribuire ad arrestare il progressivo imbarbarimento della lotta politica. Per il passato l’Europa è stato un obiettivo su cui si sono incontrate persone anche di schieramenti politici opposti. Anche per il futuro l’Europa potrebbe essere un obiettivo trasversale su cui ricostruire un rinnovato spirito di patriottismo nazionale non più inteso come comunità di valore ma come comunità di destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-419331434245816267?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/419331434245816267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=419331434245816267' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/419331434245816267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/419331434245816267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/per-fondare-lo-stato-federale-europeo.html' title='Per fondare lo stato federale europeo'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-533251480750259900</id><published>2009-01-07T22:03:00.002+01:00</published><updated>2009-01-07T22:11:28.876+01:00</updated><title type='text'>I diritti d Libertà - Una strada per giungere alla Federazione europea?</title><content type='html'>Campoleoene, 16 settemrbe 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RITORNARE AL DIBATTITO TEORICO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Trattato che adotta una costituzione per l’Europa, sottoscritto a Roma il29 ottobre 2004, non entrerà mai in vigore ed verrà dimenticato tra gliscaffali di ostinati studiosi di cose europee. Eppure, il dibattito che haanimato esperti e commentatori negli ultimi anni ha evidenziato una serie diproblematiche di carattere teorico, e non solo, che si riproporranno ogniqual volta si dovranno valutare le proposte che avranno l’ambizione dipromuovere una maggiore integrazione politica del continente su basifederali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quattro sono di sicura importanza: 1) la garanzia costituzionale dei dirittie delle libertà fondamentali quale fattore di legittimazione democratica delnuovo ente. 2) La natura giuridica del documento che sarà alla base della nuovo ordinamento. Costituzione in senso proprio o trattato internazionale rivestito di un lessico costituzionale. 3) Gli attributi di statualità rintracciabili nel nuovo ordinamento: sovranità, potestà di imperio, territorio, popolo, competenze, cittadina, centralizzazione e decentralizzazione. 4) Le modalità di produzione giuridica del nuovo ordinamento: apparato istituzionale ed organizzativo, legislazione ed esecuzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questi temi coltivare l’esercizio puramente teorico potrebbe rivelarsi un’attività non certo fine a se stessa. La codificazione e la classificazione per astrazioni lessicali potrà consentire di attrezzare, attraverso il dibattito, una visione sufficientemente coincidente tale da consentire, per il futuro, la definizione di una linea strategia coesa e, oggettivamente, condivisa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA GARANZIA DEI DIRITTI ALL’INTERNO DEGLI ORDINAMENTI COSTITUZIONALI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Trattato di riforma, che a breve probabilmente sarà sottoscritto nella città di Lisbona, riprenderà, con effetti giuridicamente vincolanti, la Carta dei diritti fondamentali. In tema di diritti di libertà un aspetto poco approfondito riguarda la funzione stessa dell’elencazione dei diritti all’interno delle moderne costituzioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dieter Grimm, giurista, nonché ex presidente della Corte costituzionale tedesca, sostiene che non è sufficiente l’esame del catalogo dei diritti fondamentali per stabilire se uno stato si possa, o no, fregiare della definizione di stato sociale. La Germania fornisce al riguardo l'esempio più chiaro. La Legge fondamentale ha rinunciato deliberatamente alla menzione dei diritti sociali fondamentali, accontentandosi di proclamare i classici diritti di libertà. Questo non equivale a sostenere che la Repubblica federale possiede le caratteristiche di uno Stato sociale in misura minore della Repubblica di Weimar, la cui costituzione conteneva una pletora di diritti fondamentali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hans Kelsen ne “I lineamenti di teoria generale dello Stato”, pubblicati nel 1926, dedica alla questione un’intera lezione di cui si ripropongono due estratti. Sostiene l’autore: “ Le moderne costituzioni, di regola, contengono infatti un catalogo di siffatti diritti di libertà. Sorti storicamente dalla rappresentazione naturalistica di norme assolute, limitanti lo Stato, derivanti da un’istanza dello Stato, esse – come contenuto di diritto positivo – sono norme dello Stato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quanto si presentano come norme che vietano allo Stato certe invadenze nella sfera delle libertà dei sudditi, questi diritti di libertà sono per lo meno superflui. E’ infatti privo di senso proibire atti dello Stato i quali, finché non vengono esplicitamente comandati, finché certi essere umani quali organi dello Stato non siano autorizzati a compierli, cioè ne vengono obbligati, giuridicamente addirittura non sono possibili. L’essere umano può fare tutto ciò che non gli è vietato dallo Stato, cioè dall’ordinamento giuridico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stato, cioè l’essere umano quale organo statale, può fare soltanto ciò che l’ordinamento giuridico espressamente gli permette. … Con chiarezza appare la superfluità di siffatte codificazioni dei diritti di libertà quando esse, come spesso accade, assumono la forma per cui invadenze dello Stato in determinate sfere di libertà possono essere effettuate solo&lt;br /&gt;sulla base della legge”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL DIRITTO ALLA VITA E LA PENA DI MORTE. UN CASO EMBLEMATICO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’articolo II-62 del Trattato costituzionale (TC) si afferma, “Ogni persona ha diritto alla vita”. E’ evidente la sostanziale indeterminatezza della proposizione di principio. Il diritto alla vita ha effettivo valore e possibilità di applicazione solo e in quanto analizzato in rapporto alle potestà attribuite all’ordinamento nazionale o sovrannazionale. L’interruzione di gravidanza, le malattie terminali, l’eutanasia, e persino l’obbligo di difesa militare dello stato relativizzano il diritto genericamente affermato, con altri, in forma di catalogo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto la sommatoria delle cose che per legge, costituzionale o ordinaria, sono consentite all’ordinamento statale, e per il suo tramite ai cittadini, in materia di diritto alla vita (diritto civile, penale, di famiglia, del lavoro) determinano, di fatto, il principio e il suo ambito di applicazione. Innumerevoli sono gli altri esempi. Il diritto alla salute (art. II-95 del TC) è tale solo ed in quanto è possibile tutelarlo all’interno del sistema sanitario nazionale (pubblico, privato, a pagamento o a spese dello stato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo attraverso l’applicazione del principio di bilanciamento dei beni si può fissare il parametro che consente la determinazione del contenuto di questi beni e nel computo dei limiti dei diritti fondamentali. Peter Häberle, probabilmente il maggior teorico del contenuto essenziale dei diritti fondamentali, nella sua opera “Le libertà fondamentali nello Stato costituzionale”, tradotta in italiano per le edizioni Carocci, precisa: “ Il legislatore nel concretizzare i limiti immanenti ai diritti fondamentali, non vulnera questi ultimi, non li relativizza, bensì li rafforza e li garantisce, o piuttosto li determina … non disciplina un diritto che si pone in contrasto con il sistema dei valori dei diritti fondamentali , bensì da&lt;br /&gt;attuazione a questi ultimi.”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il legislatore è colui che opera prioritariamente per legge ordinaria, il rappresentante politico della volontà popolare diffusa, colui che determinerà positivamente insieme alla ponderazione dei principi e dei valori l’attuazione stessa di un complesso di norme ordinanti potestà attribuite allo Stato, ad esempio in tema di aborto. A meno che in un catalogo di diritti non si vieti, espressamente, la pratica dell’aborto, non c’è principio attualmente presente nelle costituzioni o nelle carte dei diritti che possa far ricomprendere, inequivocabilmente, l’aborto quale pratica contraria al diritto alla vita. Anzi, è vero giusto il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Ulpiano, Digesto, “nulla poena sine lege”. La seconda frase dell’articolo II-62 del Trattato costituzionale recita: “nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato”. Il confronto con l’articolo 2 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) in tema di diritto alla vita, ci consente di valutare gli elenchi di diritti nella loro rappresentazione storica. L’art. 2 CEDU, infatti, stabilisce che “Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere inten­zionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pro­nunciata da un tribunale, nei casi in cui il delitto sia punito dalla legge con tale pena”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che l’apertura della firma della CEDU è avvenuta a Roma il 4 novembre 1950 ed è entrata in vigore, alla condizione di 10 ratifiche, il 3 settembre 1953, mentre la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è stata proclamata a Nizza il 7 settembre del 2000. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1950 in alcuni paesi europei si eseguivano ancora condanne capitali. In Gran Bretagna l’ultima esecuzione è del 1964 e la pena di morte è stata abolita definitivamente il 31 luglio 1998. L’ultima sentenza in Francia è del 10 settembre 1977, Hamida Djandoubi la donna giustiziata. La pena di morte in Francia è stata proibita per legge da Mitterandt nel 1981 e definitivamente nella Costituzione nel 2007. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Costituzione italiana, non prevede la pena capitale, esclusi i casi regolati dalle leggi militari di guerra (comma 4, art. 27). Fortunatamente il codice militare di guerra, con legge 13 ottobre 1994, n. 589, ha abolito la pena. Esiste però un vuoto costituzionale: non è stato ancora sancito il principio che vieta la pena di morte in ogni caso. Pertanto, sarebbe possibile una sua reintroduzione per legge ordinaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio, con la stesso decreto del Presidente della Repubblica sulla dichiarazione dello stato di guerra. Ipotesi per nulla peregrina visto che il decreto legge 1° dicembre 2001 n. 421, convertito in legge 31 gennaio 2002, n 6, recante norme urgenti per la partecipazione di personale militare all'operazione multinazionale denominata "Enduring Freedom", ha previsto che al Corpo di spedizione italiano si applicasse il codice penale militare di guerra, con esclusione delle disposizioni di natura processuale, ancorché in tempo di pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo dopo l’abolizione della pena di morte nei più influenti stati europei, Gran Bretagna e Francia in testa, viene introdotto il relativo principio nella CEDU. Prima con il protocollo 6 (1) firmato a Strasburgo il 28/04/1983, che in ogni caso non esclude la pena capitale per atti commessi in tempo di guerra o di pericolo imminente di guerra, e successivamente con il protocollo 13 (2). Quest’ultimo abolisce la pena in ogni circostanza con una formulazione del tutto simile al corrispondente articolo della Carta dei diritti fondamentali dell’Ue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA CODIFICAZIONE DEI DIRITTI NELLO SPAZIO E NEL TEMPO &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il protocollo 13 alla Convenzione, firmato a Vilnius il 3 maggio 2002, quasi due anni dopo la proclamazione della Carta Ue a Nizza, a tutt’oggi risulta firmato, ma non ancora ratificato, da Italia e Francia, in buona compagnia di Spagna, Lettonia, Polonia e Armenia. Sui 47 stati membri del Consiglio d’Europa, Arzebaijan e Russia non l’hanno firmato. La Russia è l’unico stato a non aver ancora ratificato anche il protocollo 6 alla Convenzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso italiano occorre evidenziare che la ratifica del protocollo 13 comporterebbe la modifica dell’art. 27 della Costituzione che ancora consente il ricorso alla pena capitale nei casi previsti dalle leggi militari di guerra. La questione è oltremodo spinosa. In caso di non raggiungimento della maggioranza dei 2/3 sulla legge costituzionale di modifica potrebbe essere richiesto un referendum confermativo. Si può ben immaginare quale canaia qualunquista e demagogica si andrebbe ad alimentare nell’opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In epoca contemporanea le carte dei principi rappresentano una codificazione del presente storico, ad iniziare dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’Umani firmata a Parigi il 10 dicembre 1948, promossa dall’assemblea generale delle Nazioni Unite e priva di valore giuridicamente vincolante per gli stati membri. Gli elenchi di principi sono più lo specchio di una dato di fatto, una classificazione sul minimo comun denominatore possibile rispetto a condizioni oggettive, siano esse politiche che di potere, che non un segno di progresso rispetto a fini di maggiore civilizzazione ancora da raggiungere a valore trascendente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello internazionale tali codificazioni più che promuovere nuove tutele rappresentano sottoscrizioni di diritti che hanno già ampio riconoscimento negli ordinamenti giuridici nazionali. Le poche eccezioni che possono essere sollevate non fanno che confermare la regola generale. Altra questione è la funzione di elenchi di diritti in fasi storiche di natura rivoluzionaria, come la Dichiarazione dei diritti dell’Uomo e del cittadino del 1789. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peter Häberle chiarisce il concetto quando sostiene (3): “Se si devono concretizzare la costituzione come un sistema di valori (Wertsystem) e il Grundgesetz come un ordinamento legato a dei valori, allora questi non devono essere interpretati come un firmamento astratto. I valori non vengono imposti alla costituzione e all’ordinamento giuridico dall’esterno oppure dall’alto. Non hanno la pretesa di essere validi comunque e a priori, senza alcun riferimento allo spazio e al tempo in cui si trovano. Ciò sarebbe contrario al senso della costituzione, che rappresenta un ordinamento complessivo della vita del presente e che deve fare riferimento alla&lt;br /&gt;caratteristiche peculiari di questo presente e coordinare le forze vitali di&lt;br /&gt;un’epoca nell’ambito di un sistema unitario.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE LIBERTA’ FONDAMENTALI E I DIRITTI DI CITTADINANZA NELL’UE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le classiche libertà fondamentali dell’Unione europea (art.I-4 del TC, attuali artt. 12 e 14 TCE) libertà di circolazione delle persone, dei servizi, delle merci, dei capitali e libertà di stabilimento trovano nel trattato stesso le norme che ne disciplinano la tutela e l’attuazione. Non viene solo richiamato il principio (artt. II-99, II-100, II-105, II-106 del TC) secondo il quale lo Stato membro non può impedire la circolazione delle persone alle sue frontiere (anche qui con eccezioni disciplinate sempre dalla legge), ma si specifica, sin nei minimi particolari, ciò che all’ordinamento dell’Unione è consentito o per cui vi è obbligo giuridico in&lt;br /&gt;materia. Nel trattato costituzionale i diritti fondamentali sono disciplinati dagli artt. III-130 a III-160. Tutte politiche che trovano la loro base giuridica già nei trattati attualmente in vigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso delle quattro libertà fondamentali, al principio generale vengono associate le politiche e le disposizione di applicazione in capo all’ordinamento giuridico comunitario. Politiche definite in base al principio di attribuzione delle competenze enumerate. Identico ragionamento può essere sviluppato anche per i diritti di cittadinanza di natura politica (elettorato attivo e passivo per l’elezioni al Parlamento europeo e allo elezioni comunali dello stato membro di residenza, tutela diplomatica all’estero, diritto di petizione al Parlamento europeo, diritto di ricorso al Mediatore europeo) che trovano tutti applicazione nel quadro delle politiche comunitarie secondo il principio di attribuzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto, l’affermazione di un principio all’interno della Carta dei diritti fondamentali (parte II del trattato costituzionale) non introduce affatto competenze nuove. Per inverso nel caso di competenze già attribuite all’Unione si possono rintracciare riferimenti di principio all’interno della Carta. Se la Carta affermasse il diritto alla casa questo non vorrebbe dire che tutti i cittadini europei possono chiedere un alloggio alla Commissione europea, a meno che l’Unione non attribuisse esplicitamente tale competenza alla Commissione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La disciplina stessa di applicazione della Carta è chiaramente definita nell’art. II-111 del Trattato costituzionale dove al comma due si afferma “La presente Carta non estende l’ambito di applicazione del diritto dell’Unione al di là delle competenze dell’Unione, né introduce competenze nuove o compiti nuovi per l’Unione, né modifica le competenze ed i compiti definiti nelle altre parti della Costituzione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMPETENZE E CRITERI DI DETERMINAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il futuro, senza tralasciare i pur importanti aspetti giurisprudenziali, dichiarativi o interpretativi, dei diritti stabiliti per elenchi (per loro natura spesso insufficienti, lacunosi e tardivi), è auspicabile concentrare maggiore attenzione alle più derimente questione delle competenze (esclusive, concorrenti o complementari), ma ancor di più sui criteri di determinazione delle competenze (di attribuzione, di sussidiarietà, di prossimità, di proporzionalità). E’ in tale ambito che si potrà valutare l’effettiva portata degli elementi innovativi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il principio di competenza enumerata, tipico degli organismi internazionali trova fonte costitutiva nei trattati, mentre il principio di competenza generalista (non caso per caso), in capo allo stato, trova fonte costitutiva nella costituzioni propriamente dette. Nel sistemi federali la ripartizione delle competenze avviene per aree (difesa, concorrenza, sanità, giustizia ecc.) o attraverso l’individuazione degli organismi decisionali responsabili. Nel sistema europeo si stabiliscono non solo le aree di competenza ma le istituzioni competenti, le procedure decisionali e spesso anche gli obiettivi che devono essere perseguiti e le azioni che possono essere svolte nell’abito delle singole politiche. Il trattato costituzionale non modifica per nulla questo equilibrio. Anzi, stabilisce inequivocabilmente all’art. I-1 che “ …la presente Costituzione istituisce l’Unione europea, alla quale gli Stati membri attribuiscono competenze per conseguire i loro obiettivi comuni..” Infatti, la parte III del trattato descrive dettagliatamente le singole politiche, riprendendo, quasi sempre, in maniera integrale le disposizione dei trattati attualmente in vigore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paradossalmente la cancellazione della parte III del trattato costituzionale, in buona sostanza di cinquant’anni di storia comunitaria, ed una riformulazione delle categorie di competenze con l’inclusione della politica energetica, estera e di difesa tra le materie esclusive avrebbe consentito all’Unione il salto federale. Si sarebbero definite solo le aree di competenza senza nessuna enumerazione pedissequa della delega degli Stati all’Unione. Ciò corrisponderebbe ad una rivoluzione copernicana, al superamento della legittimazione negoziale e funzionale, ad una completa rifondazione dell’ordinamento giuridico sovrannazionale, alla cessione effettiva della sovranità nazionale, alla costituzione, di fatto, dello Stato europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In altre parole, il potere reale, su una determinata materia (competenza), contemplata anche e non sempre all’interno di un catalogo di diritti (beni giuridici), a chi (organo nazionale o sovrannazionale) è attribuito? Se l’ultima parola resta in mano agli Stati siamo in una confederazione. Se è attribuita all’Unione siamo in una federazione. E’ solo su questo piano che si potrà realmente rafforzare la legittimazione democratica dell’Europa e con essa la prospettiva di traguardare l’obiettivo della fondazione dello Stato federale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Protocollo n° 6 alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali sull'abolizione delle pena di morte. &lt;http://conventions.coe.int/Treaty/ita/Treaties/Html/114.htm&gt; http://conventions.coe.int/Treaty/ita/Treaties/Html/114.htm&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2) Protocollo n° 13 alla Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell'Uomo e delle Libertà fondamentali relativo all'abolizione delle pena di morte in ogni circostanza. &lt;http://conventions.coe.int/Treaty/ita/Treaties/Html/187.htm&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(3) P. Häberle, Le libertà fondamentali nello stato costituzionale, Carocci, Roma, 2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-533251480750259900?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/533251480750259900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=533251480750259900' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/533251480750259900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/533251480750259900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/i-diritti-d-libert-una-strada-per.html' title='I diritti d Libertà - Una strada per giungere alla Federazione europea?'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-1768239550570843848</id><published>2009-01-07T21:59:00.001+01:00</published><updated>2009-01-07T22:01:38.234+01:00</updated><title type='text'>Per salvare il trattato costituzionale</title><content type='html'>Campoleone, 2 agosto 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da almeno un anno i più attenti osservatori avevano espresso le loro valutazioni sul possibile accordo per salvare quanto vi era di buono nel trattato costituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A poche settimane dall’inizio del semestre di presidenza tedesca erano chiarissimi, lapalissiani, anche per i meno attenti e superficiali osservatori di cose europee, i termini dell’accordo sul nuovo testo del trattato di riforma. Non ha capito, ed in parte, continua a non capire, solo chi non vuol vedere le cose per quelle che sono, ma adatta le condizioni esterne alle proprie scelte di piccolo cabotaggio. C’è persino chi continua a difendere il trattato costituzionale. Come i sudditi dell’imperatore del Giappone, saranno così temerari da rimanere anni ed anni sugli atolli del Pacifico a combattere una guerra ormai, tragicamente, conclusa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione politica europea è, purtroppo, priva di novità di rilievo e lo sarà almeno sino al semestre di presidenza francese della seconda metà del 2008. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre sperare che i governi vorranno smettere di giocare alla democrazia cercando il corporativo ed economicamente interessato consenso di poche decine di associazioni della società civile che si distinguo per autoreferenzialità, irrapresentatività nei confronti della categoria a cui appartengono e strettissima contiguità con le amministrazioni di governo stesse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal canto suo la Commissione europea, che brilla sempre più di ottusa tecnocrazia, persevera. In autunno lancia un dibattito/ascolto con la società civile sulle prospettive di bilancio 2007/2013. Si può già immaginare il mercimonio lobbistico a cui toccherà assistere senza che nessun europeista alla giornata avrà il coraggio di denunciare l’impossibilità stessa di qualsiasi politica espansiva dell’Unione alla luce tanto della struttura che delle dimensioni del suo bilancio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il futuro, se vorremo trovare una nuova linea politica strategica unitaria per il MFE, e nuovi dirigenti che sappiano adeguatamente rappresentarla, il confronto dovrà avvenire a tutto campo e riguardare lo scenario all’interno del quale si potrebbe sviluppare un’azione efficace.Occorre quindi mettere in moto i cervelli e ragionare tutti insieme. Il dibattito deve servire a coltivare in comune le idee e non ad orientarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna proposta sugli strumenti può essere aprioristicamente esclusa, assemblea costituente, referendum, elezioni, primarie e chi più ne ha più ne metta. La questione che si pone oggi è analizzare, con la freddezza della ragione, quanto avvenuto da Maastricht ad oggi e tentare di definire un quadro politico all’interno del quale sia realisticamente (accezione non riferita alla realtà materiale contingente, ma alle condizioni reali - che possono anche attualmente non sussistere e che in teoria potrebbero anche mai verificarsi - perché le cose possano accadere) possibile compiere il salto federale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-1768239550570843848?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/1768239550570843848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=1768239550570843848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1768239550570843848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1768239550570843848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/per-salvare-il-trattato-costituzionale.html' title='Per salvare il trattato costituzionale'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-8739646515790028937</id><published>2009-01-07T21:53:00.001+01:00</published><updated>2009-01-07T21:55:52.519+01:00</updated><title type='text'>Tempi orribili</title><content type='html'>Campoleone, 22 luglio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nei due precedenti tentativi di costruire l’Europa politica, CED e progetto Spinelli, in gioco vi erano i trasferimenti di reali poteri sovrani dallo stato nazionale alle istituzioni sovranazionali a carattere federale. Non è un caso che i due documenti che ne sono alla base si chiamassero trattati senza alcuna deriva illusionistica costituzionaleggiante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche la presupposta terza occasione storica produrrà un documento che si chiamerà trattato, probabilmente di Lisbona. Riprenderà, pedissequamente, tutte le novità istituzionali e politiche contenute nel documento che sarebbe stato alla base dell’occasione fallita, il trattato costituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per logica conseguenza, visto che l’appellativo di trattato non esclude la grande conquista politica (così come avvenuto nei primi due casi) e che quello che sarà ratificato nel 2008 è solo una riformulazione del trattato costituzionale niente affatto semplificato, non si comprende perché questo terzo tentativo non sia da considerarsi coronato da successo. O se, per converso, qualora lo si debba valutare un insuccesso, perché mai la sua formulazione precedente sia stata impropriamente valutata quale la terza occasione per fare l’Europa politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulle considerazioni sul terzo tentativo di dare una costituzione all’Europa, tutte personali ed che non ritrovano riferimento alcuno nella pubblicistica storica, politica e giuridica ci sarà modo di ritornare presto in un pubblico dibattito, sperando che la questione interessi ancora qualcuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece non si può sottacere come la ricostruzione sull’elezione dei cinque nuovi membri della direzione sia lacunosa, fallace e non corrispondente alla realtà dei fatti. Non si è proceduto a nessuna elezione condizionata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In primo luogo si sono eletti cinque membri della direzione designati da Alternativa Europea e non cinque membri di minoranza. La votazione è stata per alzata di mano senza collegamento ad alcuna mozione scritta. Nessuno a chiesto di inserire a verbale le proprie dichiarazioni e l’elezione è avvenuta a larga maggioranza. Una maggioranza ben più ampia di quella che ha eletto gli altri 25 componenti della direzione al congresso di Roma. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del dibattito non ci sono state dichiarazioni di voto e attendiamo ancora che i 7 membri del Comitato Centrale che hanno votato no alla proposta e i due astenuti vogliono qui formulare la propria opinione. Dei cinque nuovi membri della direzione il più giovane ha oltre 20 anni di militanza federalista. A mio modesto avviso credo che meritino di conoscere, in una pubblica dichiarazione, le motivazioni che hanno spinto una sparuta ed originale nuova minoranza del MFE a votare contro o a lavarsene le mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I rappresentanti di AE presenti alla votazione hanno dichiarato esplicitamente che non era possibile porre alcuna condizione alla loro elezione e che se il Congresso, a norma di statuto (art. 20, primo comma), deve agire nei limiti indicati dal secondo comma dell’art. 2, a maggior ragione la segreteria e la presidenza sono tenuti ad attenersi a questi limiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per maggiora chiarezza dichiaro di ritenere, anche nella veste di membro delle direzione nazionale, di avere il sacrosanto diritto di esprimere, in qualsiasi sede e in qualsiasi luogo, le mie idee ed il mio pensiero anche quando questo non dovesse coincidere con quanto deliberato dagli organi statutari. Già nel passato sono stato membro della direzione indicato da una lista congressuale minoritaria, seppur eletto unanimemente. Al tempo nessuno si è prodigato nel tentativo di mettermi il bavaglio alla bocca o di scollegarmi le sinapsi cerebrali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il dibattito storico e la dottrina politologica contemporanea evidenziano come i cardini dei principi democratici trovino efficacia nella effettiva tutela delle minoranze. La dittatura della maggioranza non è mai oligarchia. Anzi, quanto più la maggioranza vuol disciplinare e contenere le legittime aspettative dei gruppi di minoranza, tanto più ci sia avvicina al modello dei regimi dispotici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è infatti un caso che le condizioni e le norme positive siano previste a tutela delle minoranze, siano esse linguistiche, cultuali, religiose, sociali. Nei sistemi politici alle minoranze viene persino riconosciuta la direzione delle commissioni di controllo e di garanzia se non addirittura la presidenza delle assemblee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ ben originale invocare giustappunto il contrario, con la formulazione di peregrine norme a tutela della maggioranza. In verità qualche eccezione potrebbe essere fatta per gli amministratori di condominio sull’orlo di una crisi di nervi quando avvertono che gli sta per essere revocato il mandato, ma è di tutta evidenza che non è questo il nostro caso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi anni ne abbiamo viste ed ascoltate di cotte e di crude. Non ci meravigliamo più di nulla. C’è solo da sperare che i “tempi orribili” finiscano presto. Come diceva Eduardo “Adda passà ‘a nuttata”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-8739646515790028937?