sabato 13 dicembre 2008

Rete diplomatica europea, punto non applicabile

Campoleone, 15 dimcebre 2007

Dopo Lisbona non ci saranno più cambiamenti ai trattati per i prossimi quindici anni. Sarà possibile intervenire solo sul paino dell’attuazione delle politiche. Sotto questo profilo diventerà determinante la questione delle volontà delle classi dirigenti degli stati membri.

Questo il senso dell’intervento di Franco Frattini in occasione della presentazione del libro di Jacques Ziller, il nuovo Trattato europeo (Roma 13/12/07). Il vicepresidente ha continuato affermando che la rete diplomatica europea che sosterrà le funzioni dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (servizio europeo per l’azione esterna, art. III-296 del trattato costituzionale ora art.13 bis Tue) probabilmente sarà un punto del Trattato di Lisbona che rimarrà pressoché inapplicato.

Ha ricordato come il servizio dovrebbe essere composto da funzionari dei servizi competenti tanto della Commissione quanto del segretariato generale del Consiglio: un ingorgo di competenze amministrative e di risorse finanziare che sarà molto difficile da sciogliere, tanto più che al servizio potrà essere chiamato anche personale dei servizi diplomatici nazionali.

Infine, si tenga presente che il servizio europeo stesso si andrà a sovrapporre alle funzioni già svolte dalle delegazioni della Commissione presenti negli stati non Ue.

Frattini si è soffermato anche sui passaggi relativi alle scelte che dovranno essere compiute in seno alla Commissione europea alla luce dell’ingresso in corsa dell’alto rappresentante. Qualora fosse confermato Javier Solana salterebbe il portafoglio di Joaquin Almunia agli affari economici e monetari (gli spagnoli non possono avere più di un commissario).

Inoltre, l’attuale portafoglio di Benita Ferroro-Waldner sarebbe assorbito dall’alto rappresentante stesso sul quale incombono le responsabilità delle relazioni esterne. Occorrerebbe trovare una nuova collocazione per il rappresentante austriaco.

In conclusione Frattini ritiene che, di fatto, le funzioni dell’alto rappresentante saranno quelle di un vicepresidente della Commissione con delega alle relazioni esterne e difficilmente potrà svolgere le sue funzioni a doppio cappello Commissione/Consiglio.

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Una lettura più spregiudicata delle dichiarazioni di Frattini indica come, di fatto, sarà il Consiglio a rafforzarsi nel ruolo di controllo sulla Commissione, visto che l’alto commissario (cioè il vicepresidente della Commissione con delega alle relazioni esterne) è nominato dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata e con l’accordo del presidente della Commissione. Inoltre, la nomina dell’alto rappresentate comporterà un valzer delle poltrone in senso alla Commissione che, ancora una volta, sarà danzato secondo i tempi ed i modi voluti dai governi nazionali. Risultato: una Commissione sempre più a funzione segretariale e sempre meno motore del processo di integrazione.

Nicola Forlani

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