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/8739646515790028937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=8739646515790028937' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8739646515790028937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8739646515790028937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/tempi-orribili.html' title='Tempi orribili'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5405401329930034233</id><published>2009-01-02T22:47:00.001+01:00</published><updated>2009-01-02T22:49:32.351+01:00</updated><title type='text'>Attendendo il trattato di Lisbona</title><content type='html'>Campoleoene, 26 giugno 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ del tutto evidente che gli elementi innovati del trattato costituzionale, come prevedibile, sono stati tutti salvaguardati nel trattato di Lisbona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché stracciarsi le vesti? Sono stati aboliti solo gli orpelli retorici e puramente nominalistici voluti da quel campione di europeismo di Valèry Giscard d’Estaing. Quel padre nobile dell’Europa che fortunatamente Francois Mitterand scaccio dall’Eliseo anni or sono, altrimenti di certo oggi non avremmo l’unico vero simbolo di identità comune europea, la moneta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trattato di Lisbona non consentirà di fare nessun passo sostanziale verso lo stato federale, pur se essenziale per il miglior funzionamento dell’Unione. E’ improduttivo da un punto di vista federalista né più né meno di quanto lo fosse il trattato costituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Bruxelles è andato in scena un triste gioco delle parti. Una preconferenza si stava già svolgendo da settimane. La Cig dovrà quasi esclusivamente dedicarsi ad una riscrittura di carattere giuridico dei testi. Dovevano portare a casa il core treaty garantendosi al tempo stesso di creare nei propri paesi il giusto consenso politico. Occorre ammettere che sono riusciti nel loro intento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La filosofia adottata è: per poca roba non si disturbano i cittadini. Peccato che poca roba fosse anche il testo firmato in pompa magna a Roma nella sala degli Orazi e Curiazi sotto al lugubre statua di Innocenzo X. Quel Giovan Battista Panphili, acerrimo nemico dei Barberini, che lasciò governare lo Stato Pontificio alla cognata Olimpia Maidalchini e che fece cardinale il figlio di lei Camillo Francesco Maria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito di questi giorni sui risultati del Consiglio europeo dimostra che quanto più è diffusa la cialtroneria nella valutazione dei fatti tanto più sono apodittici ed arroganti i modi. L’Europa ha reali poteri per il sol fatto che una direttiva si chiama legge, che un alto rappresentante si chiama ministro, che un trattato si chiama costituzione? Non sarà arrivata l’ora di smetterla di trastullarsi in maniera ambigua ed improduttiva con il nome delle cose più che sulla loro vera natura? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai federalisti occorre portar pazienza, tanta pazienza. Né abbiamo avuta per il passato. Né sapremo trovare per il futuro. Presto potremmo essere chiamati a nuove battaglie. La guerra di posizione potrebbe esaurirsi presto. Se così fosse, l’unico possibile errore sarebbe quello di farsi trovare divisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5405401329930034233?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5405401329930034233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5405401329930034233' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5405401329930034233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5405401329930034233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/attendendo-il-trattato-di-lisbona.html' title='Attendendo il trattato di Lisbona'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-8325226427178513035</id><published>2009-01-02T22:44:00.002+01:00</published><updated>2009-01-02T22:46:27.031+01:00</updated><title type='text'>Viva L'Europa</title><content type='html'>Campoleone, 23 giungno 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore e ore di colloqui al cardiopalma. Attese spasmodiche per rotture eclatanti. Minacce di veto e linee rosse invalicabili. Eppure non è accaduto nulla. L’accordo, come era ampiamente prevedibile, sulle linee guida del nuovo trattato è stato raggiunto, ne più ne meno come ci si aspettava. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora rientrano tutti a casa potendo sventolare vittoria. Blair esce da campione. Potrà dire di aver vinto sulla Carta dei diritti. In realtà è poco più di una vittoria di carta. Si trasferiscono clausole del trattato nei protocolli e viva la marchesa. Tanto chi lo va a spiegare ai sudditi di sua maestà che protocolli e allegati sono parti integranti del trattato e che le disposizioni ivi contenute prevalgono su quelle del trattato stesso in quanto norme speciali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I paladini del secondo trattato di Roma, italiani in testa, rientrano soddisfatti di aver eretto una invalicabile linea del Piave, quando l’idea stessa di costituzione l’avevano abbandonata ben prima di raggiungere il Consiglio. Sulle guide rosse del “non possumus” i polacchi vi hanno scorrazzato in lungo e largo razziando, a mani basse, centinaia di milioni di euro. Non c’è che dire. Il prodigioso allargamento suggellato da Prodi nel maggio 2004 è stato un grande, grandissimo affare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La costituzione europea è morta. L’idea di integrazione federale è stata accantonata. Si è voluto far credere ai beoti cittadini europei che una bandiera, una fanfara inneggiante e qualche altro simbolo bastassero a costituire uno stato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora chi glielo va a spiegare che le dodici stelle gialle contunderanno a sventolare sui palazzi del potere, che il 9 maggio gli studenti continueranno ad essere chiamati a formulare il pensierino sull’Europa, che sulle monete continuerà ad esserci scritto il nome “euro”? In effetti il motto “unita nella diversità” ci mancherà. Riusciremo a sopravvivere? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bruxelles si svuota. Tutti a casa. Fortuna che le teste d’uovo dei negoziatori della CIG qualcosa di questioni comunitarie ne capiscono sul serio. Tutti a casa e viva l’Europa. E’ incapace di agire, con o senza costituzione, con o senza trattato semplificato, ma “è uguaglio”. Viva l’Europa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-8325226427178513035?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/8325226427178513035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=8325226427178513035' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8325226427178513035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8325226427178513035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/viva-leuropa.html' title='Viva L&apos;Europa'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-6021423749434071340</id><published>2009-01-02T22:39:00.002+01:00</published><updated>2009-01-02T22:42:54.161+01:00</updated><title type='text'>Petizioni e vertici immaginari</title><content type='html'>Campoleone, 18 maggio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al fine di evitare che risme e risme di petizioni referendarie si disperdano per le cancellerie delle capitali europee, sarà bene precisare che, nelle prossime settimane, non è previsto alcun “Vertice” né, tanto meno, che questo si svolga a Berlino. Ovviamente si presuppone che con “Vertice di Berlino” si faccia riferimento alla riunione dei capi di Stato e di governo dei paesi membri dell’Ue prevista in occasione della fine del semestre di presidenza tedesca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prassi delle “conferenze europee al Vertice” si è conclusa con il Vertice di Parigi del 1974 in cui, per l’appunto, è stato istituito il Consiglio europeo. La sua esistenza giuridica è stata confermata e chiarita dall’Atto Unico europeo (1986). Le sue funzioni sono state precisate dal Trattato di Maastricht (1992).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come previsto dalla dichiarazione allegata all’atto finale della Conferenza intergovernativa che ha predisposto il Trattato di Nizza, tutte le riunioni del Consiglio europeo si tengono a Bruxelles dal momento in cui l’Unione conta più di 18 membri. L’allargamento da 15 a 25 stati membri è del maggio 2004.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pertanto, conformemente alle disposizioni vigenti, il prossimo Consiglio europeo è convocato per il giorno 21/22 giungo 2007 presso il Palazzo Justus Lipsius, Rue de la Loi, Bruxelles, sede, insieme al Centro europeo a Lussemburgo, del Consiglio dell’Unione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessante è notare che attualmente il Consiglio europeo non è un’istituzione, ma un organo dell’Unione. Il trattato costituzionale del 2004 riconosce al Consiglio europeo lo status di istituzione vera e propria, oltre a prevederne il Presidente con mandato di due anni e mezzo (con elezione, a maggioranza qualificata, da parte del Consiglio stesso). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Relativamente alle sue funzioni, il Trattato costituzionale innova ben poco, ma l’acquisizione dello status di istituzione dell’Ue comporterebbe la sottoposizione di quest’ultimo al controllo giurisdizionale della Corte di giustizia sia per ricorso di annullamento, che per ricorso per carenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente le decisioni del Consiglio europeo non hanno la caratteristica di atti giuridici comunitari. E’ compito del Consiglio dell’Unione europea (quello che nel Trattato costituzionale viene chiamato Consiglio dei Ministri e per cui continuerà a valere la presidenza turnale semestrale tra gli stati membri) trasformare, successivamente, in atti giuridici formali gli accordi politici raggiunti in sede di Consiglio europeo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre altresì notare che, così come previsto dal Trattato costituzionale, la Presidenza elettiva di due anni e mezzo (del Consiglio europeo) non andrebbe a sostituire ma a sovrapporsi alla presidenza semestrale tra Stati membri (del Consiglio dei Ministri). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche su questi elementi si concentrerà, molto probabilmente, l’attenzione dei diplomatici nel corso della Conferenza intergovernativa che andrà a definire il nuovo Trattato istituzionale. La speranza è che abbiamo l’accortezza di porre mano ad una semplificazione di un sistema barocco di “governace” funzionalista e niente affatto federale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur ammettendo in ipotesi che l’ingorgo di rappresentatività politica, così come definito dal Trattato costituzionale tra Presidente del Consiglio europeo, Presidente del Consiglio dei Ministri, Presidente della Commissione e Ministro degli Affari esteri, sia superabile in un effettivo miglioramento del quadro istituzionale complessivo (anche grazie all’estensione del voto a maggioranza), avremmo ottenuto l’unico evidente risultato di aver rafforzato il ruolo di indirizzo politico, su basi strettamente intergovernative, svolto degli Stati membri in sede di Consiglio e all’interno del sistema di legittimità negoziale dell’Unione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse un buon risultato per stabilizzare e rendere maggiormente coerente il quadro comunitario a 27, ma del tutto insoddisfacente, e pressoché irrilevante, se riferito all’ineluttabile necessità della costituzione dello Stato federale europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La ferocia dei moralisti (…) è superata soltanto dalla loro profonda&lt;br /&gt;stupidità”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filippo Turati, da un suo discorso parlamentare del 11 febbraio 1907&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-6021423749434071340?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/6021423749434071340/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=6021423749434071340' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6021423749434071340'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6021423749434071340'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/petizioni-e-vertici-immaginari.html' title='Petizioni e vertici immaginari'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-1881566320084306986</id><published>2009-01-02T22:34:00.001+01:00</published><updated>2009-01-02T22:37:43.735+01:00</updated><title type='text'>C'era una volta, il referendum sul trattato costiuzionale</title><content type='html'>Campoleone, 6 maggio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vero intellettuale rifugge dai dibattiti contemporanei: la realtà è sempre anacronistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jorge Luis Borges&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta, in terre d’oltralpe, il referendum sul trattato costituzionale. Allora, molti europeisti di sinistra si adoperarono per il si. Il no vinse inesorabilmente e trascinò con se la costituzione in una lenta, ma inesorabile, agonia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non paghi, gli stessi attivisti di sinistra presero parte per la sorridente ed evanescente candidata socialista in nome di un presunto ed indimostrabile tasso di maggior europeismo. La presa di posizione non ebbe miglior sorte della precedente, a tutto vantaggio del nuovo presidente di Francia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta un dibattito ormai sterile e palesemente includente che tentava di alimentare il confronto politico istituzionale sul nome delle cose e non sulla sostanza delle proposte. Alcuni sostenevano che il trattato di nome “costituzione” fosse più europeista di un trattato che si chiamava “mini”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ragionare su cosa, sia l’uno o l’altro, potessero contenere fu cosa che interessò, fortunatamente e a tutto beneficio dei cittadini europei, solo quelle poche teste d’uovo che furono chiamate a negoziare nella nuova Conferenza intergovernativa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortuna che alcuni diplomatici illuminati compresero presto che il processo costituzionale si era chiuso per lasciar spazio al processo di integrazione differenziata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta il più mini dei mini trattati, il progetto Spinelli del 1984. Occupava dodici pagine esatte della gazzetta ufficiale su cui vennepubblicato. Ma apparteneva al passato, a quel federalismo tradizionale che voleva la “cosa politica europea” su basi statuali. In esso si stabilivano, in modo semplice, questioni apparentemente complesse.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La composizione della Commissione era regolamentata per legge organica. Al potere di iniziativa legislativa avevano accesso anche il Consiglio ed il Parlamento. L’Unione&lt;br /&gt;poteva modificare, con legge organica, la natura e la base imponibile delle entrate o crearne di nuove. Si abbandonava di fatto il principio delle competenze enumerate. Chi mai avrebbe avuto il coraggio di lanciarsi nuovamente in così antichi formalismi istituzionali? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’erano una volta gli europeisti moderni, alla moda, come la bella ed affascinante Ségolène. Erano cortigiani del soft power e del multilateralismo. Una originale concezione dei rapporti internazionali in cui gli americani fanno con gli altri quello che in ogni caso farebbero da soli e dove gli europei, quando c’è da menar le mani, stanno a guardare, ma pronti ad intervenire, a cosa fatte, con portavivande e crocerossine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’erano una volta gli europeisti globalizzati. Essi evocavano le cose. Le evocavano a tal punto che, come per incanto, queste si materializzavano. Chiedevano pace, giustizia sociale, uguaglianza tra i popoli, democrazia internazionale e loro, puntuali, non tardavano a raggiungerli per abbracciarli tutti. Erano così convinti dei propri poteri divinatori che iniziarono ad evocare, in riti collettivi, anche il referendum su …su una cosa di “eguaglio”. Ma questa è un’altra favola. C’era una volta …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-1881566320084306986?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/1881566320084306986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=1881566320084306986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1881566320084306986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1881566320084306986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/cera-una-volta-il-referendum-sul.html' title='C&apos;era una volta, il referendum sul trattato costiuzionale'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-7054503478726880914</id><published>2009-01-02T22:29:00.001+01:00</published><updated>2009-01-02T22:34:29.533+01:00</updated><title type='text'>9 maggio ex festa dell'Europa</title><content type='html'>Campoleoene, 25 maggio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ triste assistere alla sciatteria con la quale il parlamento italiano ha saputo disconoscere anni ed anni di consapevole impegno per la costituzione europea. Quella costituzione a cui tutti siamo affezionati. Quella costituzione che non è un compendio formale di regole e precetti, ma una dimensione evolutiva e sostanziale di appartenenza. Al tempo stesso affermazione di origini ed impegno per il futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 9 maggio non è la festa dell’Europa. Il 9 maggio non è un simbolo a cui qualche convenzionale ha attribuito dignità giuridica nel trattato costituzionale. Il 9 maggio non è la data in cui le istituzioni comunitarie riaffermano la propria legittimità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 9 maggio è l’emblema di come il destino della nazioni e dei popoli si possa concretizzare in un atteggiamento federalistico di fronte al potere, alla società, al processo storico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 9 maggio è una delle rappresentazioni dell’aspetto storico sociale (comunità e cosmopolitismo) che, insieme a quello di valore (pace) e quello di struttura (stato federale), definisce la teoria completa e generale del federalismo. In tale prospettiva la ricorrenza della dichiarazione Schuman potrebbe essere associata ad un solo altro evento, la giornata della memoria delle vittime del nazionalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invito Salvatore Aloisio ed gli altri amici del forum che hanno evidenziato per primi la questione a farsi promotori di un breve documento/appello da inviare al Capo dello Stato. Ognuno di noi potrà raccogliere, nel più brevetempo possibile, il maggior numero di adesioni con cui sommergere fax ed e-mail del Quirinale e, per conoscenza, dei media nazionali e locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-7054503478726880914?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/7054503478726880914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=7054503478726880914' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7054503478726880914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7054503478726880914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/9-maggio-ex-festa-delleuropa.html' title='9 maggio ex festa dell&apos;Europa'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-7895997528981458084</id><published>2009-01-02T22:27:00.002+01:00</published><updated>2009-01-02T22:31:05.287+01:00</updated><title type='text'>Commento alla mozione del Centro regionale MFE Emilia Romagna</title><content type='html'>Campoleone, 24 aprile 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il recente ordine del giorno del centro regionale Emiliano-Romagnolo del MFE sollecita un incontro tra i dirigenti nazionali e i capilista di Alternativa Europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo spirito dell'iniziativa è apprezzabilissimo. L'invito ad una ricomposizione delle posizioni è stato già accolto da Alternativa Europea. Il 31 marzo scorso, proprio a Bologna, si è svolto un dibattito serrato e per nulla elusivo. La riunione è stata pubblica, più volte annunciata ed ha visto la presenza di tanti militanti sinceramente preoccupati per il futuro della nostra organizzazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’analisi collettiva, cui hanno contribuito anche amici che da troppi anni non accoglievamo più nelle nostre riunioni, è andata ben al di là della abbozzata proposta di strategia duale. Tanto il segretario che il presidente avrebbero potuto prendere parte ai lavori, non per trattare alcunché, ma per confrontarsi, militati tra i militanti. L'occasione non è stata colta. Altre se ne potranno presentare. Per il futuro sarà bene preservare la formula informale e aperta che è stata già adottata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In generale, ma soprattutto nelle fasi di transizione, i dirigenti, o coloro che ritengono di essere considerati tali, più che incontrarsi al vertice, farebbero bene ad ascoltare e far tesoro dei più accorti consigli dei militanti; di quelli che non hanno cadreghini da difendere; di quelli che hanno la consapevolezza di avere la forza, quando convinti e non vinti nel formalismo assembleare, di mille funzionari a busta paga; di quelli che desiderano porsi le opportune domande prima di avventurasi in pasticciate risposte; di quelli che riconoscono i veri nemici della Federazione europea al di fuori e non certo dentro la nostra organizzazione; di quelli che il&lt;br /&gt;milione di cittadini li hanno già condotti nelle piazze e che altrettanti sono pronti a mobilitarne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tocca ora alla dirigenza del MFE far conoscere i propri orientamenti sul tema, visto che, oltre la provocazione della doppia azione, non è stato comunicato alcunché. Il congresso si è chiuso da quasi due mesi. La proposta pubblica e circostanziata del presidente la stiamo ancora aspettando. Quando sarà illustrata, se non nel dettaglio, almeno per grandi linee? L’ultima circolare della segreteria non contiene accenno alcuno ai risultati del congresso, oltre ad essere del tutto priva di un abbozzo di analisi della situazione mondiale ed europea. Su quali letture del processo in corso dovrebbe snodarsi il confronto politico auspicato? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia avanzata una proposta seria, credibile, ponderata e quantomeno condivisa da buona parte della maggioranza. Alternativa europea non si sottrarrà di certo al pubblico dibattito. Sino ad oggi si sono succeduti solo contatti informali che attengono esclusivamente alla sfera dei rapporti personali. Essi non hanno alcuna rilevanza nella categoria dei fatti politici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle persone di buona volontà tocca tenere aperte le strade del dialogo. Al dibattito devono partecipare a pieno titolo, e su un piano di assoluta parità, sia il militante senza cariche che il dirigente. L’unico peso specifico da far valere è quello relativo allo spessore ed alla forza intrinseca delle idee che si coltivano insieme. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando le soluzioni politiche troveranno una più chiara definizione, volenti o nolenti, dovranno essere coinvolti, a tempo debito, anche gli stessi vertici nazionali. Se avranno ancora una funzione da svolgere, bene. Altrimenti sarà il caso che si facciano da parte, e presto, tornando a ricoprire l'affascinante ruolo di semplici militanti, lasciando che il “nuovo” avanzi prepotentemente. Prima che sia troppo tardi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;----------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MFE EMILIA-ROMAGNA&lt;br /&gt;Comitato Direttivo Regionale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bologna, 12 aprile 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Presidente del MFE&lt;br /&gt;Al Segretario del MFE&lt;br /&gt;Alla Direzione Nazionale del MFE&lt;br /&gt;Ai primi firmatari della Mozione di Alternativa Europea&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comitato Direttivo si è riunito oggi per esaminare, fra le altre questioni, i risultati dell'ultimo Congresso Nazionale del MFE e ha approvato con un solo astenuto il seguente Ordine del Giorno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Centro Regionale dell'Emilia Romagna ritiene che l'unità politica ed organizzativa del MFE sia fondamentale e irrinunciabile per il raggiungimento dei propri obiettivi, a partire dalla Federazione Europea, anche nella prospettiva della trasformazione dell'ONU in un governo mondiale parziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al Congresso di Roma molti delegati hanno chiesto di superare le divisioni fra i sostenitori delle due mozioni; il Centro Regionale esprime in proposito forte apprezzamento e interesse alla proposta, avanzata allachiusura del Congresso e ribadita nel successivo Comitato Centrale dal Presidente del MFE Guido Montani, di conciliare le due azioni federaliste (raccolta di firme per una petizione per un referendum sulla Costituzione Europea e raccolta di firme per uno Stato federale europeo e per l'iniziativa dei Paesi fondatori).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Visti i tempi ristretti a disposizione, il Congresso di Roma si è chiuso con l'impegno di rinviare l'analisi della proposta al prossimo Comitato Centrale previsto per il 7 luglio 2007. Il Centro Regionale dell'Emilia Romagna chiede che, in vista dei lavori del Comitato Centrale di luglio, si svolga un incontro preparatorio fra gli organismi dirigenti, a partire dal Presidente e dal Segretario del MFE e dai primi firmatari della mozione di Alternativa Europea, allo scopo di dare attuazione pratica alla proposta di cui sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viste le numerose attività federaliste già programmate in questo periodo dell'anno, la data che proponiamo per questo incontro specifico è quella di domenica 13 maggio 2007 a Bologna. Il Direttivo Regionale ritiene che sia vitale per il MFE riunire le due anime; il nostro Movimento potrà lottare per gli ideali federalisti solo se sarà unito e forte e quindi ci auguriamo vivamente che tutti i destinatari accolgano questo invito e diano vita a un lavoro proficuo per superare le attuali difficoltà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Calzolari (Presidente)&lt;br /&gt;Lamberto Zanetti (Segretario)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-7895997528981458084?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/7895997528981458084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=7895997528981458084' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7895997528981458084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7895997528981458084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/commento-alla-mozione-del-centro.html' title='Commento alla mozione del Centro regionale MFE Emilia Romagna'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-2937038607523291180</id><published>2009-01-02T22:26:00.001+01:00</published><updated>2009-01-02T22:26:23.276+01:00</updated><title type='text'>Destra o Sinistra? No grazie</title><content type='html'>Campoleone, 23 Aprile 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i federalisti europei, che hanno l’ambizione di appartenere alla forze del progresso, destra e sinistra sono entrambe categorie appartenenti ad una visione reazionaria e conservatrice, tipiche dello stato nazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la caduta del muro di Berlino, la paccottiglia internazionalista non ha più alcun punto di riferimento ideologico e tenta di abbracciare, trasfigurandola, la proposta federalista . Uno sfregio alle basi teoriche e culturali del nostro essere militanti di un movimento rivoluzionario che non è possibile ulteriormente tollerare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Manifesto di Ventotene Spinelli, Rossi e Colorni scrivono:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La linea di divisione fra i partiti progressisti e partiti reazionari cade perciò ormai, non lungo la linea formale della maggiore o minore democrazia, del maggiore o minore socialismo da istituire, ma lungo la sostanziale nuovissima linea che separa coloro che concepiscono, come campo centrale della lotta quello antico, cioè la conquista e le forme del potere politico nazionale, e che faranno, sia pure involontariamente il gioco delle forze reazionarie, lasciando che la lava&lt;br /&gt;incandescente delle passioni popolari torni a solidificarsi nel vecchio stampo e che risorgano le vecchie assurdità, e quelli che vedranno come compito centrale la creazione di un solido stato internazionale, che indirizzeranno verso questo scopo le forze popolari e, anche conquistato il potere nazionale, lo adopereranno”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco prima avevano già sottolineato come:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Le forze conservatrici, cioè i dirigenti delle istituzioni fondamentali degli stati nazionali … (omissis)… già fin da oggi, sentono che l'edificio scricchiola e cercano di salvarsi. Il crollo le priverebbe di colpo di tutte le garanzie che hanno avuto fin'ora e le esporrebbe all'assalto delle forze progressiste. Ma essi hanno uomini e quadri abili ed adusati al comando, che si batteranno accanitamente per conservare la loro supremazia. Nel grave momento sapranno presentarsi ben camuffati. Si proclameranno amanti della pace, della libertà, del benessere generale delle classi più povere. Già nel passato abbiamo visto come si siano insinuati dentro i movimenti popolari, e li abbiano paralizzati, deviati, convertiti nel preciso contrario. Senza&lt;br /&gt;dubbio saranno la forza più pericolosa con cui si dovrà fare i conti.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-2937038607523291180?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/2937038607523291180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=2937038607523291180' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2937038607523291180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2937038607523291180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2009/01/destra-o-sinistra-no-grazie.html' title='Destra o Sinistra? No grazie'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-2104612746375476412</id><published>2008-12-14T15:02:00.003+01:00</published><updated>2009-09-17T22:49:09.547+02:00</updated><title type='text'>Roma, dibattito del 31 maggio</title><content type='html'>Roma, 31 maggio - incontro tra militanti federalisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari militanti federalisti, è sotto gli occhi di tutti come le trasformazioni economiche, ambientali, sociali e politiche che stanno influenzando l’evoluzione del quadro internazionale, europeo ed italiano, abbiano reso da un lato più urgente, dall’altro lato più difficile battersi per la federazione europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa situazione, ancora una volta, come in altri momenti cruciali della storia, occorre interrogarsi sinceramente e razionalmente su che cosa i militanti federalisti possono fare nel prossimo futuro, su come essi possono contribuire a far vivere il federalismo di Spinelli e Albertini sul terreno del pensiero e dell’organizzazione e, infine, su quali fronti e in quale quadro è possibile mobilitare le energie vive della società che percepiscono che l’Europa unita, nonostante i successi conseguiti, non c’è ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro paese si sta avviando verso le elezioni del Parlamento europeo in un clima di profonda disattenzione. Anche negli altri stati dell’Unione, ed in particolare in quelli su cui ricadono le maggiori responsabilità politiche, si sta assistendo ad un progressivo ripiegamento su logiche esclusivamente interne, con un sostanziale abbandono della coincidenza tra interesse nazionale ed interesse europeo. Una prospettiva, occorre sempre ricordarlo, che ha proficuamente alimentato e sostenuto tanto la nascita quanto lo sviluppo del quadro comunitario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di problemi che, per la loro natura teorica, prima che strategica, richiedono momenti di elaborazione e discussione informali ed aperti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa ottica, con questo spirito e con l’aiuto di tanti altri militanti federalisti abbiamo promosso, per il prossimo sabato 31 maggio, presso la sede del Movimento europeo in Roma, l’incontro di cui trovate di seguito il programma e a cui speriamo di incontrarvi numerosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con l’occasione, vogliate gradire i nostri più cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria Teresa Di Bella, Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s.: coloro i quali vogliono inviare dei contributi scritti sui temi&lt;br /&gt;proposti, possono indirizzarli a &lt;mailto:publius@thefederalist.eu&gt;&lt;br /&gt;publius@thefederalist.eu. Sarà nostra cura raccoglierli e farli circolare in&lt;br /&gt;vista dell’incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 1 maggio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INCONTRO-DIBATTITO FRA MILITANTI FEDERALISTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, sabato 31 maggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.zza della Libertà, 13 (metro Lepanto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 10,00 Quali tappe verso la federazione europea?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;coordina: Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;introduzioni: Salvatore Aloisio, Pier Virgilio Dastoli, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guido Montani, Luisa Trumellini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 11,00 dibattito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 13.00 Pausa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 14,00 Come rilanciare il federalismo in Italia ed in Europa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;coordina: Maria Teresa Di Bella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;introduzioni: Stefano Castagnoli, Sante Granelli, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edmondo Paolini, Franco Spoltore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 15,00 Dibattito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 17,00 Conclusione dei lavori&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-2104612746375476412?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/2104612746375476412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=2104612746375476412' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2104612746375476412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2104612746375476412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/roma-dibattito-del-31-maggio.html' title='Roma, dibattito del 31 maggio'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-6736592647839476621</id><published>2008-12-14T14:59:00.004+01:00</published><updated>2009-09-17T22:51:30.419+02:00</updated><title type='text'>Patetica rappresentazione</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Parigi si sono riuniti in quattro su ventisette. Tra bandiere linde e stirate e volti gommosi ed inamidati, si è distinto un fulgido esempio di olopecia androgenica sconfitta. I soliti ben informati attribuiscono il miracolo tricologico all'esperienza e alle abilità del Ministro Carfagna.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;I piccoli uomini alla testa di stati piccoli piccoli si sono impegnati a tutelare, di fronte la grande crisi internazionale, le assicurazione e le banche grandi grandi. Ma si badi bene, ognuno per conto suo. Unico impegno comune è quello al coordinamento. Bene, anzi ottimo! Ma coordinamento su cosa? &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;L'Europa non esiste. Gli europei sono divisi. L'Unione europea prende sempre più le sembianze di una camicia di forza dalla quale tutti tentano di liberarsi. Il patto di stabilità, unico vero strumento a garanzia dell'euro e della ricchezza dei cittadini, va stretto a tutti. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sarkosy vuole allentare i parametri di Maastricht. I fidi scudieri governativi raccolti all'Eliseo, tutti sulla via di un inesorabile tramonto, lo spalleggiano. Un bel po' di sano debito pubblico nazionale; questa è la soluzione miracolosa. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E non si può certo affermare che l'improvvido suggerimento giunga dalla consorte Carla Bruni. L'uomo che non sopporta le donne con i tacchi a spillo ripete la solita solfa da anni. Non c'è neanché più chi lo prende sul serio.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nella stessa aulica sede, tra sorrisi e pacche sulle spalle che non "ci azzeccavano" nulla con la difficoltà del momento, Junker, l'unico statista presente nella sala, chiarisce che tra i paesi dell'eurogruppo non è affatto all'ordine del giorno alcuna revisione dell'impegno al virtuosismo dei parametri macroeconomici.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sarà mica andato in onda un dialogo tra sordi? E se iniziassero a tentare di coordinare pensiero proprio ed altrui con i movimenti labiali?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Fortuna che il vertice intergovernativo è durato quanto un lampo. Hanno avuto il buon gusto di ridurre al minimo indispensabile la patetica rappresentazione della loro impotenza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Campoleone, 4 ottobre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-6736592647839476621?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/6736592647839476621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=6736592647839476621' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6736592647839476621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6736592647839476621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/patetica-rappresentazione.html' title='Patetica rappresentazione'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5446369269362060128</id><published>2008-12-14T14:57:00.002+01:00</published><updated>2009-09-17T22:53:22.321+02:00</updated><title type='text'>L'Europa del direttorio</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra crisi finanziaria internazionale e propositi virtuosi nel settore della tutela ambientale, l'Europa dei 27 sta fornendo prova di superbo dinamismo intergovernativo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel decennale confronto tra federalisti e funzionalisti, tra i fautori dello stato federale e i sostenitori del modello integrazionista comunitario, l'approccio gollista all'Europa sta sbaragliando il campo, imponendosi al centro della scena politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si assumono misure nazionali concordate nel G 15, in questo si è ridotto l'eurogruppo, poiché non ha alcuna competenza in campo di politica economica europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pubblico televisivo è ormai diventato avvezzo alla solita scenetta televisiva che accomuna, non si sa proprio perché, un piccolo uomo di stato che rivendica senza indugio l'Europa delle patrie con l'insofferente valletto di corte che risiede al Berlaymont. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presto la presidenza di turno passerà al premier ceco. Un politico che ha almeno il pregio di non dissimulare certo le sue tiepide, per non dir fredde propensioni europeistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, ancora per qualche mese, imperverseranno i paladini del coordinamento delle politiche, nazionali. Da illusionisti non mancheranno di tirar fuori dal cilindro altra paccottiglia di proposte rigidamente, nazionali. Il tutto avverrà nell'attesa della creazione di fondi sovrani, nazionali, che dovranno consentire una ritrovata capacità di influenza, ovviamente e pervicacemente, nazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, stanno ruminando e trasformando nel suo esatto opposto anche concetti di apparente, quando evidente effimero buon senso nella fase di deriva intergovernativa che stiamo attraversando, come quello del governo europeo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il direttorio alla Sarko rivenduto, nel dibattito parlamentare, per il governo europeo che mancherebbe. Occorre una bella faccia tosta per sostenere la proposta. Non di meno merita una bella faccia da schiaffi chi cade, imprudentemente, nell'inganno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono pronti a sostenere qualsiasi forma di nazionalismo, fin anche un siffatto approccio nel contrasto alla pinguedine, opponendosi, senza timore del ridicolo, all'unica forma di nazionalismo che non esiste e che mai potrà esistere, quello europeo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impavidi continuano ad alimentare il grande equivoco, quell'informe blob gelatinoso, dove scienza e coscienza scendono a patti con l'ignominia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così come fatto negli anni orribili della pseudo costituzionalizzazione dei trattati, costoro vogliono continuare a prenderci per il naso, lasciandoci credere che sia possibile avere una costituzione senza stato, così come possa esistere un governo senza competenze, una politica economica senza risorse, una politica estera senza esercito, una politica energetica senza approvvigionamenti strategici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'introduzione di "l'Unione europea, una storia non ufficiale" (1) Riccardo Perissich scrive: Quello che manca non è tanto la volontà di accordarsi sugli obiettivi, quanto la disponibilità a consentire deleghe di sovranità indispensabili per tradurre in pratica le decisioni prese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si allargherà quindi quella distanza tra gli annunci e le realizzazioni che è la principale ragione della disaffezione dell'opinione pubblica. E' diffusa l'opinione che l'Europa possa essere governata da un direttorio di paesi importanti. E' una strada senza uscita; quando le domande di ammissione al direttorio saranno state esaminate, esso sarà talmente pletorico da dimostrarsi totalmente inefficace."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perissich aggiunge: "La chiave del processo ideato da Monnet era il gradualismo, sia nelle realizzazioni, sia nei trasferimenti di sovranità. I federalisti hanno sempre contestato la possibilità di applicare questo metodo anche all'unione politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la convinzione che il gradualismo fosse condannato a incontrare i suoi limiti, ho sempre sperato di essere smentito; a lungo così è stato, ma oggi non riesco a vedere come si possa avviare un'unione politica senza una svolta radicale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa non può essere il prodotto delle strutture attuali, né, realisticamente, coinvolgere la totalità dei paesi. Perché una simile iniziativa sia credibile, sarebbe necessario riprodurre gli elementi fondamentali della proposta Schuman che, nel 1950, diede inizio all'avventura: una visione chiara, l'indicazione dei passi da intraprendere, strutture politiche e amministrative capaci di dare agli impegni assunti concretezza e continuità".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 22 ottobre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Longanesi, 2008, Milano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5446369269362060128?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5446369269362060128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5446369269362060128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5446369269362060128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5446369269362060128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/leuropa-del-direttorio.html' title='L&apos;Europa del direttorio'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-6096515143658894826</id><published>2008-12-14T14:55:00.003+01:00</published><updated>2009-09-17T22:57:25.620+02:00</updated><title type='text'>In vista del congresso unitario</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione dei lavori del comitato centrate del 15 e 16 novembre, si è assistito a un sereno e proficuo confronto tanto sul piano dell'analisi politica che su quello più squisitamente organizzativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche per il tramite di votazioni, l'assemblea ha assunto decisioni e orientamenti su una serie di questioni che hanno una stretta attinenza con la celebrazione del prossimo congresso nazionale MFE, previsto a Catania nei giorni 27, 28 e 29 marzo 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente Guido Montani ha presentato due proposte di modifica al regolamento di attuazione dello statuto. La prima, relativa all'elezione dei delegati in occasione delle assemblee precongressuali, è stata accolta (proporzionale puro sulla base di mozioni contrapposte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I membri del comitato centrale hanno invece espresso il loro parere contrario a una possibile regolamentazione dell'art.1 dello statuto (rispetto delle decisioni assunte in sede congressuale qualora, nel congresso stesso, si esprimano posizioni maggioritarie e minoritarie).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto concerne le proposte di modifiche dello statuto da sottoporre al prossimo congresso, il comitato centrale ha manifestato un orientamento sostanzialmente negativo. In particolare, sulla norma che prevedeva un massimo di tre mandati per le cariche di Presidente e Segretario, un nutrito gruppo di militanti si è astenuto al momento della votazione, rilevando i limiti della meccanicità della procedura, ma evidenziando, al contempo, la sostanziale bontà dell'obiettivo che con essa si vorrebbe raggiungere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il prossimo 24 gennaio si terrà a Milano la riunione della direzione nazionale. Il 21 e 22 febbraio ci attendono i lavori della conferenza organizzativa di Lugo di Romagna. La strada che conduce a un Congresso unitario non è facile da percorrere, ma i militanti non si faranno certo spaventare dalle asperità che occorrerà superare. In fondo al tunnel già s'intravedono i primi bagliori di luce, occorre seguirli con fiducia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La linea generale del MFE potrà essere sviluppata su tre piani: il primo teorico (un livello di astrazione in cui si coltivano le finalità proprie del federalismo); il secondo politico (un livello del presente dove confrontarsi con i problemi economici e sociali attuali); il terzo strategico (punto nodale sul quale attivare la pressione e sul quale e possibile ottenere dei risultati). Tra il secondo e il terzo livello spesso si sono collocate azioni a livello tattico (le unilaterali per l'elezione diretta dei membri del Parlamento europeo né sono un esempio) che possono integrarsi, senza soluzione di continuità, con la proposta strategica (mandato costituente a un'assemblea ad hoc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vuole l'unità del Movimento non è disponibile a dividersi sul piano teorico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le differenze sono connaturare al profilo stesso del livello teorico del confronto. Una maggiore o minore accentuazione sulle questioni del mondialismo e le considerazioni, non sempre coincidenti, sul modello di stato federale non possono costituire il crinale lungo il quale alimentare la frattura dell'organizzazione. Tali aspetti possono, anzi devono, sostenere il dibattito attraverso l'individuazione di modelli idealtipici all'interno del quale sviluppare linguaggi e contenuti realmente comuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vuole l'unità del Movimento non è disponibile a dividersi sul piano politico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le attività a dimensione nazionale e sovranazionale del MFE, quanto quelle dei centri regionali e delle sezioni a livello locale, sono state sempre sviluppate all'interno di una prospettiva contingente. L'autonomia politico/organizzativa non ha rappresentato una scorciatoia verso l'alienazione, anzi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' possibile essere nell'attualità - in tutti i livelli di conteso, mondiale, europeo, nazionale e locale - proprio e perché il pensiero politico federalista non è una proposta tra le tante, ma un argine al conformismo di chi, vivendo nel presente è incapace di pensare alla realtà quale espressione di una volontà raziocinante che sappia prefigurare il futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vuole l'unità del Movimento non è disponibile a dividersi sul piano strategico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come fatto anche nel recente passato è possibile individuare due piani d'intervento coincidenti eppur non sovrapponibili, che si alimentano a vicenda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre definire alcuni elementi tattici all'interno del dibattito e delle proposte che guardano al processo di integrazione e costituzionalizzazione dell'Unione. Una loro possibile rappresentazione è fornita dal sostegno agli strumenti di governo dell'economia che facciano perno sulla leva monetaria: Union Bonds, fondo comune anti crisi, bilancio con imposte sovranazionali, piano di investimenti e di sviluppo europei. La moneta unica rimane, a tutt'oggi, l'unico elemento prefederale che possa attribuire all'Unione un ruolo di potenza civile a livello mondiale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possono altresì essere sviluppati elementi a carattere strategico a partire da quei paesi che rappresentano il punto di discrimine per un effettivo rilancio dello spirito fondatore del progetto europeo: Francia, Germania, Italia. In questo caso, l'opzione deve puntare a ottenere il consenso (tanto a livello governativo che popolare) alla convocazione di una Costituente europea espressamente finalizzata alla fondazione della federazione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vuole 'unità del Movimento non è disponibile a dividersi sull'interpretazione delle mozioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mozione politica approvata al Congresso UEF di Parigi già contiene sia il criterio di distinzione tra elementi tattici e strategici, che un primo abbozzo del loro contenuto politico. Occorre procedere con caparbietà su questa strada. Essersi uniti a Parigi per poi ridividersi a Catania non darebbe certo lustro alla storia e alle ambizioni della nostra organizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi vuole l'unità del movimento non è disponibile a dividersi nell'azione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' probabile che nel luglio 2009 si tenga in Italia il terzo degli appuntamenti del neonato G20: quale migliore occasione per lanciare, sulla scia delle attività della campagna elettorale per il rinnovo del parlamento europeo, un controvertice di tutta la forza federalista europea dove mobilitare sia i protagonisti della politica, dell'economia e della cultura, attraverso l'organizzazione di incontri e dibattiti, che cittadini europei, radunandoli in una grandiosa manifestazione popolare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' giunta l'ora di tornare a lavorare tutti insieme, richiamando a una militanza partecipata anche gli amici che non frequentano più abitualmente la vita istituzionale del Movimento. L'obiettivo è alla nostra portata. Tutto dipenderà dalla forza e dalla determinazione con cui sapremo perseguirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleoene, 20 novembre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-6096515143658894826?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/6096515143658894826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=6096515143658894826' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6096515143658894826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6096515143658894826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/in-vista-del-congresso-unitario.html' title='In vista del congresso unitario'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-6640380156823034276</id><published>2008-12-14T14:54:00.002+01:00</published><updated>2009-09-17T22:55:00.203+02:00</updated><title type='text'>Dibattito di Firenze</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani, a Firenze, avremo una nuova opportunità per discutere, serenamente e pacatamente, tra militanti federalisti. L'idea è nata a Bologna nella primavera 2007. Ha poi avuto sviluppi e si è andata sempre più consolidando in occasione dei successivi incontri di Pisa e Roma. La formula è semplice quanto efficace. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dibattito avviene tra pari, indipendentemente dalle proprie attitudini personali, con brevi contributi introduttivi. I temi sono sviluppati con un approccio di largo respiro proprio ed in quanto su di essi non si rileva alcuna necessità di assumere degli orientamenti di azione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I contributi (introduzioni ed interventi) provengono, oltre che da militanti presenti nelle due liste dell'ultimo congresso, da amici che intendono rientrare a pieno titolo nella vita del Movimento e rinnovare così il proprio impegno nella battaglia per la federazione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti militanti stanno strenuamente perseguendo l'obiettivo dell'unità dell'organizzazione. Già un bel pezzo di strada è stata percorsa. Non è certo un caso se al Congresso UEF di Parigi sono stati raccolti i primi frutti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mozione politica presentata da Guido Montani ha trovato, dopo un serrato dibattito e alcune modifiche in corso d'opera, il consenso di tutti i 33 membri della delegazione italiana e, con esso, l'adesione di tutto il congresso. La mozione richiede, tra l'altro, al Parlamento europeo e ai paesi che lo vogliono di proseguire da soli sulla strada della Federazione europea attraverso la convocazione di un'Assemblea/Convenzione costituente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo un MFE unito, all'interno del quale possono determinarsi anche posizioni di avanguardia sviluppate quali articolazioni della campagna generale dell'UEF, può svolgere un ruolo di leadership in ambito europeo: indispensabile premessa perchè qualsiasi azione possa conseguire un reale obiettivo di natura politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lodo su cui costruire il percorso che, unitariamente, possa condurci al congresso nazionale della prossima primavera è stato già stato ampiamente abbozzato. Ora sta alle persone di buona volontà percorrere la strada giusta; e lo sarà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleoene, 24 ottobre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-6640380156823034276?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/6640380156823034276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=6640380156823034276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6640380156823034276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6640380156823034276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/dibattito-di-firenze.html' title='Dibattito di Firenze'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-7764480210628104271</id><published>2008-12-14T14:52:00.002+01:00</published><updated>2009-09-17T22:56:04.247+02:00</updated><title type='text'>Damnatio memoriae</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 20 ottobre 2008 si è spento, alla veneranda età di 98 anni, Vittorio Foa. Tra i numerosi commenti di quei giorni uno rappresenta, meglio di tutti gli altri, la decadenza dei tempi, l'oblio della memoria e l'ingratitudine del paese: «Uomo di sinistra, ma che non fu mai comunista».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con questa semplice, quanto apparente innocua affermazione si sostiene l'idea che la sinistra storica italiana, e non solo, sia stata sostanzialmente di ispirazione leninista, con poche anime belle che siano riuscite a contenere la subdola influenza del partito comunista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il contributo nella lotta antifascista prima e nell'edificazione dei valori e dei principi repubblicani poi furono oggetto dell'impegno di tanti italiani che si riconobbero nei principi e nei valori del Movimento Giustizia e Libertà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo Rosselli fu leader e animatore del gruppo prima di essere ucciso, il 9 giugno del 1937, insieme al fratello Nello a Bagnoles-de-l'Orne, luogo di soggiorno termale della bassa Normandia, da miliziani di una formazione eversiva della destra francese. Il delitto avvenne su mandato dei servizi segreti fascisti guidati da Galeazzo Ciano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1929, con ispiratore del gruppo Gaetano Salvemini, a Parigi nasce il Movimento rivoluzionario e insurrezionale in grado di riunire tutte le formazioni non comuniste che intendevano combattere e porre fine al regime fasciata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto gli ideali del risorgimento si riuniscono, socialisti, repubblicani e democratici. Contrasteranno la propaganda di regime durante il ventennio; combatteranno con i repubblicani nella guerra civile spagnola; parteciperanno alla resistenza con bande partigiane gielliste, secondo solo a quelle garibaldine riconducibili al Partito comunista, per fondare poi, nel 1943, il Partito d'Azione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio Foa aderisce al Movimento Giustizia e Libertà giovanissimo. E' arrestato a Torino nel 1935 e condannato dal tribunale speciale fascista a 15 anni di reclusione. Nel 1943, da poco libero dalle galere fasciate, partecipa alla nascita del Movimento Federalista Europeo presso l'abitazione milanese di Mario ed Alberto Rollier.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da pagina 171 della biografia di Piero Graglia ad Altiero: «Vittorio Foa, appena liberato dal carcere e partecipante alla riunione federalista, vi era stato trascinato con amichevole fermezza da Leone Ginzburg: «rivedrai Ernesto Rossi, conoscerai [Franco] Venturi e Altiero Spinelli, ne vale la pena». Una sfacchinata per il giovane Foa, ancora sofferente per la lunga detenzione a Castelfranco Emilia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla riunione di Milano non riuscii a capire nulla. Dai verbali risulta che parlavano alto, sui principi da riaffermare e servire con l'azione, ma io sentivo solo stanchezza e fame. A mezzogiorno portarono un sobrio spuntino: in ogni piatto c'erano due belle sardine fritte e una fetta di pane. Mangiai subito la polpa dei due pesci e poi mangia le code, le teste e infine anche le lische. Quando Leone passò con un piatto per le teste e lische vide il mio piatto vuoto, capì e rise. E risero anche gli altri. (1)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sempre Foa non ricorda, stranamente, la presenza di Colorni a Milano, e il suo giudizio è, a distanza di anni, scettico sul peso effettivo del federalismo sul movimento resistenziale:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La memoria di quella riunione federalista a Milano mi pone delle domande: quali erano le radici di discorsi alti di quel convegno, la lotta contro militarismo, nazionalismo, dispotismo, guerra? Erano nelle vicende degli anni Venti e Trenta, cioè nella presenza fascista oppure bisognava risalire nel tempo? E, su un piano personale, che significato aveva per me un così alto dibattito? E infine, che influenza ha avuto il movimento federalista sul partito d'azione? (1)»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la FIOM, nel 1949, Foa entrò nella segreteria nazionale della CGIL accanto a Giuseppe di Vittorio. Nel 1964 fu dirigente del PSIUP. Dal 1969 collaboro con il Manifesto. In seguito entrò in Democrazia Proletaria, per poi ritirarsi all'insegnamento con una cattedra di Storia contemporanea sino a quando, nel 1987 fu eletto senatore come indipendente nella lista del PCI.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una sua intervista per Il Messaggero dell'agosto 2006 dichiara: «Sarebbe ora di finirla con questa damnatio memoriae per cui la storia del Novecento ruota intorno ai comunisti, agli ex comunisti e ai comunisti o filocomunisti pentiti. C'è una grande storia che è stata rimossa: quella degli antitotalitari democratici e liberali - anticomunisti e antifascisti - che non hanno avuto bisogno di rivelazioni tardive, di omissioni generalizzate e di compiacenti assoluzioni». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questa grande storia rimossa fanno parte, a pieno titolo, i federalisti europei. Sta a noi, con orgoglio e senza timore dello scandalo, rinnovare gli ideali in propositi, i valori in precisi obiettivi politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleoene, 28 ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Vittorio Foa, Il cavallo e la torre, Torino, Einaudi, 1991, p.129, 130&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-7764480210628104271?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/7764480210628104271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=7764480210628104271' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7764480210628104271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7764480210628104271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/damnatio-memoriae.html' title='Damnatio memoriae'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-2317525120247604762</id><published>2008-12-14T14:42:00.003+01:00</published><updated>2009-07-24T19:57:00.820+02:00</updated><title type='text'>Europa e stati totalitari</title><content type='html'>Campoleoene, 13 novembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il concetto di Europa, luogo geografico e politico, è utilizzato da tutti coloro che possiamo, a rigor di logica, definire europeisti. Mais transgenico? Un problema europeo. Precariato salariale? Un problema europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incendi estivi? Un problema europeo. Subcultura calcistica ed ordine pubblico? Un problema europeo. Papà ha perso l’aereo? Ovviamente, anche in questo caso, il problema non può che essere europeo. Una prospettiva nella quale l’Europa è svilita alla funzione di cacio sui maccheroni, buona con qualsiasi minestra e per ogni sugo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Discettare su questioni pseudo politiche che si collocano al di fuori del quadro teorico e culturale del federalismo militante è, quasi sempre, un esercizio sterile e fine a se stesso. Nella peggiore delle ipotesi si rischia di dire castronerie, nella migliore di rimestar acqua nel mortaio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo ad esempio la visione, tutta europeista, dell’Europa come risposta storica al nazifascismo. Apparentemente sembrerebbe un’affermazione animata dal più comune buon senso. Se invece è letta attraverso i principi teorici del federalismo autonomista ci appare in tutta la sua parzialità e contraddittorietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il federalismo, nella sua dimensione politica e affatto utopistica - così come definito nel Manifesto di Ventotene - è la risposta alla crisi degli stati nazionali. Più precisamente, è un progetto di azione finalizzato alla creazione dell’unione politica del vecchio continente su basi statuali e federali quale unico possibile antidoto alla crisi della civiltà moderna: il nazionalismo disconosce il principio di libertà secondo il quale l'uomo non deve essere un mero strumento altrui, ma un autonomo centro di vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto l’ideologia liberale quanto quella socialista sono fallaci proprio ed in quanto negatrici, nelle loro rappresentazioni nazionali, dei diritti di libertà dell’individuo. Il prodotto storico della convivenza umana, sia esso in una visione conservatrice che progressista, resta sempre ed in ogni caso la nazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale prospettiva tanto il nazifascismo (nazionalsocialismo tedesco e fascismo italiano) quanto il marxismo leninismo prima e lo stalinismo poi (ambedue espressioni reali dell’ideologia comunista) rappresentano la degenerazione totalitarista della visione ideologica nazionale. Pur proclamando diritti sociali, economici e politici, tali regimi, nei fatti, ledono i fondamentali diritti di libertà. Il totalitarismo, sia fascista che comunista, è espressione estrema del nazionalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo dice chiaramente il Manifesto: “Un’Europa libera ed unità è premessa necessaria del potenziamento della civiltà moderna di cui l’era totalitaria rappresenta un arresto”. Inoltre nelle Tesi politiche uscite dalla riunione milanese dell’agosto 1943 (atto di fondazione del Movimento) si legge: “Indipendenza nazionale, libertà, socialismo saranno vitali e benefiche solo se avranno come premessa – e non semplicemente come conseguenza – la federazione, vale a dire un ordinamento politico che garantisca la pace e la giustizia internazionale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il federalismo militante (pensiero ed azione) nasce durante la lotta di liberazione e si qualifica come componente essenziale della resistenza europea. Ma come ha chiarito Noberto Bobbio non è né la risposta al nazifascismo né, tanto meno, guerra per un nuovo assetto sociale, ma una visione politica che deve inventare il futuro (1). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ quindi evidente come, in una prospettiva più organicamente federalista, il concetto di Europa non può che essere considerato quale risposta alla crisi dello stato nazionale, sia esso democratico/liberale che trasfigurato nelle sue rappresentazioni totalitarie (la distinzione in fasciste o comuniste è cosa rilevante sole ed in quanto intimamente commisurabili). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 13 novembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Noberto Bobbio, Il Federalismo nel dibattito politico e culturale della resistenza, in Manifesto di Ventotene, Il Mulino, 1991. &lt;br /&gt;"I motivi ispiratori della resistenza europea si possono disporre su tre livelli: secondo che si consideri come guerra contro il fascismo, e in genere contro il dispotismo in nome della democrazia, come guerra per un nuovo assetto sociale contro ogni forma di restaurazione dell’antico regime. L’ideale federalistico si pone su questo terzo livello: la resistenza che deve insieme chiudere e aprire, distruggere per costruire, essere negazione non in senso formale ma in senso dialettico. Che non deve limitarsi a vincere il presente ma deve inventare il futuro. Il federalismo fu, ed è tuttora, una di queste invenzioni storiche. Per questo è legato a quel momento creativo della storia che fu la resistenza europea.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-2317525120247604762?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/2317525120247604762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=2317525120247604762' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2317525120247604762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2317525120247604762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/131107-europa-e-stati-totalitari.html' title='Europa e stati totalitari'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-6755448477742786931</id><published>2008-12-14T14:37:00.001+01:00</published><updated>2009-07-24T20:11:22.136+02:00</updated><title type='text'>Ziller: innovazioni nel TdL</title><content type='html'>Campoleone, 14 dicembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione della presentazione del suo libro “Il nuovo Trattato europeo”, edito da “Il Mulino” (Agenzia della stampa estera, 13/12/07, Roma) Jacques Ziller ha messo in evidenza come nel Trattato di Lisbona esistano anche delle clausole evolutive rispetto a quanto già previsto dal Trattato costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’innovazione del 2007 consiste nell’inserimento dell’Unione economica e monetaria (Uem) con l’euro, tra gli obiettivi dell’Unione (art. 3 Tue modificato, ex art. I-3 del Trattato costituzionale). La questione non è solo simbolica, anzi. D’ora in poi per l’Uem e l’euro sarà possibile utilizzare, se necessario, la cosiddetta clausola di flessibilità per colmare le lacune dei trattati che dovessero emergere nel settore (art. 308 del trattato Ce modificato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ziller ha concluso sottolineando come la novità rispetto al Trattato costituzionale abbia una rilevanza non solo giuridica. Potrebbe essere il segno di un rinnovato clima politico, oltre che una decisa presa di posizione a difesa della moneta unica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’incontro, promosso dalla Rappresentanza in Italia della Commissione europea, sono intervenuti anche Piero Fassino, Giuliano Amato e Franco Frattini. Tutti e tra hanno fornito spunti e valutazioni di un certo interesse su cui spero di poter ritornare quanto prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-6755448477742786931?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/6755448477742786931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=6755448477742786931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6755448477742786931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6755448477742786931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/ziller-innovazioni-nel-tdl.html' title='Ziller: innovazioni nel TdL'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-1036252706762151460</id><published>2008-12-14T14:30:00.006+01:00</published><updated>2009-07-24T19:44:48.004+02:00</updated><title type='text'>Fassino Multilaterale</title><content type='html'>Campoleoene, 9 novembre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chiunque sia uno specialista è, a rigor di termini, un idiota” – George&lt;br /&gt;Bernard Shaw, Il manuale del rivoluzionario, da Uomo a superuomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al traghettatore dei Democratici di sinistra occorre trovare una nuova collocazione. Non è più segretario per estinzione del partito. Non può aspirare ad un Ministero da rimpasto stante la perseveranza con cui Prodi tiene dritta la barra delle governabilità. Non sono in vista elezioni amministrative che potrebbero garantirgli un remunerativo (politicamente, si intende) incarico da Sindaco o Presidente di Regione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La presidenza e le vicepresidenze della Camera dei deputati sono già stabilmente occupate. La stessa cosa si dica per le pur sempre prestigiose commissioni parlamentari. Si aggiunga, infine, che il vice-presidente, Franco Frattini, non sembra intenzionato certo a lasciar spazio e poltrona. Voci di corridoio confidano che all’apertura di ogni seduta della Commissione egli reciti stentoreo: hic manebimus optime!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ pur vero che ultimamente il segretario dei DS ci aveva un po’deluso. Aveva promesso valanghe di firme apposte sulla petizione referendaria. Non si è visto alcun effetto, tanto meno valanga, in seguito alla solerte quanto tardiva adesione alla campagna. A sua parziale giustificazione si potrebbe evidenziare che la costituzione era defunta una paio d’anni prima ad opera del prode Chirac e che la peregrina idea della convocazione di un referendum paneuropeo appartenesse al mondo incantato delle fiabe. Avrà sbagliato, certo, ma tutti possiamo aspirare al perdono, tanto più se in ballo c’è il futuro professionale di un galantuomo. Ed allora, che fare? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pensarci bene una soluzione ci sarebbe! La buona, cara e vecchia Europa può venirci in soccorso. Solo lei potrà aiutarci a trovar soluzione al rebus occupazionale di Piero. Il problema è presto risolto. Un bel posto da inviato speciale in Birmania per l’Alto rappresentante Ue per la politica estera è proprio quello che ci vuole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che non è comprensibile è perché infierire con un contratto a progetto sulle aspirazioni professionali del neo assunto. Una delega di competenza generalista, da inviato e basta, non condita dall’appellativo di speciale, non avrebbe comportato pericolo di sorta. E’ notorio che il delegante, Javier Solana, conta quanto un tre di briscola sulla scena politica internazionale. La qualificazione di speciale (per una singola e particolare questione o affare), si sarebbe più acconciamente potuta evitare. Ma in fin dei conti “è uguaglio”. Chi vuoi che ci faccia caso. Anzi, perché non chiamarlo un inviato “molto” speciale … “Punto... due punti! Ma sì, fai&lt;br /&gt;vedere che abbondiamo, adbondandis adbondandum”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-1036252706762151460?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/1036252706762151460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=1036252706762151460' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1036252706762151460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1036252706762151460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/fassino-multilaterale.html' title='Fassino Multilaterale'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-7443472369200343926</id><published>2008-12-14T14:28:00.003+01:00</published><updated>2009-09-17T22:45:55.568+02:00</updated><title type='text'>Yankee, go home!</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra va incontro a tutte le esigenze, anche quelle pacifiche. Bertolt Brecht, Madre Courage e i suoi figli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una fase cruciale nel complesso panorama delle relazioni internazionali, in cui si afferma, per assoluta necessità e pertinenza, la proposta della costituzione di una solida federazione europea, dotata di tutti gli attributi necessari che la rendano capace di essere un attore globale nel settore della politica estera e di difesa, nessun documento o qualsiasi voglia considerazione che abbia un minimo di costrutto logico (nota, circolare, comunicato stampa, articolo, lettera ai militanti, telegramma, ecc.) è stata assunta dai dirigenti del Movimento in nome e per conto degli associati, e fatta circolare sugli opportuni canali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci troviamo di fronte ad una colpevole latitanza - il dolo non vogliamo nemmeno prenderlo in esame - che si commenta da sola, senza alcun bisogno di aggiungere altre considerazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto alle mie opinioni, credo siano note e di non particolare rilievo. Da militante federalista sono convinto che gran parte del mio pensiero appartenga ad un patrimonio di analisi e di proposte collettive che non necessita di essere pedissequamente riproposto in ogni sede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 20 agosto 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-7443472369200343926?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/7443472369200343926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=7443472369200343926' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7443472369200343926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7443472369200343926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/yankee-go-home.html' title='Yankee, go home!'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-7352599484497380435</id><published>2008-12-14T14:25:00.004+01:00</published><updated>2009-09-17T22:39:49.661+02:00</updated><title type='text'>Umiliati i liberisti e gli antistatalisti</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Crisi finanziaria. I fondi mutualistici Usa trascino giù borse ed imprese di tutto il mondo. Osservatori sprovveduti sostengono che gli americani hanno abdicato al loro ruolo egemone e che sono ormai incapaci di esercitare un ruolo di governo nell’economia globale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antistatalisti di destra confidano nel ruolo salvifico del mercato. Antistatalisti di sinistra guardano con malcelata soddisfazione alla fine dell’impero a stelle e strisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A nulla sono servite le potenti iniezioni di liquidità operate dalle banche centrali. E stato sufficiente che Il vecchio, esausto ed ormai impotente stato americano annunciasse un intervento senza precedenti, per ridare fiducia ai mercati, con effetti dirompenti ed inaspettati in tutto il pianeta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lancio di un piano che potrebbe arrivare a valere dieci volte quello Marshall ha consentito anche alla borsa di Mosca di riaprire i battenti, dopo due giorni di chiusura per eccessi di ribassi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I liberisti sono stati umiliati dal primato della politica. Il ruolo sovrano dello stato si sono ripreso la rivincita sulla fantapolitica di chi sostiene un nuovo ordine economico fondato su una democrazia cosmopolita affidata alle logiche tecnocratiche degli organismi economici mondiali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se dovesse toccare agli europei? In assenza di un’autorità statale (la federazione europea) in grado di garantire la solvibilità del debito pubblico, i politici del vecchio continente sarebbero del tutto impotenti, ma sicuramente pronti, senza timore di sfidare il ridicolo, a chiedere servilmente aiuto allo zio d’America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 19 settembre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-7352599484497380435?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/7352599484497380435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=7352599484497380435' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7352599484497380435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7352599484497380435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/umiliati-i-liberisti-e-gli.html' title='Umiliati i liberisti e gli antistatalisti'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-709253461659501871</id><published>2008-12-13T19:16:00.005+01:00</published><updated>2008-12-13T19:59:19.523+01:00</updated><title type='text'>Referendum ed Unione europea</title><content type='html'>Campoleone, 16 febbraio 2007 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREMESSSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In occasione del convegno svoltosi presso l’Istituto universitario europeo di Firenze il 9 febbraio scorso, è stata rilanciata la proposta di un referendum consultivo per la ratifica del Trattato costituzionale (TCE) emendato da indirsi in concomitanza con le elezioni europee del 2009. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In generale il referendum è considerato sia quale istituto perfetto di democrazia diretta quanto pericoloso strumento a rischio di manipolazioni (1). Inoltre, può trovare applicazione sia nei processi di innovazione costituzionale e legislativa(2) o, in alternativa, essere utilizzato a presidio della conservazione dell’ordinamento dello stato(3). Questioni di assoluta rilevanza ma che non  sono trattate in tale sede. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COME INTRODURRE IL REFERENDUM EUROPEO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A livello europeo l’istituto referendario non è contemplato nei trattati vigenti TUE. Per poterne prevedere l’introduzione si possono avanzare due macro ipotesi potenzialmente percorribili precedute da tre considerazioni pregiudiziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Qualsiasi ipotesi di referendum europeo deve trovare una sua precisa base giuridica. L’eventuale natura consultiva non riduce certo la necessità di individuare e/o introdurre norme cogenti nell’ordinamento comunitario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) La seconda considerazione pregiudiziale esclude la possibilità di utilizzare lo strumento delle cooperazioni rafforzate per l’introduzione dell’istituto referendario in quanto in contrasto con qualsiasi atto che non rispetti le basi giuridiche dell’Unione o in ogni caso contrario al diritto comunitario art. 43 TUE, par. b (4).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Terza ed ultima considerazione è quella sulla auspicata natura consultiva(5)in evidente contrasto con l’introduzione dell’istituto a conclusione del processo di revisione dei trattati ed in stretto rapporto con l’adozione degli stessi. I referendum consultivi si caratterizzano per essere uno strumento ex-ante ben poco compatibile con l’espressione di una volontà ex-post che non può che essere di tipo confermativo. Non è un caso che, dove previsti, i referendum in tema di adozione di trattati e di modifiche costituzionali sono a carattere confermativo.  Invece i consultivi, così come quello previsto per la ristrutturazione del territorio federale dei Länder(6)o per la fusione e creazione di nuove Regioni nel territorio italiano (7), tendono a raccogliere il consenso dei cittadini all’avvio di un processo politico e su una o più opzioni di proposta legislativa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRIMA IPOTESI – CONFERENZA INTERGOVERNATIVA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima ipotesi vuole seguire la procedura intergovernativa a suo tempo avveratasi per l’introduzione delle elezioni a suffragio universale diretto al Parlamento europeo (8). La procedura di modifica dei trattati, che trova applicazione nell’art. 48 TUE, prevede la proposta di modifica per iniziativa di uno stato membro o alla Commissione e la convocazione, da parte del Consiglio, di una Conferenza intergovernativa (Cig). Gli emendamenti prendono di regola il nome di trattato o atto ed entrano in vigore dopo essere stati ratificati da tutti gli stati membri conformemente alle loro rispettive norme costituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’attualità politica sembrerebbe sconsigliare tale strada. Siamo al culmine di un’acuta fase di crisi comunitaria aperta proprio dall’esito negativo del referendum confermativo sulla ratifica TCE svoltosi in Francia nel maggio 2005. In realtà, a ben guardare, uno spiraglio potrebbe aprirsi proprio in occasione dell’eventuale apertura di una nuova Cig che dovrebbe portare all’elaborazione di un nuovo progetto di trattato. Il Consiglio europeo del prossimo 21 e 22 giugno 2007 potrebbe decidere non solo la convocazione di una nuova Cig ma anche il relativo mandato negoziale che, con buona probabilità, sarà tanto più ristretto, quanto più si voglia salvare la sostanza innovativa del TCE. In questa sede i capi di stato e di governo potrebbero invitare la Cig a definire le modalità di introduzione dello strumento referendario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale prospettiva l’attuale art. IV-447 TCE relativo alla ratifica e entrata in vigore del trattato potrebbe contenere un emendamento che reciti: il presente trattato entrerà in vigore successivamente alla celebrazione di un referendum confermativo al cui voto saranno chiamati tutti i cittadini europei degli Stati membri che abbiano provveduto a depositare gli strumenti di ratifica. Una tale formulazione non potrebbe in ogni caso derogare alle disposizioni costituzionali nazionali di ratifica in tema di trattati. In tal caso qualsiasi delega di sovranità sarebbe incostituzionale (9). Quindi la ratifica andrebbe in capo alle procedure degli ordinamenti costituzionali nazionali, mentre l’entrata in vigore sarebbe subordinata al consenso della maggioranza dei cittadini degli stati membri che hanno ratificato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La base giuridica sarebbe così definita ma con l’evidente risultato di aver complicato a dismisura il processo di adozione delle nuove norme, e più precisamente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) In almeno due stati membri Irlanda e Danimarca (e forse in Francia, Spagna e negli altri Stati membri che volessero utilizzare od introdurre all’uopo un referendum di ratifica) si svolgerebbero almeno due referendum: uno nazionale di ratifica ed uno europeo per la successiva entrata in vigore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Inoltre, qualora avessimo raggiunto o la totalità delle ratifiche nazionali o il quorum per l’entrata in vigore così come ad esempio previsto per la Legge fondamentale tedesca (10), novità probabilmente ben più importante dell’introduzione del referendum stesso, avremmo, di fatto, raggiunto l’obiettivo politico dell’adozione dell’atto. A quale scopo introdurre un ulteriore passaggio ex-post di natura referendaria? Il comune buon senso vorrebbe che fosse decisamente evitato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) D’altro canto far precedere il deposito degli strumenti nazionali di ratifica da un referendum europeo sarebbe cosa quantomeno originale in quanto non potrebbe impegnare preventivamente la libera volontà delle assemblee o dei cittadini degli stati membri. Anzi si rischierebbe di aprire un conflitto tra due distinte volontà popolari, quella nazionale e quella europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SECONDA IPOTESI – REFERENUM NAZIONALI CONCOMITANTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa seconda ipotesi trova conforto in una sorta di dichiarazione solenne in cui i 27 capi di stato e di governo si impegnino unanimemente alla ratifica nazionale per via referendaria da tenersi in occasione delle elezioni del 2009. In pratica ci troveremmo di fronte a 27 referendum consultivi nazionali che, per il sol fatto di tenersi nello stesso giorno, trasformerebbero la ratifica da nazionale in europea. Orbene, per procedere alla ratifica referendaria, la stragrande maggioranza degli Stati membri dovrebbe introdurre nuove norme legislative nei propri ordinamenti nazionali. Alcuni potrebbero aderire all’ipotesi del referendum europeo ed altri no, andando così a depotenziare fortemente la valenza politica dell’istituto. Vediamo il caso dell’Italia, della Germania e della Francia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL CASO ITALIANO&lt;br /&gt;L’Italia dovrebbe prevedere norme di rango costituzionale così come fatto per il referendum consultivo sul potere costituente al Parlamento europeo, svoltosi nel 1989 (Legge cost. 1/89). In questo caso però l’istituto referendario non sarebbe più occasionale, come per l’89, ma potrebbe prevedere una modifica permanente della costituzione italiana in tema di ratifica dei trattati internazionali e l’introduzione di un articolo europeo sul modello della costituzione, francese, tedesca.&lt;br /&gt;Attualmente la questione è disciplinata implicitamente dall’art. 11 sulle limitazioni di sovranità per i trattati finalizzati a salvaguardare la pace, ed esplicitamente con l’art. 80, che dispone l’autorizzazione parlamentare alla ratifica e dall’art. 87 sui poteri del Presidente della Repubblica. Per completezza è opportuno ricordare che l’art. 75 non ammette il referendum abrogativo sui trattati internazionali stessi, articolo, che, nell’ipotesi di modifica, dovrebbe contenere un nuovo comma sul referendum confermativo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviante il nostro paese, per poter procedere alla ratifica per via referendaria in occasione delle elezioni europee della primavera del 2009, dovrebbe adottare la nuova norma costituzionale entro la fine del 2008. La relativa proposta di legge costituzionale dovrebbe essere presentata al&lt;br /&gt;massimo per settembre del 2007, sperando che in 12/16 mesi sia possibile concluderne l’iter legislativo, stante la doppia lettura successiva a distanza non minore di 3 mesi (art. 138). Va da se che a questo punto la dichiarazione solenne dei 27 capi di stato e di governo, che si impegnano&lt;br /&gt;alla contemporanea ratifica referendaria, dovrebbe essere sottoscritta al massimo entro la fine del 2007. Da aggiungere, infine, che qualora la legge costituzionale italiana non fosse approvata con la maggioranza dei due terzi, nella seconda votazione, da ciascuna delle Camere, la legge stessa&lt;br /&gt;che introduce il referendum consultivo in tema di trattati internazionali potrebbe essere sottoposta ad un referendum popolare confermativo. In un caso del genere, dando per scontato che gli italiani votino si alla modifica della costituzione, la promulgazione delle nuove disposizioni costituzionali&lt;br /&gt;slitterebbe a non prima del 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL CASO TEDESCO&lt;br /&gt;La Germania si troverebbe in condizioni del tutto simili a quelle italiane. Le limitazioni di sovranità sono esplicitamente previsti dall’art. 23 (Unione europea) della Legge fondamentale (11). Qui è disciplinata la procedura per l'istituzione dell'Unione Europea, per le modifiche delle norme dei trattati, mediante le quali la Legge fondamentale è modificata o integrata nel suo contenuto. In tali casi trova applicazione l'art. 79 sulla modifica della Legge fondamentale che deve prevedere una legge di revisione costituzionale che necessita dell'approvazione dei due terzi dei membri del Bundestag e dei due terzi dei voti del Bundesrat.&lt;br /&gt;In Germania la ratifica dei trattati segue le procedure legislative ordinarie così come previste dall’art. 59 sulla rappresentanza della federazione. Tanto in materia di ratifica che di modifica della legge fondamentale non è previsto l’istituto referendario che potrebbe essere eventualmente introdotto solo con le procedure ex art. 79 e con specifico emendamento all’art. 23.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL CASO FRANCESE&lt;br /&gt;Ovviamente la Francia potrebbe indire un nuovo referendum così come previsto dall’art. 11 della Costituzione francese del 4 ottobre 1958 che affida al Presidente della repubblica il potere di sottoporre a referendum i progetti di legge (ordinari) in materia di ratifica di trattati. Non vi è nessun obbligo di indire un referendum ed inoltre il Presidente può procedere su proposta o del governo o congiunta delle due assemblee. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma vale la penna notare come la Francia, abbia già modificato il titolo XV della propria Costituzione “Delle comunità e dell’Unione” (artt. da 88-1 a 88.7) con legge costituzionale del 1 marzo 2005 che ha preceduto di pochi mesi la successiva bocciatura del TCE nel referendum costituzionale del 28 maggio 2005 (12). La revisione della Costituzione è sottoposta sempre a referendum tranne nel caso in cui la legge di modifica è adottata con la maggioranza dei 3/5 (art. 89). Tale procedura è normata dall’art. 54 che prevede che qualora il Consiglio costituzionale dichiari che un impegno internazionale contenga clausole contrarie alla Costituzione, l’autorizzazione alla ratifica può intervenire solo dopo revisione della Costituzione stessa. Pertanto l’attuale titolo XV della costituzione francese sarà applicabile solo dopo l’entrata in vigore del TCE stesso (13). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da rilevare infine che con la modifica del titolo XV è stata introdotta una nuova fattispecie referendaria in tema di trattati. L’art. 88-7 prevede, infatti, che il Presidente della repubblica deve convocare un referendum confermativo quando il trattato da ratificare sia relativo all’adesione di un nuovo Stato all’Unione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1)Giuseppe Renzi, La democrazia diretta, 1995, Adelphi - Antonio Labriola, Contro il referendum, 1998, Datanews)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2)In Francia ha trovato ampia applicazione. 13 ottobre 1946 referendum sulla Quarta repubblica. 15 ottobre 1958 referendum sulla Quinta repubblica semipresidenziale. 28 ottobre 1962 referendum sull’elezione diretta del Presidente della repubblica .28 aprile 1969 bocciatura referendum costituzionale e dimissioni di De Gaulle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(3)In Italia l’Assemblea costituente si orientò su questa seconda ipotesi, così come sostenuta da Costantino Mortati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(4)TUE art. 43, paragrafo b, a condizione che la cooperazione rispetti i suddetti trattati, nonché il quadro giuridico unico dell’Unione. Disposizione restrittiva confermata e meglio chiarita negli art. da III-416 a III-423 del TCE &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(5)Sull’attività consultiva. Costantino Mortati, Istituzioni di diritto pubblico I, CEDAM, Padova 1975, pag 260. L’attività consultiva consiste nel fornire agli organi deliberanti elementi valutativi delle circostanze sulle quali si deve fondare la decisione, onde supplire all’eventuale mancanza di sufficienti conoscenze tecniche in ordine ad essere da parte degli organi stessi, o comunque nell’agevolare la formazione della loro convinzione intorno al modo di soddisfare l’interesse pubblico di cui devono aver cura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(6)Art. 29 – Ristrutturazione del territorio federale - Legge fondamentale per la Repubblica federale di Germania, 23 maggio 1949 -  http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/materiali/normativa/file/costituzionetedesca.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(7) Art. 132 – Costituzione della Repubblica italiana - http://www.quirinale.it/costituzione/costituzione.htm&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(8) La Conferenza al vertice di Parigi del 9 e 10 dicembre 1974 stabilì che si sarebbero dovute tenere elezioni dirette a partire dal 1978 ed invitò il Parlamento europeo a presentare una proposta in merito. Nel gennaio 1975 il Parlamento approvava un nuovo progetto, sulla base del quale, e dopo aver superato talune divergenze, i capi di Stato e di governo raggiungevano un accordo il 12 e 13 luglio 1976. La decisione e l'Atto relativo alle elezioni europee a suffragio universale diretto furono firmati a Bruxelles il 20 settembre 1976. Dopo la ratifica di tutti gli Stati membri, il testo è entrato in vigore il 1 luglio 1978. Le prime elezioni hanno avuto luogo il 7 e il 10 giugno 1979.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(9)A questo proposito può essere opportuno ricordare l’art. 20 della Legge fondamentale tedesca sui fondamenti dell’ordinamento statale e sul diritto di resistenza che recita al comma 2: Tutto il potere emana dal popolo. Esso è esercitato dal popolo per mezzo di elezioni e di votazioni e per mezzo di organi speciali previsti di potere legislativo, esecutivo, giudiziario. Ed al comma 4: Tutti i tedeschi hanno diritto di resistere a chiunque tenti di rovesciare questo ordinamento, qualora non vi sia altro rimedio possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(10)Art 144 – Ratifica della Legge fondamentale, comma 1 – La presente Legge fondamentale deve essere approvata dalle assemblee rappresentative di almeno due terzi del Länder tedeschi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(11)Legge fondamentale per la Repubblica federale di Germania, 23 maggio 1949 http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/materiali/normativa/file/costituzionetedesca.html&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(12)Costituzione del 4 ottobre 1958. Testo che risulta, in ultima analisi, dalle leggi costituzionali del primo marzo 2005 in modifica del titolo XV della Costituzione e relative alla Carta dell’Ambiente. http://www.assemblee-nationale.fr/italiano&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;(13)L’articolo 88-1 al comma 2 cita espressamente il TCE: (La Repubblica) può partecipare all’Unione europea nelle condizioni previste dal Trattato che istituisce una Costituzione per l’Europa firmato il 29 ottobre 2004.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-709253461659501871?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/709253461659501871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=709253461659501871' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/709253461659501871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/709253461659501871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/referendum-ed-unione-europea.html' title='Referendum ed Unione europea'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-2955101301197189094</id><published>2008-12-13T19:02:00.003+01:00</published><updated>2008-12-14T11:10:31.499+01:00</updated><title type='text'>Intervento al congresso MFE</title><content type='html'>Campoleoene, 1 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intevento al Congresso MFE del 2/4 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Negli ultimi venti anni, i primi a proporre una costituzione europea sono stati coloro che la volavano non per fare l’Europa che mancava, bensì per impedirne il suo completamento o per disfare un preteso eccesso di Europa.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Citazione da Europa una potenza attiva di Tommaso Padoa Schioppa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel congresso di Firenze del 2003 si è consumata la frattura del movimento sulla base di due contrastanti analisi dell’attuale fase del processo storico, indispensabile premessa per l’elaborazione di un’efficace linea strategica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La dirigenza di allora, che ancora oggi sopravvive a se stessa, ritiene che esista una sorta di occasione permanente dove le dinamiche sociali ed economiche dell’interdipendenza globale renderanno sempre più favorevole l’obiettivo della Federazione europea. Il ruolo strategico per l’MFE è pertanto quello di accompagnare il processo che tenderà, in ogni caso, ad avanzare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’elaborazione proposta da Alternativa Europa, nega la strategia gradualista, e ritiene che qualunque riforma parziale e non statuale sia un inganno che maschera l’involuzione del processo. In questo scenario il salto federale potrà compiersi, in un momento di crisi e grazie ad un’avanguardia rivoluzionaria che avrà preparato il terreno, con un supremo atto di volontà politica che sancirà la cessione della sovranità nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2003 molti amici federalisti accolsero la proposta dei dirigenti facendo appello ad una visione più pragmatica delle cose. Ritenevano che ci fossero le condizioni per partecipare e battersi attivamente all’interno della Convenzione di Bruxelles. D’altro canto la strategia di entrata/uscita, così come definita dallo stesso Albertini ci avrebbe consentito, qualora i risultati fossero stati insoddisfacenti, di uscire dal dibattito e denunciare con fermezza le soluzioni confederali che fossero emerse. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco prima che la Convezione europea licenziasse il testo dell’ermafrodito trattato costituzionale, alcuni di questi amici, preoccupati per le soluzioni intergovernative e niente affatto federali, pubblicarono un appello che così si concludeva:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Il compito della convenzione è quello di indicare con chiarezza la via verso la costituzione dell’Unione federale europea, per l’oggi, non per un futuro indefinito. &lt;br /&gt;Il ruolo dei governi della Francia e della Germania è cruciale e spetta anzitutto a loro, d’intesa con gli altri Paesi fondatori, la responsabilità storica di far compiere all’Unione europea, sul terreno delle istituzioni, il passo decisivo verso il futuro.” &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nessun passo decisivo è stato fatto! Ed i dirigenti del MFE, anche di fronte le palesi ambiguità del testo che andava definendosi, hanno ritenuto che non fosse arrivato il momento né della né denuncia e dell’uscita. Su di loro ricade la responsabilità della progressiva trasformazione del Movimento in una surrettizia organizzazione sempre più protesa verso il collateralismo istituzionalista. Un ruolo dallo spessore impalpabile, quando sia vissuto in maniera permanente, anche per chi, da federalista, si batte all’interno delle istituzioni europee.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strategia dell’ambiguità sta progressivamente avvitandosi su se stessa tra insufficienze organizzative e pasticciate proposte politiche.  Per le prime si vuol porre rimedio con l’introduzione del funzionariato a busta paga. Per le seconde si ripropone il referendum consultivo sull’adozione del nuovo trattato costituzionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal marzo 2006, data in cui è stata adottata la petizione, ad oggi del milione di firme non né risulta raccolta nemmeno una. Coloro che hanno la responsabilità di così magro bottino dovrebbero risponderne al congresso. Ed invece, incuranti del ridicolo, propongono di risolvere le proprie inefficienze assumendo dei professionisti che realizzarono, per loro conto, l’azione politica del movimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ritrovare lo slancio e la convinzione dell’opinione pubblica a sostegno del progetto europeo occorrerebbero parole di chiarezza, e soprattutto di verità. Ed invece si disorientano ulteriormente i cittadini, facendogli credere che abbiano un potere che non hanno, il referendum, per decidere su una cosa che non esiste, la costituzione federale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte alla inesistenza della base giuridica o di un percorso credibile per la sua adozione, ci si appella alla portata evocativa e all’arma di contrasto politico. Se in Italia per sollecitare una nuova legge elettorale qualcuno pensasse di utilizzare l’arma del referendum abrogativo, quando tale istituto non fosse contemplato dall’ordinamento vigente, più che sulla valenza politica della proposta, in molti, si preoccuperebbero della salute mentale degli incauti promotori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Movimento, non essendo un partito, non ha alcuno ruolo da svolgere nella raccolta del consenso sul compromesso politico. Il Presidente Napolitano, con fierezza, ma evidenziando nel contempo l’insufficienza negoziale del nostro governo, intervenendo al Parlamento europeo ha ricordato gli elementi innovativi, dopo il grande allargamento, del Trattato costituzionale. Tutti noi né conosciamo le intrinseche limitazioni, ma è dovere morale di chi ha responsabilità politiche riuscire a portare a casa quel tanto di novità in esso contenute. In tale prospettiva, gli europeisti e i sinceri federalisti che lavorano nelle istituzioni possono sempre contare sulla convergenza tattica del MFE su obiettivi specifici e concordati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il movimento, invece, deve costruire l’alternativa europea alla frammentazione nazionale. Le “Mancanze d’Europa” sono di drammatica attualità. Occorre un’unione politica ed economica fondata sull’integrazione finanziaria, per un’Europa non più oggetto passivo ma soggetto attivo della globalizzazione. E’ improcrastinabile l’esigenza di una politica energetica coerente, sostenuta da una vera politica estera e di sicurezza forte anche degli strumenti militari unitari.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’alternativa europea al costituzionalismo dottrinale si basa su una scelta limpidamente definita del modello statuale federale che, con ogni probabilità, si concretizzerà in un atto di discontinuità rispetto all’attuale modello di integrazione funzionalista, nella nuova dimensione, ideale, culturale e politica degli Stati Uniti nell’Europa, della Federazione nell’Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’alternativa europea alle mancanze dei federalisti vedrà protagonisti tutti coloro che sapranno esaltare tanto l’effettiva indipendenza di giudizio, quale presupposto morale del proprio impegno politico, che rivendicare e rinnovare l’autonomia del movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’alternativa europea al vecchio modello organizzativo funzionariale e stipendiato la potranno vivere solo quelli che vorranno arricchirsi a dismisura, con il costante impegno e con la ferrea volontà nella battaglia per la costituzione dello stato federale europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-2955101301197189094?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/2955101301197189094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=2955101301197189094' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2955101301197189094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2955101301197189094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/intervento-al-congresso-mfe.html' title='Intervento al congresso MFE'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-8714565968071712128</id><published>2008-12-13T18:59:00.002+01:00</published><updated>2008-12-14T11:17:07.759+01:00</updated><title type='text'>Grazie Giorgio</title><content type='html'>Campoleoene, 10 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi associo ai ringraziamenti rivolti al segretario per il duro lavoro svolto in questi anni. Un grazie che credo vada esteso all’impegno dei tanti ragazzi dalla faccia pulita che ha saputo radunare intorno alla sezione di Verona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualora la stagione del “divide et impera”*, della contrapposizione astiosa e del pregiudizio stia per volgere al termine, occorre sperare che egli non vorrà imporre a se stesso quella intransigenza che, più volte, ha avuto modo di riservare a molti di noi. Quella intransigenza che ha accompagnato tanti, troppi dirigenti, in quell’esilio che si sono imposti quando il mutare delle stagioni politiche li ha indotti ad abbandonare incarichi di primo piano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Movimento ha bisogno di tutti i militanti, ma tutti i militanti devono avere il coraggio di “pretendere” il contributo di chi ha retto, nel passato più o meno recente, le sorti dell’organizzazione. Per il futuro, dovremo riuscire a riservare i sentimenti di intransigenza ai nostri unici veri avversari, i nemici della Federazione europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le persone di buona volontà non solo auspicano, ma stanno orientando le proprie energie, senza ipocrisie ed ambiguità, perché la nuova stagione di battaglie, che si annuncia per i prossimi anni, possa vedere protagonista il Movimento che noi tutti vogliamo: unito e solidale nell’azione, ricco ed articolato fin anche nella contrapposizione, ma solo delle idee. Quelle idee che dovrebbero costantemente alimentare il dibattito, la nostra unica vera risorsa e che, da troppo tempo, stiamo trascurando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rinnovare, ancora una volta, il nostro comune impegno i volenterosi tenteranno di far appello più che alle fredde disposizioni delle delibere assembleari o all’interpretazione più o meno ottusa delle regole, a quella magica combinazione di cuore e cervello, di passione e ragione che distingue l’amico dal militante, il socio da chi vive, giorno per giorno, la contraddizione tra i fatti ed i valori come la propria questione personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Divide ed impera. Espressione attribuita a molti, da Filippo il Macedone a Luigi XI di Francia, all’insegna di una gestione del potere basata sulla divisione e il sospetto tra i sudditi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-8714565968071712128?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/8714565968071712128/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=8714565968071712128' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8714565968071712128'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8714565968071712128'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/grazie-giorgio.html' title='Grazie Giorgio'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-3622501261035405493</id><published>2008-12-13T18:56:00.002+01:00</published><updated>2008-12-13T19:56:12.631+01:00</updated><title type='text'>Iniziativa legislativa, competenze, stato</title><content type='html'>Campoleoene, 12 febbraio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le recenti riflessioni di Giulio Tremonti, circa la necessità di attribuire il potere di iniziativa legislativa al Parlamento europeo e al Consiglio, fanno da corollario a quelle di Giuliano Amato sulla necessità di superare il monopolio dell’iniziativa attualmente in capo alla Commissione. La questione potrebbe apparire come una delle tante in tema di risoluzione del deficit democratico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben vedere c’è molto di più. Con tali proposte si mette in discussione il concetto stesso di legittimità negoziale e funzionale dell’Unione (1), limite intrinseco dell’attuale struttura comunitaria, che non viene per nulla scalfito dal Trattato costituzionale, emendato o no che sia. Per molti versi il TCE tende addirittura ad accentuare e meglio chiarire il principio della condivisione delle competenze e delle responsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potere di iniziativa. Monopolio della Commissione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente il potere di iniziativa è di regola in capo alla Commissione. Il TUE è chiarissimo in materia e non è un caso se ogni proposta della Commissione debba indicare anche la base giuridica, cioè l’articolo del trattato che autorizza l’adozione di un determinato atto. Consiglio e Parlamento hanno assoluto rilievo nell’iter legislativo delle proposte della Commissione, ma non hanno capacità di iniziativa, e conseguentemente di proposta politica (2). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il TCE le istituzioni dell’Unione si rafforzano sempre di più nelle loro prerogative negoziali proprio grazie all’estensione del voto a maggioranza e della procedura di codecisione legislativa. In particolare, il TCE attribuisce alla Commissione il potere di iniziativa esclusivo nel quadro della procedura legislativa ordinaria. Nella buona sostanza si accentua la dimensione tecnocratica delle istituzioni a tutto discapito della più auspicabile dimensione democratico/politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziativa legislativa in capo alle assemblee parlamentari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Togliere il monopolio del potere di iniziativa alla Commissione per condividerlo con il Parlamento ed il Consiglio rappresenterebbe un’innovazione di assoluto rilievo e prioritariamente politica. Nel Parlamento si formerebbero maggioranze omogenee su visioni e scelte politiche alternative intorno a specifici provvedimenti legislativi, ad iniziare da quello principe, la legge di bilancio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Commissione si troverebbe nelle condizioni di dover raccogliere i consensi su un’effettiva maggioranza politica trasformandosi così in effettiva compagine governativa ed esecutiva responsabile di fronte al Parlamento ed, in ultima istanza, di fronte ai cittadini europei. Nel processo entrerebbe in gioco anche il Consiglio che, dotato di iniziativa legislativa, si trasformerebbe in vera e propria assemblea senatoriale ad elezione indiretta dei suoi componenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal principio di attribuzione delle competenze enumerate a quello generalista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se l’obiettivo dell’Unione politica volesse essere effettivamente sostenuto andrebbe anche superato l’attuale principio di attribuzione delle competenze enumerate (aree di competenza, istituzioni responsabili e procedure decisionali, obiettivi che le istituzioni devono perseguire), principio confermato e ancor meglio chiarito nell’art. I-11 TCE sui principi fondamentali delle competenze dell’Unione, ed adottato invece il principio di attribuzione di competenze a carattere generale (3). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione quindi non si porrebbe più come per il passato e cioè: quali ulteriori e specifiche competenze attribuire all’Unione. Oggi si dovrebbe discutere di quali competenze di carattere generale attribuire l’iniziativa legislativa al Parlamento, al Consiglio e alla Commissione stessa. Quelle prioritarie dovrebbero essere la competenza economica, la competenza nel settore della politica estera e di sicurezza, la competenza nelle questioni della difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato federale obiettivo ineluttabile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ben pensarci un’organizzazione politica a competenza generalista, con l’iniziativa legislativa riconosciuta alle assemblee elettive (presidio del processo democratico di raccolta e gestione del consenso politico), le cui norme agiscono per potere sovrano in un determinato territorio e per una pluralità di cittadini ivi residenti (popolo), in termini di dottrina si può definire quale stato costituzionale e parlamentare. Ed essendo di natura sussidiaria rispetto a realtà statuali preesistenti si può ulteriormente definire quale stato federale e plurinazionale a carattere strumentale. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La definizione giuridica minima per il riconoscimento della natura federale di un futuro ordinamento europeo non ci aiuta però a comprendere né quando, né con chi, né su cosa è possibile fare il salto. Per trovare risposta a queste domande si dovrebbe prima definire la questione relativa al quadro generale di riferimento, cioè al come. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ possibile fare il salto federale in un gruppo d’avanguardia, nell’attuale dimensione comunitaria a 27, tramite lo strumento delle cooperazioni rafforzate (mai utilizzate sino ad ora) ovvero se è invece indispensabile un atto di discontinuità, rispetto al processo di integrazione/costituzionalizzazione funzionalista, che preveda un’iniziativa di rifondazione politica al di fuori dei trattati esistenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come fare il salto federale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La logica delle cooperazione rafforzate resta essenzialmente funzionale anche nel TCE e si presta ben poco ad introdurre elementi di rottura negli assetti comunitari per il fatto stesso che esse devono rispettare il quadro istituzionale unico e, conseguentemente, l’attuale ripartizione dei poteri fra Consiglio, Parlamento e Commissione. Le novità mirano a facilitarne l’instaurazione, ma solo in settori previsti dai trattati stessi e ad esclusione di quelli militari (4) e della difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto l’art. 43 TUE, comma 1 che l’art. I-44-TCE, comma 1 chiariscono come per instaurare una cooperazione rafforzata si deve in ogni caso far ricorso alle istituzioni, alle procedure ed ai meccanismi previsti dal trattato/costituzione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il che porterebbe ad escludere la possibilità che, in tema di condivisione dell’iniziativa legislativa e/o di introduzione di competenze generaliste e tanto più di utilizzo dello strumento referendario di ratifica, si possano utilizzare le cooperazioni rafforzate stesse. In tale prospettiva il salto federale o si fa tutti e 27 insieme (cosa ormai molto improbabile e al limite dell’impossibile) o con un nuovo atto fondante tra paesi pionieri al di fuori dei trattati esistenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ su queste basi che l’obiettivo dell’unione politica dell’Europa potrebbe trovare soluzione. Successivamente si potrà procedere all’elaborazione di un'effettiva costituzione formale. Allora sì che i federalisti potrebbero dirsi soddisfatti, lasciando alla fantasia di qualche avveduto diplomatico, opportunamente assistito da un affollato team di esperti di marketing, l’irrilevante questione di quale nome dare al testo che né fosse alla base.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1) Legittimità funzionale. Ciò che legittima un ordinamento pubblico come l’Unione da parte dei cittadini risiede nei risultati a vario titolo desiderabili. Il deficit democratico è tollerabile solo ed in quanto il livello europeo è più efficiente di quello nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(2) Eccezioni al monopolio dell’iniziativa già presente nel TUE e che sono confermate nel TCE sono quelle relative agli atti PESC (l’iniziativa è in capo agli stati membri e al ministro degli affari esteri dell’Unione con potere della Commissione residuale, artt. I-40, I-41 e II–299-TCE) e agli atti della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale (potere di iniziativa condiviso tra Commissione e Stati membri art. III-264-TCE). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la loro portata è del tutto secondaria stante la natura intergovernativa della PESC da un alto ed il potere di iniziativa sempre in capo alla sola Commissione, tra le istituzioni comunitarie, nel settore della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale che, con il TCE, verrebbe di fatto comunitarizzata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(3) Tanto l’art. 308 del TUE sui poteri impliciti che l’attività giurisprudenziale della Corte di giustizia non correggono più di tanto il principio enumerativo alla luce della limitazione alla possibilità di adozione di tali azioni al solo completamento del mercato unico. La stessa Carta dei diritti nel TCE è depotenziata nella sua valenza giuridica, sotto il profilo di enunciazione di diritti generalisti, proprio e perché applicabile solo nell’ambito delle competenze enumerate (art. II -111, comma 2 del TCE - “la presente Carta non estende l'ambito di applicazione del diritto dell'Unione al di là delle competenze dell'Unione, né introduce competenze nuove o compiti nuovi per l'Unione, né modifica le competenze e i compiti definiti nelle altre parti della Costituzione). Identiche considerazione possono riguardare l’art. I-18 del TCE relativo alla clausola di flessibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(4) Altra cosa è lo strumento della cooperazione strutturata permanente tra stati membri nel settore militare ex artt. I-41, comma 6 e III-312 del TCE a cui non si applicano le disposizioni previste per la cooperazione rafforzata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-3622501261035405493?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/3622501261035405493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=3622501261035405493' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3622501261035405493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/3622501261035405493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/iniziativa-legislativa-competenze-stato.html' title='Iniziativa legislativa, competenze, stato'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-1846701657062213163</id><published>2008-12-13T18:51:00.004+01:00</published><updated>2008-12-14T11:20:01.850+01:00</updated><title type='text'>Quelli che il referendum</title><content type='html'>Campoleoene, 25 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando non è più tanto alla moda declamare la parola “costituzione”, è partita una vera e propria caccia al tesoro. La vincerà chi riuscirà ad individuare cosa mai possa essere oggetto di un ipotetico referendum europeo. Nelle prossime settimane ne ascolteremo delle belle. La fantasia, coniugata all’approssimazione dei concetti e all’ambiguità delle proposte, ci riserverà grandi ed imprevedibili sorprese. Per intanto, limitiamoci agli sforzi creativi che possiamo, sino ad ora, annoverare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli che il referendum … lo vogliono consultivo e sulla costituzione europea. L’oggetto sembrerebbe essere deceduto nei due passaggi referendari del 2005. Ma costoro, insensibili ad una più accorta riflessione sulle motivazioni etiche dell’accanimento terapeutico, tengono in vita il feticcio convenzionale con la stessa impassibile fede con cui i comunisti tengono in vita Castro e il suo mito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli che il referendum … lo vogliono sul processo costituzionale, così come recita una recente mozione approvata da Camera e Senato. La fecondità creativa che è alla base di tale proposta potrebbe trovare soluzione in un enigma kafkiano, ma è un’ipotesi interpretativa che sarà bene relegare ai momenti di fatica, tutta esistenzialista, del vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli che il referendum … lo vogliono sull’Unione europea, così come proposto di recente da alcuni brillanti parlamentari. Un ulteriore elemento che va ad arricchire la qualità e la profondità della proposta della commissione costituzionale del Parlamento europeo che sarà, grazie a tale illuminazione, sempre più punto di riferimento imprescindibile dei negoziati istituzionali dei prossimi mesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quelli che il referendum …. lo vogliono sull’allargamento e sull’approfondimento dell’Ue. Ebbene si! La folgorazione referendaria ha colpito anche Jurgen Habermas, colui che ha attribuito, da sempre, grande importanza ai problemi dell’interazione del linguaggio, colui che ha introdotto il concetto di “agire comunicativo” quale elemento di razionalità dei rapporti sociali. Prima o poi, l’insigne sociologo ci spiegherà cosa ci sia di razionale in un “agire comunicativo” che chiede di esprimersi su concetti sconosciuti al 99,9% del mondo politico, figuriamoci all’opinione pubblica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per ultimi, ma che si distinguono per ineffabile coerenza, ci sono quelli che il referendum … è uguaglio. Per costoro riflettere sull’oggetto della chiamata è cosa del tutto irrilevante. L’importante è che in una bella giornata di primavera del 2009, il popolo della città di Smeraldo, gaudente e festante, venga chiamato dal Mago di Oz a dire un si o un no su un qualcosa purché sia. Unica condizione irrinunciabile è che la domanda referendaria sia il più possibile astrusa, ambigua ed incomprensibile. Il Boscaiolo di latta rimarrà senza cuore, il Leone codardo senza coraggio, lo Spaventapasseri di paglia senza cervello e la terra di Quading non sarà mai raggiunta, ma poco importa … è uguaglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-1846701657062213163?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/1846701657062213163/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=1846701657062213163' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1846701657062213163'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1846701657062213163'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/quelli-che-il-referendum.html' title='Quelli che il referendum'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-4516958569574551868</id><published>2008-12-13T18:47:00.004+01:00</published><updated>2008-12-14T11:26:50.523+01:00</updated><title type='text'>Europa ed America 2</title><content type='html'>Campoleone 27 marzo 2007 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando i popoli liberi d’Europa di saranno uniti in una comunità federale, l’attuale equilibrio di potenze nel mondo si modificherà radicalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanto la felice conclusone del sequestro di Daniele Mastrogiacomo, quanto il recente voto parlamentare sul rifinanziamento della missione italiana in Afganistan hanno posto nuovamente all’attenzione dell’opinione pubblica la questione de rapporti tra gli Stati europei e tra di essi e gli Stati Uniti d’America. Su questi aspetti si è più volte soffermato Altiero Spinelli, l’eroe della ragione, che viene giustamente evocato nel novero dei padri spirituali del Partito Democratico. Per sfuggire al banale esercizio retorico ed intendendo definire il nuovo costituendo soggetto politico come strumento per l’attuazione di un programma di governo per l’Italia e l’Europa è indispensabile soffermarsi sulle idee del passato, ma solo per costantemente rinnovarle quale preciso impegno per il futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito propongo alla vostra attenzione un brano tratto da “Il Manifesto dei Federalisti Europei” di Altiero Spinelli (edizione anastatica del volume pubblicato nel 1957, AICCRE, Quaderni europei, 2006, pag. 98), documento meno noto del “Manifesto di Ventotene” del 1941, ma altrettanto importante. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“ Quando i popoli liberi d’Europa di saranno uniti in una comunità federale, l’attuale equilibrio di potenze nel mondo si modificherà radicalmente. Gli Stati Uniti d’Europa con il loro potenziale demografico, economico e di civiltà non potranno infatti chiudersi un oscuro isolamento, ma diventeranno automaticamente una delle grandi potenze mondiali, accanto agli Stati Uniti d’America e all’Unione sovietica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il popolo europeo resterà amico del popolo americano che è figlio dell’Europa, che ha salvato l’Europa dalla servitù e che cono metodi e costumi propri coltiva e sviluppa gli stessi ideali di civiltà. Ma non sarà, come sono invece oggi gli stati nazionali d’Europa, un protettorato militare, politico ed economico dell’America. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indipendente e capace di avere una propria politica, la Federazione europea contribuirà a rafforzare in America le correnti autenticamente democratiche ed internazionaliste contro quelle malsane in cui vecchio isolazionismo e nuovo imperialismo si combinano, e che oggi emergono proprio come conseguenza dello stato di solitudine politica in cui l’Europa, con il suo fallimento, ha lasciato l’America. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stati Uniti d’Europa e Stati Uniti d’America, potranno così affrontare con maggiori probabilità di successo la gravissima sfida che la storia umana ha oggi lanciato ai popoli che per primi hanno raggiunto un elevato grado di benessere materiale e che su questa base hanno potuto costruire il superbo ma delicato edifizio delle libertà umane.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai parole furono di così drammatica attualità soprattutto se confrontate con le evanescenti celebrazioni del recente Consiglio europeo di Berlino. Occorre, con urgenza, tornare all’ispirazione dei Padri fondatori, ad iniziare dalla lucida proposta federalista di Altiero Spinelli, e riprendere il progetto di un’Europa politica. Occorre un governo europeo pienamente sovrano in materia di politica estera, di sicurezza e di difesa e nella politica economica e fiscale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La responsabilità storica di tutto ciò grava in particolare sulla Francia e sulla Germania e sugli altri Paesi che hanno fondato la prima Comunità europea. Ad essi spetta il compito di assumere l’iniziativa e proporre un Patto statuale e federale, in principio tra i paesi dell’area euro, ma aperto ai Paesi che vorranno successivamente aderirvi. Solo in questo modo i cittadini europei potranno tornare ad essere padroni del proprio destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-4516958569574551868?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/4516958569574551868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=4516958569574551868' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/4516958569574551868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/4516958569574551868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/europa-ed-america_13.html' title='Europa ed America 2'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-1539326949535933796</id><published>2008-12-13T18:44:00.003+01:00</published><updated>2009-07-24T20:07:37.851+02:00</updated><title type='text'>GFE dove sei</title><content type='html'>Campoleoene, 12 dicembre 2007 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ero nella GFE ricordo la gran fatica che si faceva per indirizzare la JEF tutta verso posizioni, rivendicazioni ed azioni che fossero, quanto più possibile, vicine ad una spirito più propriamente federalista. Sia chiaro, non sempre ci riuscivamo, anzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A memoria non ricordo però che mai la GFE abbia aderito ad un’iniziativa, seppur a dimensione tattica (manifestazione sulla bandiera), depotenziandola ulteriormente di qualsiasi spessore quanto meno dichiarativo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Propongo in calce alla mia il documento di presentazione della azione “J want my flag back!!!” così come pubblicato sul sito http://www.jef-europe.net &lt;http://www.jef-europe.net/&gt; . &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salta immediatamente all’occhio che gli amici di Bruxelles non hanno di certo dimenticato che tra i simboli vi fosse anche la festa del 9 maggio ed il motto, oltre la bandiera e l’inno. Tra l’altro la GFE è stata protagonista di una bella ed ampia mobilitazione durante la triste vicenda della giornata delle vittime del terrorismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In secondo luogo nel documento JEF non si inneggia all’allargamento ai nuovi paesi come una grande conquista sulla strada dell’Unione politica (o meglio l’obiettivo dell’Unione politica è qui considerato implicito, stante il fatto che nel volantino della GFE non se ne fa riferimento alcuno e si cita solo il concetto del tutto indeterminato di un’Europa sempre più unita). E’ giusto il contrario. Ogni allargamento ha segnato un colpo inferto alla prospettiva di una più stretta unione politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In terzo luogo i giovani amici della JEF fanno almeno riferimento alla dichiarazione Schuman (atto fondativo del processo), mentre la nuova generazione italiana ha l’ardine di richiamarsi ad erasmus (il progetto, non certo il grande umanista di Rotterdam). Anche da un punto di vista di opportunità comunicativa la cosa sarebbe decisamente da evitare visto che ultimamente il termine è utilizzato per distinguere una generazione di ragazzi bruciati tra droghe senza amore, amore senza sesso e sesso senza piacere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci saremmo aspettati che i giovani federalisti italiani si fossero richiamati ad Altiero Spinelli ed al Manifesto di Ventotene. Ma forse è meglio così. Meglio non confondere né l’uno né l’altro con questa buffa manifestazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto ciò si aggiunga che la GFE scenderà per le strade chiedendo una vera Costituzione europea. Vera? Vera rispetto a cosa? E cosa sarebbe mai una falsa costituzione? A scrivere costituzione FEDERALE e basta a qualcuno veniva per caso l’orticaria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono sinceramente indignato e costernato per il livello di approssimazione concettuale e propositiva che si avvicina ormai ai limiti dell’indecenza. Le mie severe valutazioni presuppongono che si effettui una lettura delle cose secondo l’ottica federalista. Qualora ci trovassimo di fronte una presa di posizione dei giovani di Forza Italia non ci meraviglieremmo affatto. Anzi, ci toccherebbe apprezzarne il profondo spirito europeista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso si pone una questione che non potremmo di certo soprassedere nel corso dei prossimi mesi: formazione e selezione dei militanti. E’ evidente che molto c’è da fare. E’ evidente che chi, nel MFE, ha avuto la responsabilità del settore ha tragicamente fallito. E’ evidente che questo dovrà essere un tema prioritario della prossima conferenza organizzativa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;---------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I want my flag back!!!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;JEF Europe pan-European Action 12th/13th December 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* JEF Europe (Young European Federalists) has initiated a pan-European Action to take place throughout Europe to coincide with the official signing of the Reform Treaty. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* In 2005 the European Constitution was rejected by French and Dutch voters. Since then, European leaders have been faced with bringing Europe out of a deep political crisis. The result: a rather modest version of the European constitution, downsized, and stripped of any constitutional or political dimension.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* The European symbols have been scrapped, not to be mentioned in the final text that will be signed on 13th December. The Euro - written to be the official currency of the Union, is the only “survivor” of Article IV-1 (The symbols of the Union) of the rejected Constitution.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* European symbols such as the anthem and the flag are symbols that all Europeans, from Lapland to the Algarve can identify with. They unite our peoples and nations and they strengthen the principle of solidarity.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Europe is more than an economic union. Our symbols contribute to the shaping of a true political union, of a European ethos and even identity. &lt;br /&gt;* The European Union is based on the principles of unity, peace, freedom, solidarity, democracy and respect for human rights. Through our common symbols, we transmit our values throughout the world.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Europe will not be united by force but by conviction. It’s by giving people a sense of belonging that a union of citizens will advance. Legal treaties alone will not unite our peoples. We have made Europe. Lets now make Europeans!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* JEF Europe demands that European symbols are taken seriously. We ask that our symbols are acknowledged in the legal context of the EU and call on our leaders not to sideline European citizens in the construction of Europe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 The Symbols explained&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Flag&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The European flag is the symbol not only of the European Union but also of Europe’s unity and identity in a wider sense. The circle of twelve golden stars on a blue background represents solidarity and harmony between the peoples of Europe. Both symbols represent completeness and unity. The number of the stars does not correspond to the number of EU Member States, the flag therefore remains unchanged regardless of EU enlargements.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anthem&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The melody of the European Anthem comes from the Ninth Symphony composed in 1823 by Ludwig van Beethoven. For the final movement of this symphony, Beethoven set to music the “Ode to Joy” written in 1785 by Friedrich von Schiller. This poem expresses Schiller’s idealistic vision of the human race becoming brothers – a vision Beethoven shared. Without words, in the universal language of music, this anthem expresses the ideals of freedom, peace and solidarity for which Europe stands.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9th May&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On the 9th of May 1950 in Paris the first move was made towards the creation of what is now known as the European Union. On that day, against the background of the threat of a Third World War engulfing the whole of Europe, the French Foreign Minister Robert Schuman presented his proposal on the creation of an organised Europe, indispensable to the maintenance of peaceful relations. He read to the international press a declaration calling France, Germany and other European countries to pool together their coal and steel production as "the first concrete foundation of a European federation.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Motto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“United in diversity” is the logo that represents Europe as a continent with many different traditions and languages, but also with shared values. It was first established through an unofficial process in 2000. It was selected from entries proposed by school pupils and submitted to a special website on the Internet. It was then accepted by the President of the European Parliament, Nicole Fontaine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;JEF Europe (Young European Federalists)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;JEF is an organisation of young people from all over Europe who share a vision of a united, federal and democratic Europe. It brings together people at local, regional, national and European level to campaign for a federal Europe based on the values of peace, democracy and the rule of law. We organise seminars, conferences, campaigns, street activities and lobbying activities to work for the goal of a European federation.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.jef.eu&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-1539326949535933796?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/1539326949535933796/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=1539326949535933796' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1539326949535933796'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1539326949535933796'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/gfe-dove-sei.html' title='GFE dove sei'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5433521068559239055</id><published>2008-12-13T18:31:00.006+01:00</published><updated>2009-08-03T10:59:20.315+02:00</updated><title type='text'>Grazie Presidente</title><content type='html'>Campoleone, 27 gennaio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei più evidenti malcostumi della vita politica italiana è quello di tirar per la giacca il Presidente della Repubblica: ci si appella alle sue prerogative istituzionali per sostenere, partigianamente, questa o quella posizione di comodo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche nel Movimento federalista, organizzazione che fa sempre più fatica a rimarcare e coltivare la propria autonomia di pensiero (dimensione propria di linguaggio, astrazioni concettuali, costruzioni idealtipiche), sta prendendo piede il malvezzo di utilizzare, a pezzi e bocconi, le esternazioni dell’inquilino del Colle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’ultimo comunicato della segretaria MFE, per ampie parti condivisibile, ma che ha un evidente limite nell’indeterminatezza prospettica in cui va a collocarsi, si cita il Presidente per aver ricordato, solennemente, le radici europee della costituzione italiana. Vero! Bello! Ma drammaticamente poco o nulla se paragonato con l’altissimo profilo degli interventi di Giorgio Napolitano in tema.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 27 Novembre 2007, in occasione della sua visita all’Università di Humboldt, egli ha tenuto una lezione su: “Sciogliere l’antico nodo di contrastanti visioni del progetto europeo. Far emergere una nuova volontà politica comune” (http://www.quirinale.it/Discorsi/Discorso.asp?id=34484).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un contributo, che per chiarezza delle argomentazioni e brillantezza dell’esposizione, colloca il Presidente tra i migliori eredi della tradizione europeista, e per molti versi federalista, del nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella Lectio Magistralis, egli ha richiamato lo spirito delle origini e ha riaffermato la sua persistente vitalità. Ha sostenuto come l’Idea della federazione europea sia stata, e permanga, il motore del processo di integrazione. Ha tracciato i confini dell’Europa e le sue nuove responsabilità di attore globale. Ha affermato la necessità dell’integrazione differenziata per poter continuare a proseguire l’obiettivo dell’unione politica. Ha fatto appello al ruolo dei paesi fondatori come Italia, Francia e Germania. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Presidente si è spinto sino ai limiti di ciò che poteva dire, alla luce dei doveri a cui è chiamato dall’alta magistratura attualmente ricoperta. Oltre dovrebbe procedere chi può, chi deve. Di certo nel ruolo di avanguardia progressista non si colloca, al momento, il Movimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il MFE continua, pervicacemente, ad esprimere una posizione fortemente conservatrice, ancorata al defunto schema convenzionale che ha trascinato nell’oblio anche lo slancio pioniere e le logiche di integrazione funzionale della piccola Europa degli anni ’80. Le sue risoluzioni politiche sono sempre più edulcorate e inoffensive nei riguardi delle logiche di potere nazionale e comunitario. Nel suo livello dirigente tendono sempre più a prevalere interessi, seppur legittimi, ma sostanzialmente estranei all’organizzazione stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Napolitano ha avuto sempre grande attenzione per le proposte che giungono dal MFE. I soliti ben informati (vox populi, vox dei) raccontano che avrebbe avuto modo di incrociare la balzana e circonvoluta proposta della convenzione democratica costituente. Le sue reazioni sarebbero state tra l’ilare e l’irato. Fortuna che il precipitare della situazione familiare del Ministro della giustizia e, per diretta conseguenza, la crisi di governo hanno repentinamente attratto la sua attenzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con buona probabilità, il Presidente continuerà a sottolineare, anche pubblicamente, il ruolo del federalismo militante (pensiero ed azione) quale componente fondante dello spirito e delle libertà repubblicane. Lo ha fatto per il passato. Non ci sono buoni motivi per i quali non debba continuare a farlo per il futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ facile però prevedere che, come avvenuto al Congresso di Roma, porrà particolare attenzione a non associare il proprio nome con slogan abborracciati come quello del referendum europeo di ratifica del trattato costituzionale che, per approssimazione ed inutilità, richiama tanto quello della convenzione democratica costituente. Grazie Presidente, per la pazienza e la lungimiranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5433521068559239055?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5433521068559239055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5433521068559239055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5433521068559239055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5433521068559239055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/grazie-presidente.html' title='Grazie Presidente'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5506001623222470104</id><published>2008-12-13T18:24:00.004+01:00</published><updated>2008-12-14T11:27:06.638+01:00</updated><title type='text'>Europa ed America 1</title><content type='html'>Campoleone, 21 febbraio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito propongo alla vostra attenzione un brano tratto da “Il MANIFESTO DEI FEDERALISTI EUROPEI” di Altiero Spinelli (edizione anastatica del volume pubblicato nel 1957, AICCRE, Quaderni europei, 2006, pag. 98). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio al vostro giudizio una valutazione non tanto sulle “Mancanze d’Europa”, che ricadono sulle deficienze di una classe politica che ha saputo ancora una volta distinguersi per insulsaggine ed ottusità, ma sulle “Mancanze dei federalisti”. Delle prime non ci meravigliamo più di tanto. Delle seconde né condividiamo tutti la responsabilità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EUROPA ED AMERICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando i popoli liberi d’Europa di saranno uniti in una comunità federale, l’attuale equilibrio di potenze nel mondo si modificherà radicalmente. Gli Stati Uniti d’Europa con il loro potenziale demografico, economico e di civiltà non potranno infatti chiudersi un oscuro isolamento, ma diventeranno automaticamente una delle grandi potenze mondiali, accanto agli Stati Uniti d’America e all’Unione Sovietica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il popolo europeo resterà amico del popolo americano che è figlio dell’Europa, che ha salvato l’Europa dalla servitù e che cono metodi e costumi propri coltiva e sviluppa gli stessi ideali di civiltà. Ma non sarà, come sono invece oggi gli stati nazionali d’Europa, un protettorato militare, politico ed economico dell’America. Indipendente e capace di avere una propria politica, la Federazione europea contribuirà a rafforzare in America le correnti autenticamente democratiche ed internazionaliste contro quelle malsane in cui vecchio isolazionismo e nuovo imperialismo si combinano, e che oggi emergono proprio come conseguenza dello stato disolitudine politica in cui l’Europa, con il suo fallimento, ha lasciato l’America.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stati Uniti d’Europa e Stati Uniti d’America, potranno così affrontare con maggiori probabilità di successo la gravissima sfida che la storia umana ha oggi lanciato ai popoli che per primi hanno raggiunto un elevato grado di benessere materiale e che su questa base hanno potuto costruire il superbo ma delicato edifizio delle libertà umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5506001623222470104?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5506001623222470104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5506001623222470104' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5506001623222470104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5506001623222470104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/europa-ed-america.html' title='Europa ed America 1'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-2151592392531989571</id><published>2008-12-13T18:22:00.002+01:00</published><updated>2009-07-24T20:13:59.237+02:00</updated><title type='text'>Rete diplomatica europea, punto non applicabile</title><content type='html'>Campoleone, 15 dimcebre 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo Lisbona non ci saranno più cambiamenti ai trattati per i prossimi quindici anni. Sarà possibile intervenire solo sul paino dell’attuazione delle politiche. Sotto questo profilo diventerà determinante la questione delle volontà delle classi dirigenti degli stati membri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo il senso dell’intervento di Franco Frattini in occasione della presentazione del libro di Jacques Ziller, il nuovo Trattato europeo (Roma 13/12/07). Il vicepresidente ha continuato affermando che la rete diplomatica europea che sosterrà le funzioni dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (servizio europeo per l’azione esterna, art. III-296 del trattato costituzionale ora art.13 bis Tue) probabilmente sarà un punto del Trattato di Lisbona che rimarrà pressoché inapplicato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha ricordato come il servizio dovrebbe essere composto da funzionari dei servizi competenti tanto della Commissione quanto del segretariato generale del Consiglio: un ingorgo di competenze amministrative e di risorse finanziare che sarà molto difficile da sciogliere, tanto più che al servizio potrà essere chiamato anche personale dei servizi diplomatici nazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, si tenga presente che il servizio europeo stesso si andrà a sovrapporre alle funzioni già svolte dalle delegazioni della Commissione presenti negli stati non Ue. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frattini si è soffermato anche sui passaggi relativi alle scelte che dovranno essere compiute in seno alla Commissione europea alla luce dell’ingresso in corsa dell’alto rappresentante. Qualora fosse confermato Javier Solana salterebbe il portafoglio di Joaquin Almunia agli affari economici e monetari (gli spagnoli non possono avere più di un commissario).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, l’attuale portafoglio di Benita Ferroro-Waldner sarebbe assorbito dall’alto rappresentante stesso sul quale incombono le responsabilità delle relazioni esterne. Occorrerebbe trovare una nuova collocazione per il rappresentante austriaco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In conclusione Frattini ritiene che, di fatto, le funzioni dell’alto rappresentante saranno quelle di un vicepresidente della Commissione con delega alle relazioni esterne e difficilmente potrà svolgere le sue funzioni a doppio cappello Commissione/Consiglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una lettura più spregiudicata delle dichiarazioni di Frattini indica come, di fatto, sarà il Consiglio a rafforzarsi nel ruolo di controllo sulla Commissione, visto che l’alto commissario (cioè il vicepresidente della Commissione con delega alle relazioni esterne) è nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata e con l’accordo del presidente della Commissione. Inoltre, la nomina dell’alto rappresentate comporterà un valzer delle poltrone in senso alla Commissione che, ancora una volta, sarà danzato secondo i tempi ed i modi voluti dai governi nazionali. Risultato: una Commissione sempre più a funzione segretariale e sempre meno motore del processo di integrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-2151592392531989571?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/2151592392531989571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=2151592392531989571' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2151592392531989571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2151592392531989571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/rete-diplomatica-europea-punto-non.html' title='Rete diplomatica europea, punto non applicabile'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-4253708245159824467</id><published>2008-12-13T18:20:00.003+01:00</published><updated>2008-12-14T11:14:05.490+01:00</updated><title type='text'>Grazie Roma</title><content type='html'>Campoleone, 5 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie Roma per aver perseguito, con strenua caparbietà, la miglior riuscita delle celebrazioni spinelliane in Protomoteca. La presenza, per nulla scontata alla luce della concomitante crisi di governo, del Presidente Giorgio Napolitano sottolinea, con ancora maggior forza, quanto il patrimonio ideale e politico del federalismo sia a fondamento stesso delle libertà repubblicane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie Roma per aver sostenuto, con indubbio successo, l’onere organizzativo del Congresso in una delle più difficili crisi del processo di integrazione e grazie per aver reagito, con genuino e disinteressato spirito di servizio, ai momenti di tensione che si sono succeduti tanto nel dibattito, che nelle fasi di assunzione delle decisioni politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie Roma per aver ospitato un Congresso che potrebbe offrire a tutti i militanti, nessuno escluso, l’occasione per rinnovare il proprio personale impegno, e con esso quello del movimento, nella battaglia per la costituzione dello stato federale europeo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-4253708245159824467?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/4253708245159824467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=4253708245159824467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/4253708245159824467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/4253708245159824467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/grazie-roma.html' title='Grazie Roma'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-337996130839725250</id><published>2008-12-13T18:14:00.005+01:00</published><updated>2009-09-17T22:36:20.261+02:00</updated><title type='text'>Kosovo e delirio di onnipotenza</title><content type='html'>di Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un recente editeriale di Virgilio Dastoli, direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea,chiude con un'efficace riflessione: “il dossier del Kosovo rappresenta un test per provare che la politica estera e di sicurezza può funzionare secondo il sistema confederale imposto dai governi nazionali o per dimostrare ancora una volta che la capacità di intervento dell'Unione europea nel mondo richiede volontà, poteri e strumenti diversi da quelli che ad essa sono stati assegnati.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli anni della sbornia convenzial gaudente sono ormai alle nostre spalle. Il tentativo di dar vita al mostro ermafrodito voluto da Giscard/Frankentstein (il trattato costituzione), in cui il sistema comunitario veniva eretto a modello planetario del potere morbido, è miseramente fallito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il delirio di onnipotenza di chi ha creduto in un approccio metafisico della politica; la creatura lessicalmente e simbolicamente evocativa ma strutturalmente inconsistente; il terrore con cui l’opinione pubblica ha accolto l’entità diversa ed estranea: gli elementi del romanzo ci sono tutti. Il prometeo moderno di Mary Wollstonecraft Shelly subirà la punizione di Zeus per aver tentato di donare la scintilla della vita alla razza umana? E quanto a lungo il Titano rimarrà ancorato alla sua roccia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il futuro, come suggerito da Dastoli, sarà opportuno rilanciare quei semplici, per molti versi elementari, eppur così efficaci criteri di valutazione che consentono di separare la farina dalla crusca. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La distinzione tra sistema confederale e federale è la via maestra da seguire. Può essere molto complesso attribuirle la dimensione idealtipica del modello weberiano. Altrettanto complesso è immaginare quale sarà, nel divenire storico del rapporto tra le nazioni europee, la forma che questi concetti potranno assumere quando andranno a sostanziarsi in effettive istituzioni politiche sovranazionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però una cosa è sicuramente più facile: applicare, senza bisogno di lambiccarsi eccessivamente il cervello, i modelli stessi per interpretare la realtà. In quest’ultimo caso, tra più soluzioni, quella più semplice è quasi sempre quella esatta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Campoleone, 4 marzo 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-337996130839725250?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/337996130839725250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=337996130839725250' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/337996130839725250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/337996130839725250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/kosovo-e-delirio-di-onnipotenza.html' title='Kosovo e delirio di onnipotenza'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-8799892257612624517</id><published>2008-12-13T18:12:00.002+01:00</published><updated>2009-08-04T18:07:58.874+02:00</updated><title type='text'>L’Europa è incapace di agire</title><content type='html'>Campoleone, 18 febbraio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ennesima dimostrazione di impotenza. Sul Kosovo l’Europa si spacca, si divide, prende atto e mostra, al mondo intero, tutta la sua inconsistenza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Unione europea conta quanto un tre di briscola nello scacchiere internazionale. Gli USA hanno voluto l’indipendenza, un po’ nella ricerca di una onorevole via d’uscita, un po’ per alimentare il braccio di ferro con la Russia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli europei, pavidi, stanno alla finestra ed assecondano le volontà dell’alleato americano, stando ben attenti a non irritare troppo le sensibilità di Putin. Lo zar potrebbe non prenderla per il verso giusto, chiudere momentaneamente la valvola del gas e lasciarci riconoscere stati fantasma in sale stampa gelide ed illuminate da qualche stearica votiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la politica estera europea. Questa sarebbe stata la politica estera anche con il Trattato di riforma in vigore, con l’Alto rappresentante chiamato Ministro, con la costituzione strombazzata ai quattro venti, con Junker piuttosto che Barroso alla presidenza della Commissione, con Verhofstadt piuttosto che Blair alla presidenza del Consiglio. Nella buona sostanza nulla sarebbe cambiato. Una verità che può essere sottaciuta solo per stupidità o per malafede. Tertium non datur.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche sprovveduto vuol veramente farci credere che le vicende cui stiamo assistendo sono la rappresentazione dei frammenti di quella statualità europea che è già tra noi? L’edificio europeo ormai è già bello che abbozzato ed occorre solo dotarlo di un impianto costituzionale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Menti semplici e perverse vogliono darci ad intendere che con un po’ di bandierine a dodici stelle, direttive che si chiamano leggi ed una pletora di forum di consultazione con la società civile si possa considerare completato il processo di costruzione della comunità politica così come immaginata dai padri fondatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, come per il passato, l’Europa è incapace di agire. Oggi, come per il passato, è l’alternativa federalista, con la creazione di un solido stato sovrannazionale, la risposta razionale alle sfide del ventunesimo secolo. Il quadro dell’Ue a ventisette, in ulteriore ed ormai incontrollabile processo di allargamento, è destinato alla progressiva marginalizzazione. Solo un coerente o coeso nucleo federale potrà dare stabilità, e rinnovata credibilità, alla stessa Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-8799892257612624517?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/8799892257612624517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=8799892257612624517' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8799892257612624517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8799892257612624517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/leuropa-e-incapace-di-agire.html' title='L’Europa è incapace di agire'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-7058152685689922132</id><published>2008-12-08T20:14:00.006+01:00</published><updated>2008-12-13T19:46:32.012+01:00</updated><title type='text'>Eurocrazia, conservatori e progressisti</title><content type='html'>Campoleone, 5 febbraio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dimensioni degli emolumenti e dei benefit percepiti dagli eurocrati (per unità di misura, non certo per il totale dei costi) più che nel novero delle notizie dovrebbero inquadrarsi nella categoria dei fatti. Pur se in numero esiguo, i funzionari di Bruxelles appartengono a quello spicchio di umanità che può definirsi, a buon diritto, privilegiata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra di loro, i più avveduti, che non a caso spesso hanno fatto dell’Europa una scelta culturale e politica prima ancora che professionale, vivono con pudicizia la loro condizione di “diversi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Semmai la notizia dovrebbe riguardare la manifesta insufficienza sul piano politico e programmatico dell’attuale Commissione. Ma della cosa non ci si può certo meravigliare visto che, con la scelta di Barroso alla sua guida, si voleva proprio raggiungere tale deludente risultato. Su questi aspetti sarebbe opportuno porre un po’ di attenzione, ma è meglio tacere e far le pulci al salario della segretaria del Presidente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interessi nazionali e comunitari, non di rado solo apparentemente divergenti e di cui gli eurocrati non portano nessuna intrinseca responsabilità, salvano la coscienza di chi invoca la partecipazione dell’opinione pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un po’ di sana società civile, pronta a sventolare bandiere a 12 stelle, si trova sempre e qualche volta anche a buon mercato. Mentre i paladini degli interessi che incarnano i veri e drammatici privilegi economico/sociali della società contemporanea hanno gia provveduto a vendere l’anima su un comune ed inconfessabile obiettivo: evitare che l’Europa delle ambiguità, che trova la sua massima espressione nell’ermafrodita “trattato che adotta una costituzione”, possa mostrarsi nella sua vera natura; debole, divisa, incapace di agire!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre sperare che l’inconcludente dibattito tra i conservatori su cosa sia o cosa voglia essere l’Unione europea si concluda prima possibile. Solo allora i progressisti, che non hanno timore di affrontare il tema delle “Mancanze d’Europa” con le risorse e gli strumenti propri del modello federale, torneranno protagonisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-7058152685689922132?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/7058152685689922132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=7058152685689922132' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7058152685689922132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7058152685689922132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/eurocrazia-conservatori-e-progressisti.html' title='Eurocrazia, conservatori e progressisti'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-5593705395731676896</id><published>2008-12-08T19:41:00.003+01:00</published><updated>2009-08-03T11:20:55.149+02:00</updated><title type='text'>Forum e liste di distribuzione e-mail</title><content type='html'>Campoleone, 17 gennaio 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari militanti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ricordandovi che in occasione della riunione della direzione nazionale del 19 gennaio vi è all’ordine la questione della gestione del forum MFE/GFE desideriamo sottoporre alla vostra attenzione alcune riflessioni che speriamo possano essere utili al fine di definire un quadro il più possibile coerente e razionale in materia. Facciamo notare che il presente testo non intende essere una nuova proposta di regolamento, ma più semplicemente, e costruttivamente, un contributo alla definizione di linee guida che potrebbero essere “tradotte” in un vero e proprio articolato la cui approvazione definitiva non può che essere affidata al Comitato Centrale del MFE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare, verranno prese in esame i seguenti argomenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Forum MFE/GFE. Come tutti sappiamo nasce per merito di Nicola Vallinoto. Nel tempo va sviluppandosi per numero di iscritti e a tutt’oggi rappresenta l’unico canale di informazione e-mail che collega tutti i militanti generalmente intesi.&lt;br /&gt;2) Forum degli organi elettivi del Movimento a livello nazionale. Sino ad ora è attivo esclusivamente quello che fa riferimento alla direzione nazionale.&lt;br /&gt;3) Forum degli organi elettivi a livello regionale e cittadino. Esistono solo in qualche realtà.&lt;br /&gt;4) Iscrizione degli iscritti MFE ai Forum.&lt;br /&gt;5) Liste di distribuzione anonime&lt;br /&gt;6) Altri Forum non MFE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Forum MFE/GFE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento sta svolgendo molteplici funzioni: distributiva (un militante o un dirigente distribuisce a tutto l’indirizzario e-mail notizie sulle proprie attività); di dibattito interno (vengono distribuiti documenti più o meno corposi che alimentano il dibattito ed il confronto); di diffusione delle informazioni su questioni di interesse per il Movimento (articoli di stampa, prese di posizioni, documenti di altre organizzazioni, ecc.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte queste funzioni possono essere svolte anche in futuro (in tutto, in parte o in concomitanza con l’utilizzo di altre liste di distribuzione), ma occorre regolamentarne l’utilizzo coscienti che non è un luogo frequentato solo dai federalisti. Nel forum partecipano altri soggetti che, pur richiamandosi all’europeismo generalmente inteso, non possono, non intendono, non vogliono o non saprebbero come contribuire allo sviluppo del dibattito e della linea strategica dell’organizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla base di questa indispensabile premessa il Forum MFE/GFE dovrebbe prevedere:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.1) Iscrizione al forum. Deve rimanere del tutto libera. Chiunque, simpatizzante, semplice osservatore, militante federalista può iscriversi o revocare al sua iscrizione a questo forum a condizione che:&lt;br /&gt;1.1.1) Fornisca una e-mail da cui siano chiaramente riscontrabili gli estremi anagrafici (nome e cognome)&lt;br /&gt;1.1.2) Dia la propria disponibilità all’inserimento dei propri dati all’interno di una base dati gestita dal coordinatore del Forum (Nome, Cognome, indirizzo, recapiti telefonici)&lt;br /&gt;1.1.3) Dia la propria disponibilità a che il Comitato di Coordinamento del Forum possa pubblicare periodicamente (ad esempio trimestralmente) sul Forum stesso l’elenco degli iscritti al forum (fornendo in questo caso esclusivamente Nome, Cognome e relativo indirizzo e-mail)&lt;br /&gt;1.1.4) Accetti esplicitamente di accettare le regole del Forum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.2) Gestione del Forum.&lt;br /&gt;1.2.1) La gestione del forum viene affidata ad un gruppo di tre coordinatori nominati a maggioranza dei 4/5 dalla Direzione nazionale MFE.&lt;br /&gt;1.2.2) I coordinatori del Forum restano in carica per tre anni al massimo (anche non consecutivi) e con scadenza del mandato annuale tra i tre membri stessi. Al primo anno scadrà il mandato del primo, al secondo quello del secondo al terzo quello del terzo e così a seguire negli anni successivi.&lt;br /&gt;1.2.3) Ai Coordinatori vengono demandate esclusivamente funzioni di coordinamento, controllo ed animazione del forum stesso. Per quanto riguarda i provvedimenti disciplinari a loro compete esclusivamente il potere di ricorso al comitato dei probiviri del Forum&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.3) Categorie di iscritti e provvedimenti disciplinari.&lt;br /&gt;Vengono previste due categorie distinte di iscritti al Forum MFE/GFE:&lt;br /&gt;a. gli iscritti al Movimento Federalista Europeo e alla Gioventù Federalista Europea e&lt;br /&gt;b. i non iscritti alle nostre organizzazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.3.1) Nel caso di iscritti al MFE/GFE nei confronti degli stessi non può essere elevata alcuna sanzione disciplinare secondo il regolamento del forum stesso se non attraverso le procedure già stabilite in materia negli statuti delle due organizzazioni. Pertanto ai coordinatori del Forum compete (con voto a maggioranza, se del caso) l’istruzione di un ricorso presso i probiviri nazionali stessi delle rispettive organizzazioni.&lt;br /&gt;1.3.2) Nel caso di non iscritti al MFE/GFE i provvedimenti disciplinari sono affidati al comitato dei probiviri del Forum.&lt;br /&gt;1.3.3) Il comitato dei probiviri del Forum è composto da tre persone nominate dalla direzione nazionale del MFE. La durata in carica e le procedure di nomina sono del tutto identiche a quelle previste per i coordinatori del Forum. Un Coordinatore del Forum non può assumere la carica di proboviro del forum e viceversa se non dopo 3 anni dalla scadenza del precedente mandato.&lt;br /&gt;1.3.4) E’ esclusa l’iscrizione al forum in nome collettivo (MFE Torino, Centro regionale Lazio, segreteria di ..ecc.) che faccia riferimento ad organi o cariche tanto del MFE che della GFE che di altre organizzazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.4) Sospensione o allontanamento di un iscritto dal Forum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.4.1) Nel caso di iscritti al MFE tali provvedimenti possono essere assunti esclusivamente dai probiviri nazionali del MFE e della GFE in ottemperanza alle previsioni statutarie e regolamentari già in essere.&lt;br /&gt;1.4.2) Nel caso di non iscritti al forum la sospensione o l’allontanamento potranno avvenire, oltre nei casi di turpiloquio, in soli due casi: a) quando un iscritto riveli o utilizzi fatti e notizie attinenti strettamente alla vita personale di altro iscritto. Per fatti personali si intendono quelli che riguardano le condizioni familiari, di reddito, di salute; b) quando l’iscritto non si attenga alle regole di utilizzo del forum. Ovviamente devono considerarsi escluse tutte le informazioni riguardanti la vita pubblica del soggetto siano esse collegate alla vita del Movimento che a quella di altre organizzazioni politiche e culturali.&lt;br /&gt;1.4.3) Non può essere previsto alcun caso di sospensione o allontanamento per non corrispondenza degli argomenti o temi di interesse comune. Sta ai coordinatori del Forum riuscire a alimentare, favorire e controllare e riportare il dibattito su temi più propriamente di interesse federalistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.5) Regolamento di Gestione del Forum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre ad esplicitare quanto sopra già evidenziato il regolamento dovrà prevedere che ogni iscritto al forum (iscritto MFE/GFE o meno) può inviare comunicazioni secondo le seguenti specifiche:&lt;br /&gt;1.5.1) Non è consentita la forma personale o interpersonale pubblica. Va utilizzata esclusivamente la forma impersonale (cari, caro è da evitare). Ovviamente si può fare riferimento diretto ad altro iscritto ma solo per riportare dello stesso opinione, informazioni, considerazioni di interesse collettivo.&lt;br /&gt;1.5.2) Può essere inviata esclusivamente una mail al giorno quando questa sia a carattere distributivo (articoli di stampa di terzi, nella stessa mail possono essere inviate più segnalazioni), informative su attività nazionali regionali o locali del MFE e di qualsiasi altra organizzazione che svolga attività attinenti con quelle del federalismo organizzato. L’unica mail può, ovviamente, contenere riferimenti a più fatti, notizie, sollecitazioni.&lt;br /&gt;1.5.3) Può essere inviata esclusivamente una e-mail alla settimana quando questa riguardi una considerazione, un articolo, un contributo, una riflessione dell’iscritto stesso, scritto appositamente per il forum o pubblicato dallo stesso in altra forma cartacea o elettronica.&lt;br /&gt;1.5.4) Questione degli “inoltri” al Forum. Gli iscritti che inoltrano forum (un articolo, una newsletter, il programma di un convengo ecc.)  devono essere inviati ad accompagnare il messaggio con un breve commento, eventualmente anche selezionando i contenuti del messaggio inoltrato. Inoltre, quando i testi sono già pubblicati su pagine Internet va inoltrato elusivamente il relativo link accompagnato sempre da due righe di presentazione, contestualizzazione, valutazione.&lt;br /&gt; Al comitato di coordinamento spetterebbe il compito di suggerire/raccomandare questo stile.&lt;br /&gt;1.5.5) Il regolamento di gestione del Forum MFE/GFE è approvato dal Comitato Centrale del MFE. Esso non si deve limitare alle questioni di iscrizione, di temi e disciplinati, ma deve prendere in esame e disciplinate tutti gli aspetti nel testo evidenzianti.&lt;br /&gt;1.5.6) Eventuali deroghe al regolamento per quanto attiene ai punti 1.5.2) e 1.5.3) possono essere decise esclusivamente dal comitato di coordinamento del Forum stesso su richiesta motivata e per periodi limitati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Forum degli organi elettivi del Movimento a livello nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono istituiti due Forum di distribuzione e-mail attinenti strettamente al Movimento ed ai suoi organi elettivi. Il Forum della Direzione Nazionale ed il Forum del Comitato Centrale. I due forum avranno le seguenti caratteristiche:&lt;br /&gt;2.1) Iscrizione su espresso consenso dei membri delle assemblee stesse così come nominati dagli organi collegiali in sede congressuale e di comitato centrale.&lt;br /&gt;2.2) L’accettazione dell’iscrizione non può essere subordinata ad alcun criterio/parametro, se non quello dell’appartenenza alla assemblea stessa e della chiara riconducibilità dell’indirizzo e-mail alla persona.&lt;br /&gt;2.3) Il Gestore del Forum del Comitato Centrale e il Gestore del Forum della Direzione Nazionale (possono essere anche la stessa persona) sono nominati a maggioranza dei 4/5 dalle rispettive assemblee nazionali. Essi sono chiamati esclusivamente alle procedure di attivazione del forum stesso e di gestione degli account. Ad essi non è attribuito alcun potere di coordinamento o disciplinare.&lt;br /&gt;2.4) Gli iscritti ai forum delle Assemblee non sono tenuti ad alcun regolamento di gestione dello stesso. Delle loro azioni possono rispondere solo ed esclusivamente attraverso le procedure e gli organi già previsti dallo statuto ed il regolamento del MFE.&lt;br /&gt;2.5) Sono iscritti al forum della direzione esclusivamente i membri aventi diritto. Eventuali deroghe motivate possono essere disposte esclusivamente a maggioranza dei 4/5 dalla assemblea di riferimento stessa.&lt;br /&gt;2.6) Sono iscritti al forum del comitato centrale esclusivamente i membri aventi diritto. Eventuali deroghe motivate possono essere disposte esclusivamente a maggioranza dei 4/5 dalla direzione nazionale stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Forum degli organi elettivi a livello regionale e cittadino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente sono presenti solo in alcune realtà. Ma è bene che anche per questi siano previsti dei dispositivi regolamentari a garanzia di livelli standard di garanzia per tutti gli iscritti e più precisamente:&lt;br /&gt;3.1) Il forum di un centro regionale o della sezione cittadina può essere attivato esclusivamente su deliberazione, a maggioranza semplice, del corrispondente comitato direttivo regionale o cittadino.&lt;br /&gt;3.2) Ai forum regionali e/o cittadini sono invitati e possono iscriversi tutti gli iscritti MFE del centro regionale o della relativa sezione.&lt;br /&gt;3.3) L’accettazione dell’iscrizione non può essere subordinata ad alcun criterio/parametro, se non quello dell’appartenenza alla platea degli iscritti stessi e della chiara riconducibilità dell’indirizzo e-mail alla persona.&lt;br /&gt;3.4) Gli iscritti ai forum dei centri regionali o delle sezioni non sono tenuti ad alcun regolamento di gestione dello stesso. Delle loro azioni possono rispondere solo ed esclusivamente attraverso le procedure e gli organi già previsti dallo statuto ed il regolamento del MFE.&lt;br /&gt;3.5) Il Gestore del Forum del Centro regionale e il Gestore del Forum della sezione cittadini (possono essere anche la stessa persona) sono nominati a maggioranza dei 4/5 rispettivamente dal direttivo regionale e da quello cittadino. Essi sono chiamati esclusivamente alle procedure di attivazione del forum stesso e di gestione degli account. Ad essi non è attribuito alcun potere di coordinamento o disciplinare.&lt;br /&gt;3.6) Gli iscritti ai forum dei centri regionali o delle sezioni cittadine non sono tenuti ad alcun regolamento di gestione dello stesso. Delle loro azioni possono rispondere solo ed esclusivamente attraverso le procedure e gli organi già previsti dallo statuto ed il regolamento del MFE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Iscrizione degli iscritti MFE ai Forum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.1) Gli iscritti al forum della direzione nazionale e del comitato centrale corrispondono  ai membri di diritto delle corrispondenti assemblee nazionali.&lt;br /&gt;4.2) Al momento dell’iscrizione al MFE a tutti gli iscritti viene richiesta: a) disponibilità all’iscrizione al forum MFE/GFE con accettazione del relativo regolamento; b) disponibilità all’iscrizione del forum del centro regionale e/o della sezione cittadina.&lt;br /&gt;4.3) Al momento dell’iscrizione sono altresì invitati a fornire disponibilità al trattamento dei loro dati (nome, cognome, indirizzo, recapito postale , e-mail e telefonico) ai fini della gestione dei dati del tesseramento (come prima opzione obbligatorio per procedere all’iscrizione stessa), ai fini della gestione di elenchi pubblici di iscritti al MFE e alla relative sezioni di appartenenza attraverso le pubblicazioni a stampa ed Internet del MFE stesso, compreso i forum (seconda opzione non obbligatoria all’iscrizione del soggetto). Agli iscritti verranno comunicati i dati su gestori e localizzazione degli archivi elettronici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Liste di distribuzione anonime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.5.1) E’ fatto divieto a chiunque eserciti un’attività di coordinamento all’interno di organi direttivi sezionali, regionali, nazionale di utilizzare proprie liste di distribuzione e-mail anonime (intendendosi per tali quelle dove non è rintracciabile a chi e quanti indirizzi e-mail è stata inviata la comunicazione e in cui è impossibile rispondere ed interloquire con tutti i destinatari anonimi). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.5.2) Coloro che non volessero rendere pubblici i propri dati personali (seconda opzione di consenso al momento dell’iscrizione) potranno utilizzare esclusivamente e-mail da punto a punto. In questo caso è una chiara scelta dell’iscritto riservarsi di non interloquire con i partecipanti ai forum anche nella solo forma di lista di distribuzione e-mail.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Altri forum non MFE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualsiasi iscritto al MFE può lanciare un’iniziativa di forum in internet. In nessun caso può utilizzare il logo ed il marchio MFE che è di esclusiva disponibilità del Movimento Federalista Europeo. Qualsiasi altro Forum telematico o videotelematico può essere costituito solo su espressa deliberazione degli organi del MFE secondo le procedure e le modalità già evidenziate nei punti precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-5593705395731676896?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/5593705395731676896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=5593705395731676896' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5593705395731676896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/5593705395731676896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/forum-e-liste-di-distribuzione-e-mail.html' title='Forum e liste di distribuzione e-mail'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-799601395137126774</id><published>2008-12-06T12:12:00.001+01:00</published><updated>2008-12-07T11:40:57.023+01:00</updated><title type='text'>Il paradosso di una costituzione senza stato</title><content type='html'>Campoleone, 24 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripropongo un estratto dell’articolo di Bolaffi che a mio avviso rappresenta, magistralmente, una delle possibili ragioni profonde del dibattito sul futuro dell’Europa che in parte sta animando, non so quanto consapevolmente, anche il nostro mivimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… “Si tratta come ognun veda di una vera e propria rivoluzione copernicana del pensiero giuridico e costituzionale che ci mette in grado di sganciare l'idea di Costituzione da quella di Stato-nazione. In tal modo si potrebbe definitivamente archiviare quella sorta di aporetico combinato disposto formato da un lato dall'ideologia "sovranista", secondo la quale un'unità politica non può esistere che nella forma dello Stato-nazione. E dall'altra, dalle posizioni di un radicale federalismo per le quali un'Europa politicamente unita potrà esistere solo nella forma di Stato federale europeo (o Stati Uniti d'Europa): «Sul piano della forma politica, è un'unità che non ha la forma classica della circonferenza, bensì quella meno consueta ma non meno strutturata dell'ellisse”… “Una ellisse formata dalla persistenza, sia pure declinante, della legittimità politica la cui fonte è lo Stato-nazione e la formazione di una realtà post-statale anch'essa legittimata e capace di decisioni politiche che chiamiamo diritto comunitario”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cosmopolitismo internazionalista ha da sempre propugnato l’estinzione dello Stato quale fase terminale della società capitalista e preludio di quella socialista (società post-statale per eccellenza). Un’astrazione filosofica su cui molti autori marxisti si sono esercitati ma che spesso, nei fatti, si è tradotta in un’idiosincrasia congenita all’ordine e al potere che dallo Stato stesso emanano. Idiosincrasia che con il concetto filosofico ha ben poco a che fare. In questa versione comunitaria, avallata da Bolaffi, e sostenuta da una serie di intellettuali che fanno riferimento alla fondazione Basso, l’estinzione dello Stato avverrebbe grazie al depotenziamento progressivo di quelli nazionali e alla fiera opposizione alla costruzione di quello federale soprannazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella sostanza, il non essere Stato (patrimonio da preservare) del modello comunitario in abbinamento con un trattato internazionale (che ha il solo merito di rafforzare il ruolo intergovernativo degli Stati nazionali stessi) da chiamarsi enfaticamente “Costituzione” trasforma, come per miracolo, un campione di europeismo come Valéry Giscard d’Estaing, così viene giudicato dal costituzionalista europeo Peter Häberle (1), in una novella Rosa Luxemburg. Ed il primo avrebbe il privilegio di essere riuscito li dove la seconda ha fallito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino al ’89, gli anti-Stato non avevano timore a richiamarsi a Marx e Engels (né con lo Stato né con le BR è un’espressione che forse non dice nulla ai più giovani, ma morde ancora nelle coscienze di chi ha vissuto quella infelice stagione politica chiamata “Anni di piombo”). Ora che lor signori non sono più tanto alla moda, gli anti-Stato si appellano al modello comunitario, erigendolo a monumentale esempio cultural/costituzionale di un federalismo post-statale (2) da contrapporre al federalismo radicale, che poggia sul concetto di Stato federale. Con l’unico risultato tangibile di dar vita così all’unico stato possibile, quello confusionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ambedue le visioni (internazionalista e federalista) sono ovviamente degne di nota e meritano ben più articolata analisi di quella accennata in queste poche battute. Ma solo la seconda è legittimata ad offrire il proprio contributo per la miglior definizione della linea strategica della nostra organizzazione che ha, in ogni caso, per obiettivo la fondazione dello Stato federale europeo. Sempre che questo, senza post, né pre, né ma sia ancora l’obiettivo condiviso di tutti i militanti del MFE. Se qualcuno avesse sviluppato altre opinioni in merito lo dica, con chiarezza cristallina, e senza lasciare ancora spazio a fraintendimento alcuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Facciamo chiarezza e usciamo dall’ambiguità. E’ il marxismo, nelle sue innumerevole declinazioni, ad essere stato archiviato dalla storia! Il federalismo di Altiero Spinelli e Mario Albertini no! E’ di drammatica attualità per le sorti del pianeta stesso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1)Peter Häberle. (2003) Interevento al convegno “Il giurista europeo di fronte ai compiti del nostro futuro costituzionale comune” (Luiss)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.luiss.it/semcost/index.html?dirittifondamentali/resoconti/200302.&lt;br /&gt;html~right&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Estratto intervento Häberle. “Passando ad analizzare più da vicino alcuni dei progetti considerati, prendiamo in considerazione in primo luogo il progetto Giscard elaborato dal presidium della Convenzione nel novembre 2002. Si tratta di un documento eccellente per una politica costituzionale europea, che si sforza di realizzare un'ampia trasparenza, opera con una sistematica quasi cartesiana, e rappresenta pertanto un'iniziativa pionieristica, una sorta di strumentario costituzionale, un programma strutturale prodotto dall'elaborazione del fitto intrico di oltre 400 "vecchi" articoli già emanati nel diritto pattizio europeo e che in qualche modo produce nuove norme giuridiche. Forse è possibile parlare di un&lt;br /&gt;"documento quadro" (Rahmenwerk), di un'"impalcatura costituzionale" o di uno "scheletro". Non avendo contatti con gli ambienti politici, osserva Häberle, non gli è stato possibile apprendere a chi debba Giscard l'elaborazione di un progetto di tale qualità.” &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;(2) Peter Häberle (2006) Costituzione ed identità culturale tra Europa e stati nazionali. (Giuffre)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-799601395137126774?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/799601395137126774/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=799601395137126774' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/799601395137126774'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/799601395137126774'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/il-paradosso-di-una-costiuzione-senza.html' title='Il paradosso di una costituzione senza stato'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-2153073272180117673</id><published>2008-12-06T12:01:00.000+01:00</published><updated>2008-12-06T12:08:50.204+01:00</updated><title type='text'>Oggi come per il passato</title><content type='html'>Campoleone, 14 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, come per il passato, le tesi dei federalisti si confrontano costantemente con il variegato mondo delle proposte degli europeisti e più in generale di coloro che a vario titolo, non di rado oneroso, si occupano di Europa. Una palude all’interno della quale, al di là di encomiabili eccezioni, si distinguono intellettuali, non sempre titolati e se titolati non sempre per meriti scientifici, troppo sensibili al sottile fascino del potere costituito per poter esprimere proposte originali, cattivi maestri orfani del comunismo militante e pronti a confondere le menti delle nuove generazioni con il global-cosmopolitismo pedante ed inconcludente, protagonisti della vita economica alla ricerca di una verginità etica ormai irrimediabilmente perduta nel vortice delle leggi di mercato, giornalisti ed opinion maker compiacenti e disponibili a cambiar bandiera a seconda dei reconditi interessi dell’editore, palese o meno che sia. Tra tutti questi rimestatori di idee quelli i più pericolosi sono coloro che sanno impareggiabilmente coniugare l’ignoranza dei temi all’arroganza dei modi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, come per il passato, i militanti che desiderano offrire il proprio contributo alla costruzione della Federazione europea fanno appello prima ancora che al patrimonio ideologico del federalismo organizzato, alla capacità di autonomia nei confronti del mondo politico tradizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’autonomia che si sostanzia tanto in termini di definizione di una combattiva azione politica (Spinelli), che di elaborazione di un rigoroso quadro teorico di riferimento (Albertini). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I due elementi sono indissolubilmente legati e definiscono in maniera del tutto originale lo spessore culturale, prima ancora che politico, dell’”orgoglio federalista”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, come per il passato, non ci meraviglia affatto che un capo di governo non concordi con le tesi dei federalisti. Rimarremmo semmai esterrefatti se fossero i federalisti a concordare con le tesi di un presidente di turno che da un lato tenta di mantenere un bassissimo profilo, in attesa che la Francia sciolga il rebus postreferendario e dall’altro asseconda la progressiva nazionalizzazione della politica estera tedesca, pur di mantenere unita la grande coalizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, come per il passato, la proposta federalista non è quella che ha le maggiori possibilità di essere realizzata, non è quella che trova il maggior favore dell’opinione pubblica, non è quella che giustifica le logiche di potere nazionale, non è quella che cerca il superficiale ed impalpabile favore della palude europeista, ma è quella che ha l’ambizione di far emergere il partito di coloro che vogliono, inequivocabilmente, l’unione politica su basi federali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-2153073272180117673?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/2153073272180117673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=2153073272180117673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2153073272180117673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/2153073272180117673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/oggi-come-per-il-passato.html' title='Oggi come per il passato'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-1463324829007291274</id><published>2008-12-06T11:45:00.000+01:00</published><updated>2008-12-06T11:59:31.387+01:00</updated><title type='text'>Pasticci referendari</title><content type='html'>Campoleone, 4 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tanto in tanto riaffiora nel dibattito europeo l’idea di un referendum consultivo per la ratifica del trattato costituzionale emendato da celebrarsi in occasione delle elezioni europee del 2009. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente l’istituto referendario non è contemplato nei trattati vigenti. L’unica possibilità concreta troverebbe conforto in una sorta di dichiarazione solenne in cui i 27 capi di stato e di governo si impegnino unanimemente alla ratifica nazionale per via referendaria da tenersi in occasione delle elezioni del 2009. In pratica ci troveremmo di fronte a 27 referendum consultivi nazionali che, per il sol fatto di tenersi nello stesso giorno, trasformerebbero la ratifica da nazionale in europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l’altro, molti si ostinano a chiamare costituzione il trattato emendato e solo la semiotica comunicativa potrebbe illuminarci sul perché utilizzare un termine di così alta significazione per definire un testo che risponde alla più mediocre, anche se improcrastinabile, esigenza di rendere governabile l’Unione dopo l’allargamento ad est. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orbene, per procedere alla ratifica referendaria, la stragrande maggioranza degli stati membri dovrebbe introdurre nuove norme legislative nei propri ordinamenti nazionali. L’Italia, in particolare, dovrebbe prevedere norme di rango costituzionale così come fatto per il referendum di indirizzo sul potere costituente al Pe, svoltosi nel 1989 (Legge cost. 1/89). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo caso però l’istituto referendario non sarebbe più occasionale, come per l'89, ma potrebbe prevedere una modifica permanente della costituzione italiana in tema di ratifica dei trattati internazionali e l’introduzione di un articolo europeo sul modello della costituzione, francese, tedesca, ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente la questione è disciplinata implicitamente dall’art. 11 sulle limitazioni di sovranità per i trattati finalizzati a salvaguardare la pace, ed esplicitamente con l’art. 80, che dispone l’autorizzazione parlamentare alla ratifica e dall’art. 87 sui poteri del Presidente della Repubblica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per completezza è opportuno ricordare che l’art. 75 non ammette il referendum abrogativo sui trattati internazionali stessi, articolo, che, nell’ipotesi di modifica, dovrebbe contenere un nuovo comma sui referendum consultivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviante il nostro paese, per poter procedere alla ratifica per via referendaria in occasione delle elezioni europee della primavera del 2009, dovrebbe adottare la nuova norma costituzionale entro la fine del 2008. La relativa proposta di legge costituzionale dovrebbe essere presentata al massimo per settembre del 2007, sperando che in 12/16 mesi sia possibile concluderne l’iter legislativo, stante la doppia lettura successiva a distanza non minore di 3 mesi (art. 138). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va da se che a questo punto la dichiarazione solenne dei 27 capi di stato e di governo, che si impegnano alla contemporanea ratifica referendaria, dovrebbe essere sottoscritta al massimo entro i prossimi 6/8mesi. Da aggiungere, infine, che qualora la legge costituzionale italiana non fosse approvata con la maggioranza dei due terzi, nella seconda votazione, da ciascuna delle Camere, la legge stessa che introduce il referendum consultivo in tema di trattati internazionali potrebbe essere sottoposta ad un referendum popolare confermativo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un caso del genere, dando per scontato che gli italiani votino si alla modifica della costituzione, la promulgazione delle nuove disposizioni costituzionali slitterebbe a non prima del 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il ginepraio giuridico/legislativo in cui si andrebbe a collocare, nel già fibrillante dibattito politico italiano, il tema della possibile adozione di strumenti referendari in materia di Europa. Immaginare cosa avverrebbe negli altri stati membri lascerebbe impietrite anche le più acrobatiche menti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-1463324829007291274?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/1463324829007291274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=1463324829007291274' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1463324829007291274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/1463324829007291274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/pasticci-referendari.html' title='Pasticci referendari'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-8923000752797236998</id><published>2008-12-06T11:32:00.000+01:00</published><updated>2008-12-06T11:38:20.585+01:00</updated><title type='text'>Questa o quello, per me pari sono</title><content type='html'>Campoleone, 19 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        In occasione del convegno internazione di Firenze dello scorso venerdì, il Presidente Giscard d’Estaing si è rallegrato della sconfitta di Fabius nelle primarie del Partito socialista sottolineando come le posizioni anti trattato costituzionale abbiamo raggiunto solo il 20% dei consensi. Con enfasi, ha poi proseguito: “Il conteso politico francese sta cambiando”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Troppo facile notare come il contesto politico francese fosse per l’80% a favore del trattato anche a cavallo del 29 maggio 2005 e che si sarebbe tranquillamente palesato per via parlamentare se Chirac non avesse avuto l’improvvida idea di sottoporre il trattato stesso a referendum. Una scelta che ha di fatto costretto il popolo francese a dire no ad un testo lunghissimo e indecifrabile presentato come una vera costituzione, mentre conteneva modestissime innovazioni istituzionali. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; C’è da scommetterci che se oggi fosse ripresentato non basterebbe il dolce sorriso di una candidata per farlo risorgere dalle sue ceneri. D’altro canto lo stesso Giscard d’Estaing ha precise responsabilità nell’aver addomesticato la Convenzione togliendole ogni carattere assembleare e trasformandola in un forum degno del più tradizionale negoziato intergovernativo, ma a Firenze, per cortesia istituzionale, nessuno ha avuto l’ardire di sottolinearlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Al momento la bella Sègolène Royal ha solo infranto la regola che le donne in politica debbano essere di aspetto decisamente sgradevole per poter aver successo. Il suo programma è scarno, indecifrabile e poco o per nulla di sinistra. Sull’Europa si è espressa per il mini trattato alla Sarkozy. E’ favorevole ad un testo che nella sostanza conferma il precedente ma che nella forma abbandona i toni costituzional/costituenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Vincano i socialisti o i conservatori, ai francesi sarà detto che si sta ratificando una cosa nuova, mentre, per via parlamentare, tenteranno di ratificare il vecchio trattato. Sarebbe interessante conoscere l’opinione dei due candidati, che in comune hanno anche una personalità sostanzialmente antipolitica, su quello che vogliono per il futuro dell’Europa, dando ottimisticamente per scontato che abbiamo una seppur pallida idea sulla questione. Ma in proposito, a mio avviso, non si esprimeranno se non dopo che uno dei due si sia insediato all’Eliseo, sempre che Chirac, il politico, sia disponibile allo sfratto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-8923000752797236998?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/8923000752797236998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=8923000752797236998' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8923000752797236998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/8923000752797236998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/questa-o-quello-per-me-pari-sono.html' title='Questa o quello, per me pari sono'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-7611706455230075702</id><published>2008-12-05T19:26:00.000+01:00</published><updated>2008-12-05T19:28:36.632+01:00</updated><title type='text'>Gentile signor Ministro Bonino</title><content type='html'>Campoleone, 2 giungo 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gentile signor Ministro Bonino,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; se le considerazioni di Galli della Loggia sul Manifesto di Ventotene avevano suscitato in me, e in molti altri federalisti, una consapevole indignazione, la risposata da lei abbozzata  sul Corsera, mi lascia esterrefatto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Tralasciando le sue considerazioni che accomunano in un unico cammino i federalisti e i Galli della Loggia, cosa di cui nessuno ne aveva avuto sin ora evidenza alcuna, Ella sostiene che il nocciolo centrale del Manifesto, epurato dallo spirito antifascista d’epoca, è “la necessita del governo federale per l’Unione”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ad una prima lettura di tale affermazione rimango perplesso. Qualcosa inizia a non tornarmi. Non ricordo che il Manifesto articoli considerazioni particolari sul governo federale.  Il nocciolo centrale del Manifesto non è un nuovo contratto sociale che, superando il dogma della sovranità assoluta e dello stato-nazione, trovi nello stato federale lo strumento istituzionale e giuridico per la creazione di un’Europa libera e unita? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sarà che la memoria mi fa difetto? Riprendo la mia copia del Manifesto edita da Il Mulino nel ’91. Rileggo voracemente la prefazione di Bobbio, ma nulla. Provo a sfogliare rapidamente il testo, ancora nulla. Qualcosa mi sfugge? Utilizzo il trova su una versione word del Manifesto. Scrivo “governo federale dell’Unione”. Nulla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse Unione è una libera aggiunta in spirito modernista. Riprovo con “governo federale”. Ancora nulla. Nel Manifesto non vi è traccia alcuna ne del concetto ne della sua supposta rilevanza e centralità. Provo solo con “governo”. La parola è citata solo due volte. La prima nel paragrafo “La Crisi della civiltà moderna”, ma si parla del governo nei sistemi liberal democratici ed un seconda volta nel paragrafo “Compiti del dopoguerra. L’Unità europea,” dove si fa cenno a governo dispotico e principio di non intervento nella Società delle Nazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, signor Ministro. Il nocciolo centrale del Manifesto evidentemente al momento le sfugge, probabilmente per abile senso di opportunità politica. Eppure sostenere, come fa il Manifesto, la necessità della fondazione dello stato federale,  ci aiuterebbe a distinguere gli amici dai nemici dell’Europa, i federalisti dai Galli della Loggia, i progressisti dai reazionari (altro concetto cardine del Manifesto).Voglio solo sperare che in attesa della versione in lingua araba che intende far editare, si creino le condizioni politiche che Le consentiranno di centrare, con una maggior margine di approssimazione, il nocciolo del testo e lo spirito originario della proposta federalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Con viva cordialità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-7611706455230075702?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/7611706455230075702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=7611706455230075702' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7611706455230075702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/7611706455230075702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/gentile-signor-ministro-bonino.html' title='Gentile signor Ministro Bonino'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-6758607454457607198</id><published>2008-12-05T19:20:00.000+01:00</published><updated>2008-12-05T19:23:46.497+01:00</updated><title type='text'>Cittadinanza e Stato</title><content type='html'>Campoleone, 29 agosto 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’appartenenza ad un determinato Stato e quindi al suo popolo, coincide con la cittadinanza dello stato stesso”. La qualità di cittadino non si presenta ad essere determinata in astratto, ma va concretamente delineata in base alle disposizioni dei singoli ordinamenti”. (Lavagna, Istituzioni di diritto pubblico, Torino, 1982, p. 85)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gramsci in una sua lettera dal carcere scrisse: “Il disordine è il miglior alleato dell’ordine costituito”. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il vivace dibattito sulla questione della cittadinanza, nasce da una polemica di Galli della Loggia con Il Ministro Amato. Come e a quali condizioni concedere la cittadinanza italiana agli stranieri residenti nel nostro paese.  Un argomento scottante, su cui l’elettorato è molto sensibile. Ripeto, cittadinanza italiana, in quanto non esiste la qualità di cittadino in assenza delle disposizioni di uno Stato e a maggior ragione per la cittadinanza europea, estensione di diritti di quella nazionale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel nostro paese i criteri per l’acquisto e la perdita della cittadinanza sono stabiliti dall’art. 22 della Costituzione (Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome) e regolati da una serie di disposizioni normative, a partire dalla legge n. 555 del 13.6.1912 e sino alla legge n. 91 del 15.02.1992 e successive modificazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va da se che con l’acquisto della cittadinanza italiana si acquista anche quella europea. L’Unione è un ente giuridicamente riconosciuto a livello internazionale con poteri di indirizzo e sanzionatori in materia. Una vera e propria comunità giuridica, anche se prestatale. Tra l’altro le comunità sovrane non territoriali non sono una novità, ad iniziare dalla Chiesa cattolica. Comunque, è lapalissiano che senza quella nazionale la cittadinanza europea semplicemente non esiste. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La legge stabilisce che la cittadinanza italiana si acquista per: "Ius sanguinis" (figlio nasce da padre italiano o madre italiana); “Ius soli” per nascita sul territorio italiano (genitori ignoti o apolidi, ecc.); per riconoscimento di paternità o maternità o a seguito di dichiarazione giudiziale di filiazione durante la minore età; per adozione durante la minore età. Ma non è finita qui. Si acquisisce per matrimonio, formula ben nota agli italiani che hanno troppo frequentato le capitali dei paesi dell’Est negli ultimi anni e per alti motivi quali il servizio militare o eminenti servizi resi allo stato italiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per finire la legge stabilisce già i criteri di acquisto della cittadinanza per residenza (naturalizzazione) e più specificatamente: ex-cittadino italiano che aveva perduto la cittadinanza italiana, 1 anno di residenza; cittadino straniero i cui ascendenti erano cittadini italiani (nonno, padre), 3 anni di residenza; cittadino di un paese membro dell’Unione europea, 4 anni di residenza; cittadino di un Paese non membro dell’Unione europea, 10 anni di residenza. Tra l’altro la legge prevede già casi di riduzione a 5 o 7 anni del periodo di residenza per gli extracomunitari.&lt;br /&gt;La questione è quindi come e in conformità a quali criteri modificare le modalità d’acquisto della cittadinanza italiana e conseguentemente di quella europea per gli extra-UE per motivi di residenza, come e se ridurre il periodo richiesto di 10 anni necessari per l’acquisizione di un’italianissima, giuridicamente stringente e per nulla cosmopolita cittadinanza dello stato italiano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente il confronto non si basa solo su motivazioni di carattere giuridico, che per la loro natura non lasciano spazio a possibili fraintendimenti. Il passaggio ad una dimensione più prettamente politico culturale può forse aiutarci a capire cosa si cela dietro il confronto sul tema in oggetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le correnti anarchico, internazionaliste, pacifiste non cattoliche si sono da sempre caratterizzate per una posizione di sostanziale rifiuto dell’ordine costituito, comprendente l’idea stessa dello Stato. Ricordiamo che della “estinzione dello Stato” come fase superiore della società comunista Marx ed Engels hanno a lungo scritto, anche in polemica con gli anarchici che chiedevano invece la “abolizione dello Stato”. Va anche rilevato come tra le organizzazioni appartenenti ai movimenti di rete noglobal, quelle di matrice ambientalista e cattolica si differenziano dalle antagoniste proprio perchè riconoscono, ed anzi spesso invocano, il potere regolatore e sanzionatorio dello Stato.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando ai giorni nostri è dalla caduta del muro di Berlino che stiamo assistendo ad una sorta di sessantotto permanente. Poliziotti, militari, intellettuali un po’ troppo razionalisti, sino ad arrivare all’idea stessa dello Stato come regolatore dei conflitti sociali, da quelli familiari a quelli internazionali, sono tutti soggetti di contrasto politico e sociale per le correnti di pensiero anarchico, internazionaliste, pacifiste non cattoliche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stato diventa elemento subliminale dell’ordine costituito a cui contrapporre il cosmopolitismo come riorganizzazione complessiva della società. Riorganizzazione da compiersi in ogni caso su basi capitaliste in quanto, anche le correnti internazionaliste di matrice comunista hanno ormai abbandonato la prospettiva della rivoluzione del proletariato e nella messa in comune dei beni e degli strumenti di produzione. Sono invece numerose le correnti cultuali e programmatiche contemporanee, in gran parte postcomuniste, che sostengono il superamento dello Stato in forme di incorporazioni territoriali superiori (Comunità, Unioni, Confederazioni). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ sostenuta non solo la possibilità ma l’assoluta opportunità della creazione di comunità politiche non statali che hanno come obbiettivo una più egualitaria ripartizione delle risorse. In tali enti politici si sostituiscono i processi identitari dello Stato (nazionale o federale poco importa) con il multiculturalismo ed il relativismo. Va da se che la loro idiosincrasia con l’autorità statale li conduce ad essere contro tutto ciò che deriva dall’ordinamento dello Stato stesso. La cittadinanza di residenza, da loro sostenuta e che si basa su un presunto ed utopistico diritto cosmopolita (giuridicamente etereo e inafferrabile), non è che una delle rappresentazioni di tale impostazione antistatale. Una non cittadinanza in un non Stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Galli della Loggia con il suo editoriale ha solo voluto polemizzare, anche sulle questioni della cittadinanza, con il governo di centro sinistra, mettendo in evidenza le contraddizioni culturali e concettuali delle sue componenti più radicali che non si caratterizzano certo per cultura di governo. Ha bacchettato il cosmopolitismo militante di sinistra. Tutto qua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veniamo alle questioni europee che ci interessano di più. Non è certo un caso se tali correnti culturali sono particolarmente euro ottimiste. Il trattato costituzionale è giudicato più che positivamente. Eventuali osservazioni critiche sono riservate alla dimensione socio/economica. In alcuni casi lo si è anche invocato come elemento che avrebbe consentito all’Unione europea di sviluppare una propria politica estera e di sicurezza nell’attuale crisi mediorientale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosiddetta costituzione europea non fonda uno Stato, ma una generica comunità politica, non da all’Europa la capacità di agire con un proprio governo in economia e in politica estera e di sicurezza ed infine non crea né l’esercito europeo né lo Stato federale. Per i federalisti sono limiti di assoluta evidenza. Per loro, i cosmopoliti pacifisti anarchico ed in qualche caso ancora comunisti, non sono un limite, anzi! Sono un risultato eccellente. Il disordine europeo può perdurare. L’ordine statuale federale europeo è stato sconfitto. Così come per il passato devono però sempre chiedersi: Cui prodest? Sono proprio convinti di non essere ancora una volta i migliori alleati dell’ordine costituito? Di rimestare l’acqua nel mortaio senza minimamente influire sui di progetti ed i propositi dei padroni del vapore? Di essere, non certo di rado, troppo sensibili al fascino del denaro e del potere, per non lasciarsi, prima o poi, convertire ed inglobare a pieno titolo nel sistema di difesa del potere costituito stesso?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-6758607454457607198?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/6758607454457607198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=6758607454457607198' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6758607454457607198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/6758607454457607198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/cittadinanza-e-stato.html' title='Cittadinanza e Stato'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-9122759135075235737</id><published>2008-12-05T19:08:00.000+01:00</published><updated>2008-12-05T19:10:49.215+01:00</updated><title type='text'>Cia, rapporti transatlantici. Nuovo multilateralismo?</title><content type='html'>Campoleone, 25 settembre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lotta al terrorismo internazionale vede protagonista la Cia sin dall’avvio delle campagne militari del presidente di guerra George Bush. La scelta unilateralista, che scavalca il Consiglio di sicurezza dell’Onu e che stravolge il quadro dei rapporti internazioni degli Stati uniti dopo la fine della guerra fredda, ha nella Cia tanto l’elemento di continuità che di discontinuità tra l’amministrazione Clinton e Bush. I falsi rapporti sulla detenzione di armi di distruzione di massa in Iraq, le informative che mettevano in luce la recrudescenza delle attività terroristiche di Al Qaeda avvalorano la tesi che vede nella Cia, oltre un’organizzazione di intelligence, un vero e proprio soggetto capace di indirizzare il corso della politica internazionale. Capacità tanto più evidenti e pervasive se confrontate ad un debole ed impalpabile Presidente americano, condizionato e condizionabile, ma anche una debolissima Europa, condizionabile e condizionata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 15 dicembre 2005 il Parlamento europeo adotta una risoluzione che chiede un’indagine sulle attività della Cia in Europa in relazione ai presunti voli di prigionieri e alle carceri clandestine. La risoluzione ammonisce che qualora siano provate queste ipotesi, il Parlamento chiederà la sospensione dei diritti in seno all’Ue degli Stati membri coinvolti. La risoluzione è approvata con 369 voti favorevoli, 127 contrari e 32 astensioni. La commissione temporanea d’inchiesta deve accertare se la Cia è stata coinvolta nelle consegne speciali dei prigionieri fantasma sottoposti a trattamenti crudeli e tortura in siti segreti presenti nel territorio dell’Unione europea e se tra le operazioni speciali figurano cittadini e/o funzionari pubblici degli stati membri dell’Unione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 6 luglio 2006 il Parlamento approva la relazione intermedia della commissione, predisposta dal relatore Claudio Fava, in cui si afferma “ La Cia, i taluni casi, è stata direttamente responsabile dell’arresto, dell’espulsione, del rapimento e della detenzione illegali di persone sospettate di terrorismo in Europa”. Con 389 favorevoli, 137 contrari e 55 astensioni il Parlamento approva la relazione e prolunga di sei mesi i lavori della commissione stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il Consiglio d’Europa si occupa della questione. Il 3 luglio a larga maggioranza (95 si, 16 no e 9 astenuti), l’Assemblea parlamentare approva la relazione del senatore svizzero Dick Marty sulle operazioni Cia in Europa. Si afferma che agenti de i servizi nazionali europei hanno collaborato alle consegne ed hai trasferimenti di persone sospettate di terrorismo. Il rapporto cita 14 paesi europei che sono stati coinvolti nei voli segreti della Cia e nel caso di Polonia e Romania, per aver ospitato i centri di detenzione clandestini. Sette i paesi accusati di violazione dei diritti dell’uomo nel corso dei trasferimenti illegali: Italia, Svezia, Bosnia Herzegovina, Regno Unito, Macedonia, Germania, Turchia. Altri sette paesi, Polonia, Romania, Spagna, Cipro, Irlanda, Portogallo e Grecia, sono citati per collusione. Il Commissario Franco Frattini, vice presidente e commissario europeo alla giustizia e interni, nonché ministro degli esteri italiano all’epoca del sequestro di Abu Omar nel 2003 a Milano, è stato presente alla seduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo strappo nei rapporti tra Europa e Stati Uniti dopo l’11 settembre nasce anche dalla valutazione degli americani circa l’assoluta insufficienza dell’Europa nel settore della sicurezza e della difesa. L’Unione europea non è in grado di sostenere l’apparato antiterroristico americano che fa perno, prima ancora che sulle strutture militari, sui propri servizi segreti. Consiglio europeo, Mister Pesc, Europool, Eurojast oscillano tra l’inesistente ed il patetico quando si confrontano con le politiche antiterroristiche.  L’unilateralismo americano arriva a distinguere tra gli europei buoni, gli asserviti agli interessi americani, ed i cattivi, Francia in testa, inutili e veteroeuropei. L’Europa è, per volontà americana ma anche per sua incapacità oggettiva, solo un triste comprimario di attività illegali di contrasto antiterroristico della Cia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti osservatori mettono in evidenza come l’amministrazione Bush stia progressivamente abbandonando la scelta unilateralista. Se così fosse, il cambiamento di rotta non potrebbe non vedere il sostanziale consenso dei servizi di intelligence. Il 21 giungo si è tenuto il Vertice Usa/Ue a Vienna che ha rilanciato la partnership strategica e contrasto al terrorismo internazionale, anche se rimangono aperte le questioni sull’uso illegittimo del trattamento dei prigionieri in conformità al diritto umanitario internazionale. La recente crisi libanese, con l’intervento di interposizione delle forze Unifil sotto il comando strategico dell’Onu, con gli USA spettatori consenzienti, sembra avvalorare la tesi di un cambiamento di rotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non potremmo trovarci di fronte a scelte di opportunismo tattico che non vanno ad incidere minimamente sulla scelta unilateralista? Gli Stati Uniti sono l’alleato di Israele, non avrebbero mai potuto farsi promotore di un’iniziativa di pacificazione credibile agli occhi dei paesi arabi. Siamo in presenza di un nuovo corso delle relazioni transatlantiche o solo in una fase in cui gli Europei divisi, incapaci di garantire un’efficace presenza internazionale di contrasto al terrorismo internazionale, sono opportunamente utilizzati per attività marginali e di supporto come l’interposizione tra forze belligeranti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La strategia di guerra appare fallimentare. L’Iraq e l’Afganistan sono sempre più incontrollabili.&lt;br /&gt;Ben Laden è imprendibile. Al Qaida è sempre più forte ed organizzata. Eppure il Presidente Bush rilancia ancora una volta la scelta bellicista in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo novembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Europa nasconde le ferite accumulate durante la triste e per molti versi indecorosa vicenda costituzionale, sotto la foglia di fico del grande successo ottenuto con l’accordo/staffetta sul comando dei contingente Onu in Libano. Né l’Unione europea, né alcuno dei suoi 25 Stati membri, è capace articolare un seppur minimo cenno sull’improrogabile esigenza della creazione di strumenti di difesa e sicurezza, esercito compreso. L’Europa non è capace di diventare alleato paritario e si accontenta di essere asservita agli interessi degli Stati Uniti. Possono mai essere queste le premesse per il rilancio di un nuovo corso delle relazioni internazionali che prescindono dalle prioritarie esigenze, approvvigionamenti energetici compresi, degli Stati Uniti?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nicola Forlani&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/829381603878899465-9122759135075235737?l=quadernicampoleone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/feeds/9122759135075235737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=829381603878899465&amp;postID=9122759135075235737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/9122759135075235737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/829381603878899465/posts/default/9122759135075235737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://quadernicampoleone.blogspot.com/2008/12/cia-rapporti-transatlantici-nuovo.html' title='Cia, rapporti transatlantici. Nuovo multilateralismo?'/><author><name>Nicola Forlani</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09021678894858701539</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-829381603878899465.post-3692416684866718466</id><published>2008-12-05T18:40:00.000+01:00</published><updated>2008-12-05T19:04:44.660+01:00</updated><title type='text'>Europa e Partito Democratico. Non un ostacolo ma un’opportunità</title><content type='html'>Campoleone, 19 ottobre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La collocazione europea del Partito Democratico nelle tradizionali famiglie politiche è un falso problema. I partiti europei non esistono in quanto non hanno una programma condiviso. Il Partito Democratico dovrebbe avere l’ambizione di favorire LA scomposizione e ricomposizione dei gruppi parlamentari europei su un comune programma per un’Europa unita, forte, credibile e soprattutto capace di agire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno degli ostacoli che si frappongono alla costituzione del Partito Democratico sembra essere presente nell’emiciclo Bruxelles. Dove collocare il partito in ambito europeo? Può mai aderire al gruppo del Partito socialista europeo? E le componenti popolari del nuovo partito potrebbero mai esprimere il proprio consenso? L’Europa può essere un macigno su cui far deragliare il treno che conduce alla costituzione del nuovo soggetto politico? Qualcuno forse lo spera, altri pongono una questione che non è per nulla peregrina tanto più che, come annunciato recentemente da Romano Prodi, il primo appuntamento cui far partecipare il Partito Democratico, sarà l’elezione per il Parlamento europeo del 2009. Ma siamo proprio sicuri che la dimensione europea del Partito Democratico non solo non sia un ostacolo, ma un’opportunità più unica che rara nel panorama politico del vecchio continente per costruire il primo, vero, partito europeo? Non è possibile che il tentativo di sottolineare l’importanza delle radici politiche, nasconda l’incapacità di immaginare e di governare il presente ed il futuro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di formulare possibili risposte sarà bene ricapitolare sommariamente natura e funzioni dei partiti politici a livello europeo. L’articolo 191 del trattato Ue recita” I Partiti politici a livello europeo sono un importante fattore per l’integrazione in seno all’Unione. Essi contribuiscono a formare una coscienza europea ed ad esprimere la volontà politica dei cittadini dell’Unione. Inoltre l’articolo 12 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione, nel garantire la libertà di associazione, in campo politico, sindacale e civico, afferma che “i partiti politici a livello dell’Unione contribuiscono ad esprimere la volontà politica dei cittadini dell’Unione.”. Affermazioni solenni, come non condividerle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i partiti politici europei dove sono e soprattutto cosa fanno? Proviamo, con pazienza, a seguirne le tracce. Il Parlamento europeo è organizzato al suo interno in gruppi politici in cui si riuniscono i deputati in base alle loro affinità politiche (minimo 19 deputati di 5 Stati membri). Nel Parlamento europeo sono presenti rappresentanti di 122 partiti politici nazionali raggruppati in 8 gruppi politici e 7 partiti politici europei.&lt;br /&gt;1) Gruppo del Partito popolare europeo e dei Democratici europei (PPE/DE). Il Partito popolare europeo (PPE) di ispirazione cristiano- democratica e conservatrice è stato fondato nel 1976.&lt;br /&gt;2) Gruppo del Partito Socialista Europeo (PSE). Il partito è stato fondato nel 1992 e ne fanno parte trenta partiti politici nazionali di ispirazione socialista, socialdemocratica e laburista. E’ associato all’internazionale socialista.&lt;br /&gt;3) Il Gruppo dell'Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (ALDE/ADLE) riunisce due partiti europei. Il Partito Democratico Europeo (PDE) e il Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori (PELDR). Il PDE, che nel 2004 ha tra i suoi fondator
